Colpo al clan Abbaticchio, sequestrati beni per oltre 5 milioni

Antonio Scotti

Due gli arresti: in manette anche un commercialista barese

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Trenta indagati, due arresti e beni sequestrati per oltre 5 milioni di euro. E’ durata quattro anni l’indagine compiuta dai militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Bari, e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sul riciclaggio dei patrimoni della mala barese. In manette sono finiti Francesco Grimaldi e Raffaele Catacchio, rispettivamente di 51 e 67 anni. Il primo, con precedenti penali, svolgeva la professione di tassista. Il secondo, incensurato, quella di commercialista . Sia Grimaldi che Cataccho sembrano essere legati al clan Abbaticchio, egemone nel rione Libertà. Come detto, oltre ai due arrestati, sono trenta le persone indagate per condotte illecite riconducibili a reati di associazione a delinquere, trasferimento fraudolento di valori ed usura.

Nel corso dell’operazione le Fiamme Gialle hanno provveduto a sequestrare tredici beni immobili, tra i quali tre ville situate nella provincia del capoluogo regionale. Sequestrati anche una quota societaria di 10mila euro (di una azienda che si occupa del rimessaggio di autoveicoli) e i saldi attivi di ben ventidue rapporti bancari, il cui valore è ancora da quantificare. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria hanno accertato, tra le altre cose, anche alcuni episodi di usura con tassi di interesse mensili che arrivavano anche al 10 percento.

Secondo quanto emerso dal dettaglio dell’operazione fornito dai militari della Guardia di Finanza, Francesco Grimaldi pare avesse dei rapporti fiduciari ben consolidati con il clan Abbaticchio. Custodiva buona parte del loro patrimonio economico e finanziario e costituiva un vero e proprio punto di riferimento per ogni attività illecita del clan. Nel 2004, nei confronti del’ex tassista, era stata disposta una misura di prevenzione antimafia, confermata in appello e divenuta poi definitiva. Catacchio, invece, viene accusato di aver gestito la parte contabile-commerciale del patrimonio del clan, consapevole sia dell’illecita provenienza dei capitali sia delle fittizie intestazioni dei beni che erano a disposizione dei clan. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Utili ai fini dell’indagine sono state le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che hanno permesso di ricostruire buona parte del sistema messo in piedi dal clan malavitoso.

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