Legambiente investe nei piccoli centri
Testimonial d’eccezione il paesino pugliese più piccolo: Celle di San Vito con i suoi 187 abitanti, un bar e un ufficio postale aperto a giorni alterni
“Voler bene all’Italia” non è solo un auspicio troppe volte tradito né eccesso di zelo patriottico. E’ l’iniziativa promossa annualmente da Legambiente, in collaborazione con Enel Green Power, ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e tanti altri enti promotori. L’idea di fondo del progetto è quella di sponsorizzare, tutelare e investire sui piccoli centri abitati della penisola, che sono memoria del nostro passato e reminescenza ancestrale di una società semplice, basata su agricoltura e manodopera. Ma non c’è solo questo. I piccoli Comuni che partecipano all’iniziativa hanno scommesso sullo sviluppo, sulle energie rinnovabili e sul progresso.
La perifericità dei centri abitati, gli scarsi fondi e la mancanza di attenzione verso queste realtà, ha causato nel tempo l’insorgere di numerose problematiche, quali il rischio idrogeologico, l’assetto territoriale in aree protette, la totale assenza di servizi e la bassa ricettività turistica.
‘E’ lecito paragonare le piccole alle grandi cose?’ si chiedeva Virgilio nelle Georgiche, e sulla scorta di questa domanda Fabiano Amati, assessore alle Opere Pubbliche e alla Protezione Civile della Regione Puglia, riconduce la poesia alla realtà: “No, non è lecito. Per questo bisogna coltivare i piccoli paesi. Nei piccoli centri non si trova ciò che c’è nei grandi, ma devono essere messi nella condizione di vivere. Per far sì che ciò accada bisogna investire. Investire in opere di mitigazione del rischio frane ed in viabilità, dato che è proprio il sistema viario a decretare lo sviluppo o la morte di una città”.
Il turismo, in molti casi del tutto assente, è un ulteriore piaga che colpisce i piccoli comuni, specie quelli lontani dall’area costiera, solitamente privilegiata. “Dobbiamo rallentare la pressione sulla costa e spingerla verso l’interno, mediante un progetto di mobilità“, afferma Angela Barbanente, assessore alla Qualità del Territorio. “Questi paesi sono piccoli centri di vitalità, in cui i tempi di realizzazione di opere e progetti sono molto minori rispetto alle grandi città, le iniziative vengono accolte con grande ricettività”.
Testimonial della manifestazione il più piccolo tra gli 87 paesi a partecipare: Celle di San Vito, ubicato in provincia di Foggia. In questo piccolo centro urbano, con una popolazione di 187 abitanti i quali parlano in francoprovenzale, si vive ancora di cose semplici, di sapori autentici e dei frutti della terra. Come racconta il Sindaco Maria Giannini, c’è un solo bar, poche case, un ufficio postale aperto a giorni alterni e neanche una scuola.
La soluzione non può essere quella dell’eliminazione di queste carenti realtà ma, grazie a “Voler bene all’Italia”, assicurare servizi, curare e badare meglio al proprio territorio tenendo sempre ben presenti gli obiettivi prefissati e promuovendo la sostenibilità ambientale.
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