Al mare a maggio: la proposta di Schittulli

La Redazione

Alla Baita di Palese primi bagni tra meno di un mese

0 1 commento

“Destagionalizzare i lidi balneari della provincia di Bari attraverso una rimodulazione delle date di aperture degli stabilimenti. Si tratta di un contributo importante alla promozione turistica del nostro territorio e allo sviluppo di attività che consentono anche la creazione di nuovi posti di lavoro”.

E’ l’invito lanciato dal Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, al sistema turistico ed, in particolare, ai gestori degli stabilimenti balneari della provincia di Bari “affinchè – afferma – concretamente si avviino quelle modalità di destagionalizzazione che consentano un’apertura ed una chiusura degli stabilimenti più ampia rispetto al passato”. Un appello già lanciato da Schittulli in campagna elettorale ed ora inserito nel programma di governo della Provincia di Bari.

“Il turismo, abbinato alla cultura e all’enogastronomia, – continua il Presidente – è uno dei punti nodali per la crescita economica del nostro territorio e la destagionalizzazione dei lidi balneari incrementa le possibilità di sviluppo di una risorsa primaria della nostra regione, quale è appunto il mare”.

Alla proposta ha già aderito lo stabilimento “La Baia” di Bari-Palese annunciando l’apertura per la stagione 2010 già dal 15 maggio prossimo. E’ intenzione del Presidente Schittulli incontrare, nei prossimi giorni, l’Assobalneari della provincia di Bari, l’associazione che riunisce gli imprenditori balneari, anche per esaminare una nuova politica di prezzi di ingresso ai lidi che favorisca, in particolare, giovani, categorie disagiate della società e dipendenti pubblici.

avatar

Commenti

  • levantino (utente non verificato)

    …”esaminare una nuova politica di prezzi di ingresso ai lidi che favorisca, in particolare, giovani, categorie disagiate della società e dipendenti pubblici.” Va bene agevolare i giovani,le categorie disagiate, ma… perchè i dipendenti pubblici? Questi ultimi sono, ormai, specialmente al sud dove esiste uno stato di precariato diffuso, gli unici ad avere uno stipendio garantito.