Viaggi sotto una buona stella – Le meraviglie elleniche di Mikonos e Naxos

Stella Zappa

Ma c’è anche tanta storia: di grande impatto l’accoglienza della Porta d’Apollo a Naxos

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Si avvicina l’estate, e iniziano le fantasie su come e dove passare le meritate (o meno) vacanze. Sicuramente per noi pugliesi le mete più accattivanti da esplorare si trovano aldilà del mare: Croazia, Montenegro e, soprattutto, Grecia. Posti non lontanissimi, pieni di natura e storia e tante belle spiagge dove crogiolarsi al sole da giugno a settembre.

Questa settimana mi voglio soffermare su due isole nel mare Egeo: Naxos la più grande, e Mikonos forse la più famosa. Quest’ultima è l’isola del divertimento e delle ‘libertà’. Tante le discoteche che ogni sera ospitano d.j. famosi. Ma anche i bar e i locali, sempre stracolmi di turisti europei, e le spiagge, quasi tutte nudiste. Qui l’età media degli ospiti va dai 18 ai 50 anni.

Le mattinate a scoprire l’isola con gli scooter presi in affitto non regalano grandi emozioni…case bianche con i battenti azzurri, chiesette ortodosse, mulini a vento e gatti, gatti e ancora gatti. Mikonos si vive di notte! Sul lungomare e nelle viuzze che si sparpagliano dal porticciolo un via vai di ragazzi esaltati, che passano le serate a bere e mangiare in un melting pot incredibile.

L’unico difetto di quest’isola è che tutto costa troppo, e l’unico campeggio è sempre pieno. E poi il vento, il Melteni che si alza il pomeriggio, a volte può essere veramente fastidioso. Così, su un traghetto sgangherato si può decidere di raggiungere Naxos in tre quattro ore di panico per il mare forza 7. Ma appena arrivi, non puoi non notare la meravigliosa Porta d’Apollo, una specie di arco, unico superstite nel tempo di un tempio antichissimo dedicato al dio del sole.

Naxos è famosa nel mondo dei surfisti per le sue onde che quotidianamente si infrangono sulle coste durante il giorno, mentre la notte gli appassionati di vino impazziscono nelle numerose osterie assaggiando il nettare degli dei, che qui è un vero è proprio culto.
L’isola trasuda storia e mitologia, essendo il luogo dove Teseo abbandonò Arianna dopo che la fanciulla lo aiutò a salvarsi dal famoso palazzo di Cnosso e dal suo Minotauro. Arianna, delusa e sconsolata, approdata sull’isola conobbe il suo custode Dioniso, dio del sacro dono del vino.

Dioniso si innamorò subito di Arianna, la sposò con il plauso di tutto l’Olimpo e tutti vissero felici, sbronzi e contenti.

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