Bari, capitale della cultura senza soldi e senza assessore
Michele Emiliano: “La delega la tengo per me, Bari risparmia e poi mi piace”
Bari capitale europea della cultura per il 2019? Un sogno, per chi in questa città gli stimoli li cerca, nei vicoli più improbabili e nei momenti più neri, con lo stesso amore e con la stessa curiosità con cui si lascia travolgere dai “megaeventi” e dalle “megarassegne” che (per fortuna) ogni tanto “accadono” anche a Bari. Un sogno ed una possibilità, per chi, con una formazione d’eccellenza, ancora stenta a credere di poter disfare la valigia dell’emigrante, pronto a salpare verso le isole felici della produzione culturale e artistica dello stivale.
La Puglia, oggi, è sotto i riflettori nazionali (inutile ricordarlo) e nei circoli intellettuali della Roma e della Milano “bene” in tanti hanno finalmente fatto “outing”, promuovendo con orgoglio l’origine terrona, da un po’ di tempo meglio ancora se barese.
Ieri il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha annunciato la candidatura della città a “capitale europea della cultura” per il 2019, e per raggiungere questo traguardo ha esortato la comunità barese a cominciare da subito a calendarizzare iniziative per convincere tutti che non abbiamo nulla da invidiare ad altre, pur più gettonate, “rivali” italiane.
Prima tappa del percorso è il “Maggio Barese”; alla domanda sui costi sostenuti per organizzare un mese intero di appuntamenti, il Sindaco risponde: “abbiamo speso il meno possibile, così è, non ci sono alternative”. Bene l’idea che il calendario dell’evento sia costruito con il contributo delle associazioni baresi, tutte accolte in maniera più o meno indiscriminata, purché non venga il sospetto che sia una strategia per risparmiare, piuttosto che un’attestazione di stima verso i “prodotti locali”.
Poi ancora, sul possibile rimpasto di giunta a fronte delle imminenti nomine regionali: “la giunta c’è, sostituiremo solo chi va via, rispettando il trend che vede sempre più deleghe e consulenze gratuite, per esigenze di bilancio”.
Vana la speranza di riavere un assessore alla cultura? “Nessun assessore, mantengo io la delega, costa meno e poi, oltretutto, mi piace”.
Una capitale della cultura, senza soldi e senza assessore, in buona sostanza. Il “trend a gratis” di cui parla il Sindaco fa accapponare la pelle, senza nulla togliere ai tanti che, quasi da volontari, prestano il loro lavoro e i loro sforzi per costruire una programmazione credibile.
Comprensibili le esigenze di bilancio, del tutto errata la logica della cultura come perenne agnello da sacrificare sull’altare delle economie pubbliche. Se non si investe in qualità, se non si spende per la crescita della città, il rischio è che l’idea che Bari sia anello di congiunzione tra Oriente e Occidente suoni solo vuota retorica o puro folklore.
Commenti
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Emiliano continua a dire “Barzellette” proprio alla cultura negli ultimi 5 anni si è avvalso di due figure pagati a suon di migliaia di € mensili, i costi (giusti) dell’Assessore Laforgia e del consulente (duplice figura dell’Assessore) Carlo Bruni. In più circostanze è stato chiesto, da parte del sottoscritto, di porre fine allo sperpero di pubblico danaro, ma Emiliano “soffriva” di OTITE. Ora dice solo Barzellette. Luigi Cipriani
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Se questi sono i presupposti, lunica iniziativa culturale organizzabile a bari è la sagra della aperroni e delle scagliozze.
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Quanto detto dal Sindaco sull’argomento si commenta da solo e…, tutti ne possono trarre le amare conclusioni! Sembrerebbe che il Sindaco si atteggi a fare il “piccolo” Berlusconi dei trulli!
Mi piacerebbe che Barilive facesse un sondaggio sull’attuale consenso del ns. Sindaco! Sai che stupore! -
Bella l’idea ma dove sta tutta la cultura di Bari rispetto alle altre città non dell’Europa ma d’Italia? BigMick è impagabile nelle sue trovate (tipo le Olimpiadi) ma siamo “all’armiamoci e partite”. Troppe le criticità (ben accennate dall’autore) per rendere credibile la proposta. Ma tanto nel 2019 chissà dove starà il nostro mitico sindaco….
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Caro SISA, prima di parlare dei Cipriani sciaquati la bocca, la campagna di mio figlio è costata 3200 €.
I nostri 1200 voti sono di gente ONESTA, e non certo di chi ha pagato… per essere eletto.
Se ti senti chiamato direttamente in causa (visto che non ai il coraggio di firmarti) sei uno dei benefattori (che vivono grazie al sistema… delle prebende “Sinistroide” abbi il coraggio di dirlo. Luigi CIPRIANI -
per fare l’assessore alla cultura bisongia sapere cos’e’ la cultura….se no come si fa’?????
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EMILIANO SEI ARROGANTE!!!
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Vendola potrebbe dare uno stanziamento al comune di bari, così magari ci paghiamo finalmente un assessore alla cultura. Non c’è un Degennaro con buoni studi alle spalle?
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Sindaco, ho come l’impressione che sia arrivato al capolinea. Non solo la cultura, torni pure a parlare di pretese per conto del Pd? Non ti basta essere arrivato al punto più basso della tua carriera? Dovresti star zitto e fare il sindaco. Spero che Vendola vi dia tre assessorati. Sono pure troppi! Dopo le primarie, non avete neanche avuto la faccia di contribuire alla campagna di Vendola. E parlate ancora…buffoni!
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Emiliano e la cultura sono parecchio lontani. C’è un detto barese che dice “ciuccio e presuntuoso”.
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MI COLPISCE COME CIPRIANI GRIDI ALLO SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO QUANDO SI TRATTI DI PAGARE IL PERSONALE POLITICO ED AMMINISTRATIVO, MENTRE NON HA LESINATO RISORSE PER LA CANDIDATURA DEL FIGLIO ALLA REGIONE PUGLIA: SE ELETTO AVREBBE PRESTATO LA SUA OPERA GRATIS?
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Si puo conoscere la cifra esatta dei “migliaia di euro mensili..” ?
Se ne potrebbe parlare più serenamente e con maggiore coginzione di causa.
Grazie -
come si puo’ dire “la delega la tengo per me…”, Caro Sindaco ma tu pensi che il comune ti appartiene??
Sindaco a casa!
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Caro Gino, di che ti arrabbi? Quel soggettone che ti ha attaccato, è un altro coniglio dalle orecchie grandi che parla nascondendosi deitro il paravento dello pseudonimo. Io il rimedio per certi parassiti lo avrei!!!






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