“Vogliamo un PD coerente”

Mazzarano? Solo lui può decidere…
Nel corso dell’ultima direzione regionale del PD, l’on. Paola Concia presentò un documento in 4 punti da far votare all’intera Assemblea. Quel documento è stato fatto proprio dalle componenti Minervini-Blasi-Marino. Quest’ultima componente, in Puglia, è rappresentata dall’on. Concia e da Enrico Fusco. Ed è proprio a Fusco, avvocato civilista, che abbiamo posto alcune domande.
In sintesi, cosa significa per il PD l’approvazione di questo documento?
Che cosa cambia, non lo so. So che per la prima volta il PD ha stabilito una data entro la quale convocare un “bar camp”, una riunione basata su moderni principi di discussione. Ossia, in un dato tempo, giungere ad una conclusione, senza la consueta passerella di persone che dicono delle cose. Si tratta di proporre dei contenuti e lavorare su come questi contenuti debbano essere fatti propri dal PD.
Ma il PD soffre di un male oscuro o le polemiche scaturite nel corso dell’ultima direzione regionale fanno parte della normale dialettica democratica?
Non credo che si tratti di male oscuro. L’ho detto quando abbiamo sciolto i DS, ho continuato a dirlo quando abbiamo dato vita al PD, durante il congresso dell’estate scorsa. Il problema è che non abbiamo ancora detto come la pensiamo sulle questioni. Nessun organismo del partito ha finora deciso quale sia la nostra visione di società. Perchè gli elettori dovrebbero votarci? La nostra lotta è quella di riempire di contenuti un contenitore, il cui patto costitutivo prevede che questi contenuti siano dati.
Ma se voi aveste il potere decisionale nel PD, come lo vorreste il partito?
Nel PD non abbiamo il potere decisionale, ma, come si vede, sappiamo fare politica e sappiamo come fare per dire le cose. Questa sintesi emersa in direzione regionale e poi elaborata con il Segretario Blasi ed altre personalità dice che non abbiamo i numeri per governare il partito, ma sappiamo fare politica.
A che tipo di società guardate, liberale, socialista o altro?
Abbandonerei le definizioni e le sigle. Con la stessa facilità con cui è facile trovarle, limitano la discussione. Lo statuto e la Carta dei valori del PD, dicono che il nostro è un partito plurale, rispettoso delle differenze. Un partito che lotta per una società giusta. Vorremmo che fosse esattamente come è scritto. Vorremmo che codice etico e Carta dei valori non rimanessero lettera morta, ma fossero applicati. Nel documento presentato in direzione, abbiamo anche chiesto un impegno forte del partito contro il conflitto d’interessi, ma anche su una questione etica, l’etica della responsabilità politica. Nei giorni scorsi, è emerso un nome in particolare di una persona che avrebbe dovuto fare o non determinate cose. Statuto e Carta dei valori prevedono limitazioni e impedimento di assunzione di responsabilità all’interno del partito a persone con avviso di garanzia o sottoposte a procedimento penale. Noi vorremmo andare oltre e parlare anche di ciò che non è scritto in un rinvio a giudizio.
Andiamo ancora più nel concreto dei comportamenti.
Il punto 4 del documento, impegna tutti gli iscritti e dirigenti a “praticare la coerenza tra i principi, i valori professati ed i comportamenti tenuti”. Se io dico bianco, il mio comportamento deve essere bianco. Non posso dire bianco e poi dire che ho scherzato per cui è meglio fare grigio. E’ una cosa che agli elettori non va giù. Ce l’hanno detto in tutte le maniere. E continuano a dircelo. In quest’ultima tornata elettorale, ho incontrato difficoltà a fare campagna elettorale per il PD. Il partito non si è distinto per coerenza. E vorremmo che questa fosse il principio ispiratore dell’attività degli iscritti, dirigenti, eletti e dei “trombati”. Coerenza tra quanto detto e quanto fatto.
Commenti
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Domanda: Risulta al segretario PD che ci siano ancora divisioni tra ex-Margherita ed ex-DS. A me risultano lacerazioni, lacerazioni che in molti casi (varie amministrazioni locali)impediscono di governare. Quanto a Mazzarano, i fatti dicono che è un prodotto del PD pugliese. Se non si parte da questi presupposti si continua a scimmiottare Berlusconi: chiacchiere mediatiche.






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