Studenti, ce n’est qu’un debout!

Una nota dal’Assemblea permanente di Lettere e Filosofia
Ecco la nota degli studenti:
Oggi, giovedì 6 maggio, le studentesse e gli studenti dell’Assemblea Permanente di Lettere e Filosofia di Bari, hanno esposto dal balcone antistante Piazza Umberto, del palazzo Ateneo, uno striscione con su scritto: “STUDENTS OF EUROPE RISE UP!”. Le motivazioni che hanno portato a questo gesto, deciso democraticamente in assemblea, sono principalmente due: esprimere concretamente la nostra solidarietà ai lavoratori e agli studenti greci vittime delle stesse problematiche politiche ed economiche che affliggono o affliggeranno il nostro paese. In secondo luogo volevamo tornare a sottolineare come la problematica del sistema universitario non sia solo italiana ma anche spiccatamente europea, da considerare come diretta conseguenza del “Processo di Bologna” e del “Trattato di Lisbona”, simboli delle politiche neoliberiste che puntano alla privatizzazione dell’intero apparato dell’istruzione pubblica e libera.
Per volontà del rettore Corrado Petrocelli, pochi minuti dopo l’esposizione dello striscione, gli studenti hanno ricevuto l’ordine di ritirare quanto esposto. La decisione è stata giustificata nei termini di una lesione dell’immagine ufficiale dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, che non può destinare lo spazio della sua facciata principale all’espressione di idee, pensieri ed opinioni.
In virtù di quanto accaduto rivendichiamo un’idea diversa di università in cui la circolazione di idee e cultura non venga relegata solo agli orari di lezione e nei luoghi di aule o dibattiti programmati precedentemente. L’assemblea rinnova il completo supporto e la solidarietà agli studenti occupanti delle facoltà di Scienze Politiche e Matematica a Bari, nonché Lettere e Filosofia a Siena e Lingue a Catania.
Non è che l’inizio.
ASSEMBLEA PERMANENTE DI LETTERE E FILOSOFIA – BARI
Commenti
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Quel “Rise Up” è fantastico. Usato 3 gg fa dal KKK al Partenone, -mal tradotto dai soliti pennivendoli in alzatevi- è proprio il segno dei tempi, l’esortazione a riprendersi dignità e partecipazione: to rising è il sorgere del sole. Forse nel buio di questi tempi, nelle tenebre che vogliono prevalere ottenebrando la ragione, la lotta per la luce dei diritti dei popoli è una nuova alba. In altre parole “risorgete”.Gli studenti lo hanno capito. A quando gli altri ?
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Mi piace tanto RISE UP e anche la chiosa del comunicato “non è che l’inizio”. Magari! Ma tanto per iniziare, perché non sia già la fine buttate a mare il linguaggio neocomunista! Il KKE non è un granché di esempio e il problema, cari studenti, non è il neoliberismo ma l’assistenzialismo! Una critica radicale dello Stato come apparato inutile vuoto e costoso. Iniziamo da qui. E voi invece chiedete sempre più Stato più Stato. E’ un disco rotto questo!
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Anamorfo, il linguaggio neocomunista non c’entra nulla. E’ solo una vostra ossessione. La verità è che privatizzare la cultura significa uccidere la cultura.Quella laica e libera!






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