Aprire i negozi il Primo maggio: dubbi e tentazioni

Riceviamo e pubblichiamo

La Regione deve rivedere le regole delle aperture nei giorni festivi, lo disse pure Frisullo

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In tema di aperture in deroga dei negozi in occasione di giornate festive siamo sempre più convinti che il settore debba godere della più ampia libertà d’azione. Eppure abbiamo buone ragioni per continuare ad avanzare seri dubbi quando tali deroghe sfuggono a qualsiasi regola.
Questa volta la questione si ripropone anche in occasione di una festività solitamente considerata “intoccabile” da parte delle associazioni di categoria e delle organizzazione sindacali: quella del 1 Maggio, una festa che rappresenta conquiste e valori di partecipazione democratica che riteniamo fortemente legate al nostro tessuto associativo.
Eppure la condizione di crisi in cui versa il commercio, hanno indotto alcune amministrazioni locali a fughe in avanti. Il prossimo 1 Maggio capiterà di sabato, un giorno solitamente favorevole agli acquisti. Tenere abbassate le saracinesche, per tutti noi, non può non essere che dannoso e per certi versi illogico. Ma altrettanto illogico è creare condizioni di concorrenza sleale, e favoritismi insopportabili, in territori commerciali che distano pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro.
Per questo dobbiamo tornare a sottolineare come la questione delle aperture in deroga, nella regione Puglia, è regolata – anzi sarebbe più opportuno dire “deregolata” – da norme che continuano a non soddisfarci e che riteniamo possano minare alla base tutti quei principi a tutela degli imprenditori del commercio, dei lavoratori e dei consumatori. Per noi della Confcommercio le aperture festive dei negozi devono rappresentare l’eccezione, la straordinarietà rispetto agli altri giorni. Insomma devono essere poche nell’arco dell’anno, mirate e sempre strettamente legate ad eventi concertati con il più alto numero possibile di attori protagonisti. e invece, come purtroppo spesso accade, si celano interessi personali/aziendali e politici di principio senza minimamente considerare gli interessi collettivi
Chiediamo che tutta la materia possa essere rinegoziata al più presto e che chi svolge le funzioni – beninteso, elettive – di amministratore della cosa pubblica si assuma in pieno le proprie responsabilità – di concerto con le associazioni del settore e con i sindacati – affinchè si ponga fine e una volta per tutte a questa deregulation che diventa sovente anarchia e che non può che creare ulteriori danni ad un settore in forte affanno.

Alessandro Ambrosi

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Commenti

  • nicola20 (utente non verificato)

    Solo un contributo: perchè Voi della Confcommercio non Vi mettete d’accordo?
    Sembra, dico, sembra che aspettiate che siano gli “altri” ad unirVi e a legiferare per Voi. In realtà e che fra di Voi, non fidate!