Chirurgia Policlinico, rifiutate due volte le cure a un malato di Aids
Cama-Lila: “Ferocia umana di chi, anziché fare il proprio dovere, si è trincerato dietro false scuse per abbandonare il malato di Aids al suo destino”
Rifiutate le cure mediche a un malato di Aids al Policlinico di Bari. L’episodio è accaduto circa venti giorni fa. Oggi la denuncia del presidente del Cama-Lila (Centro Assistenza Malati Aids), Angela Calluso, la quale avendo saputo solo ieri l’accaduto si è attivata, assieme alla sua associazione, per consentire al malato di ricevere le cure adeguate. Tutto è successo nel reparto di chirurgia generale ‘Alberto de Blasi’.
Secondo quanto riportato nella nota diffusa oggi, il primario Michele Nacchiero proprio venti giorni addietro avrebbe dimesso “senza ragione alcuna dal proprio reparto un malato di cancro in Aids conclamata, nonostante quest’ultimo avesse bisogno di essere operato d’urgenza, avendo tra l’altro un’occlusione intestinale e un’emorragia rettale persistente”.
Non tutti i medici del reparto però avrebbero assunto lo stesso comportamento di Nacchiero. “Tra i suoi collaboratori”, spiega ancora Calluso, “il dr. Venezia si era reso disponibile ad intervenire in qualsiasi momento, riconoscendo la gravità dello stato di salute del paziente”. Ma non c’è stato niente da fare “contro la ferocia umana di chi, anziché fare il proprio dovere, si è trincerato dietro false scuse per abbandonare il malato di Aids al suo destino”.
Dure le accuse del Cama-Lila, che ieri è intervenuto nella questione contattando i vertici del Policlinico e comunicando la “scandalosa discriminazione” alla direzione sanitaria.
‘Stessa casa, diverse abitudini’ verrebbe da dire, stando all’immediata presa d’atto del problema da parte dei vertici dell’ospedale. Infatti, “ha immediatamente inviato il 118 a casa del paziente, oramai in una condizione di deperimento, per trasportarlo al pronto soccorso”. Ma una volta arrivato a destinazione, il paziente sarebbe stato di nuovo “rifiutato dalla chirurgia generale universitaria ‘Alberto de Blasi’”.
Dopo vani tentativi ha finalmente trovato accoglienza, anche se solo su una sedia a rotelle, nella clinica chirurgica ‘Bonomo’.
“Disumana irresponsabilità” è il commento finale della nota diramata dal presidente dell’associazione, cui evidentemente non possiamo far altro che associarci.
Commenti
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Ovviamente il Direttore Generale del Policlinico non mancherà di dare una sua versione sull’accaduto (?).
Il primario Dott. M.le Nacchiero è solo un primario o anche il Deus del Policlinico? Anche su questo sarebbe necessaria una dichiarazione dal vertice del nosocomio: arriverà(?). -
Tragicamente vero: “Disumana irresponsabilità”. Il medico irresponsabile dovrebbe essere cancellato dall’Albo professionale e perseguito penalmente.
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Auspico che la Direzione Generale della ASL e l’Ordine dei Medici della Provincia di Bari non mancheranno di adottare giuste e significative iniziative nei riguardi dei responsabili di quanto denunciato ,se quanto denunciato dovesse essere accertato.
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Come al solito, in questo Paese, i più parlano sempre senza la minima cognizione di causa.
Le attuali linee guida, che un chirurgo generale (quale si professa il Dott. Venezia) dovrebbe conoscere prima di permettersi di esprimere un giudizio in casi come questo, PROSCRIVONO, anche in urgenza, la chirurgia in un pz malato terminale di AIDS con SOSPETTA occlusione intestinale, poiché la terapia radiante ottiene gli stessi risultati senza però mettere a rischio la vita del paziente. -
Ricordiamoci che il fatto si è verificato in un reparto CHIRURGICO, dove non solo non si sarebbe potuta svolgere la radioterapia necessaria, ma che fra l’altro non poteva, proprio per le suddette linee guida, sottoporre il paziente all’ intervento chirurgico.
Nonostante ciò il pz è rimasto ricoverato per lungo tempo nella De Blasi, e poi dimesso in attesa di una diagnosi immunoistochimica del Dipartimento di Anatomia Patologica che, ad oggi, non è ancora disponibile. -
E, per ultimo, il rifiuto al secondo ricovero che si legge nell’articolo è stato dettato solo dal fatto che quel giorno il reparto in questione non era in turno d’urgenza, quindi non poteva effettuare ricoveri.
La “disumana irresponsabilità” di cui si parla quindi a chi appartiene, a chi ignora completamente le linee guida ed i progressi della medicina o a chi mette la vita del paziente al primo posto??






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