Cabv senza risultato: ad Ugento delirio dell’arbitro

La Redazione

Partita sospesa, il presidente Vastano chiama i Carabinieri per far accettare il ricorso

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Avremmo tanto voluto scrivere delle splendide schiacciate di Parisi, dei muri di Castello, della grinta e della voglia di vincere messa in campo con encomiabile lealtà sportiva da Minafra e compagni, dell’entusiasmo contagioso dei tanti appassionati giunti da Ugento fino a Carbonara sobbarcandosi più di 250 km di trasferta per sostenere la loro squadra che giocava una gara importante in chiave playoff, dello spettacolo tecnico e agonistico offerto ad un pubblico divertito dal Club Atletico Bari Volley e dalla Pallavolo Falchi Ugento.
E invece siamo costretti a registrare la decisione eufemisticamente discutibile del signor Domenico La Gioia di Taranto, primo arbitro della partita, che ha concluso uno show personale di supponenza e altezzosità cominciato nella fase finale del primo set, con la sospensione del match all’inizio della terza frazione per rinuncia a continuare il gioco da parte del Club Atletico Bari Volley (a squadra gialloblu già schierata!), lasciando allibiti e interdetti tutti i presenti. Decisione avverso la quale la dirigenza barese ha preannunciato e sporto reclamo. E così Bari-Ugento, una delle partite di cartello della ventiduesima giornata del girone H del campionato di B2 maschile, non ha un risultato.
Tutto è cominciato sul 24-21, primo set, in favore di Bari. Capitan Minafra, durante l’azione, manda la palla in palleggio nell’altro campo con il terzo tocco. Il signor La Gioia fischia fallo di doppia (24-22). Nel punto successivo Ugento accorcia ancora le distanze con Parisi, ma un palleggio dello stesso Parisi identico a quello sanzionato a Minafra non viene valutato irregolare dall’arbitro (24-23). L’ultimo set-point per Bari è annullato da un nuovo intervento arbitrale che assegna invasione a Lanzolla (24-24), decisione anche in questo caso molto dubbia. Ai vantaggi, sul 25-25 un attacco di Parisi vistosamente out viene giudicato in campo, suscitando le legittime proteste della formazione di casa, i cui animi erano ormai esacerbati da tanti grossolani errori. Per tutta risposta il giudice di gara ammonisce Minafra e assegna conseguentemente il punto agli ospiti, ponendo fine di fatto alla prima frazione (25-27). Il secondo set comincia con l’ammonizione al DS del Bari Marrone. Ma finisce anche peggio. Sul 24-23 per Ugento, Parisi mette giù la palla che chiude il parziale, ma sfruttando un’ alzata ai limiti della regolarità (se non oltre) di Licchelli. Naturalmente non sanzionata. A inizio terzo set capitan Minafra va a chiedere spiegazioni al signor La Gioia, che a quel punto comincia a dispensare cartellini a destra e a manca tra i baresi, tra i quali serpeggia stupore e frustrazione. Finchè non arriva la sospensione dell’incontro. Immediata giunge la presentazione del ricorso da parte del presidente del Bari Volley Vastano, che ha dovuto però addirittura chiamare i carabinieri per far sì che il signor La Gioia svolgesse correttamente il suo compito, accettasse il reclamo e lo allegasse al referto come da procedura: il fischietto tarantino si era rifiutato di prenderlo in considerazione!
Quel che più addolora non è l’incomprensibile arbitraggio a senso unico nelle fasi decisive del match da parte del primo arbitro, che ha finito con i suoi errori con il condizionare il risultato dei primi due parziali di una partita bella, combattuta e soprattutto corretta tra i protagonisti in campo e sugli spalti. Ciò che ha lasciato sconcertati è l’atteggiamento con cui il direttore di gara ha accompagnato ogni sua decisione, senza dare uno straccio di spiegazione e soprattutto senza nemmeno lontanamente pensare di favorire quel dialogo e quella collaborazione tra arbitro e giocatori che dovrebbe essere alla base di un comportamento sportivo. Cosa totalmente inaccettabile.
Per questo sul sito internet della società barese (www.barivolley.com) da oggi campeggia al posto della foto un simbolico drappo nero. In segno di lutto per il volley.

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Commenti

  • Domenico La Gioia (utente non verificato)

    A distanza di anni rispondo:
    Tra arbitro e giocatori non vi è alcuna collaborazione, il solo capitano in gioco può chiedere “Spiegazioni”, dopo aver dato spiegazione, si ritorna a giocare.
    I carabinieri furono chiamati dal sottoscritto una volta giunto nello spogliatoio.
    Il reclamo fu accettato sin da subito, con la procedura ufficiale e non con quella voluta dal presidente.
    Il tutto si concluse con perdita per 0-3, 3 punti di penalizzazione, squalifica del presidente e non ricordo chi, ammenda di €2000. Il tutto dopo che il Giudice visionò il video prodotto dall'avvocato difensore del Bari.
    Fu gara dove gli eccessi delle contestazioni furono veri eccessi.
    Quella gara fu motivo di studio in tutti i comitati d'Italia e mi consegnarono la promozione in B1.
    Scusate.
    Domenico