AROMA de scudetto

Christian Montanaro

Le occasioni per pareggiare ci sono state, ma solo Alvarez pericoloso

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Poteva e forse alla fine sarà stata la squadra che avrà deciso le sorti del campionato, come profetizzato da Giampiero Ventura alla vigilia del match. Vincendo al “San Nicola”, seppur di misura, la Roma rafforza le legittime aspirazioni per la conquista dello scudetto, favorita da un calendario più abbordabile rispetto a quello dell’Inter e dalla mancanza di impegni di Coppa. E’ stato un successo di misura, maturato con l’unico vero tiro nello specchio della porta, propiziato dall’unica azione prodotta insieme dal “trio delle meraviglie” composto da capitan Totti (al rientro dal 1′. Non granchè la sua prova), Toni e Vucinic.

Per quanto il Bari si sia maggiormente impegnato nella ripresa, non si può tuttavia dire che la formazione capitolina abbia demeritato il successo, dando invece prova di una grande compattezza e di un ordine tattico che in questo momento probabilmente la rendono anche superiore ai nerazzurri. Al Bari resta il rammarico di aver dovuto affrontare questa sfida senza tre elementi preziosi come Almiron, Donati e Meggiorini (oltre ai soliti noti) e di non aver potuto contare in avanti sull’apporto dell’estremamente deludente Ignacio Castillo.

Eppure, nonostante tali defezioni, non appena si è affacciata con costrutto nell’area avversaria, la formazione di Ventura ha fatto male e per poco non ha raddrizzato il match. Il pensiero volge soprattutto al 2′ della ripresa, allorchè il neo entrato Emanuel Rivas è riuscito a sgusciare alla serrata marcatura di Cassetti e a mettere dentro una sfera comoda comoda per Castillo, anticipato in maniera provvidenziale da Riise. O a quando al 75′ il brasiliano Barreto è riuscito ad eludere Burdisso e a sparare in porta, con la deviazione difettosa di Julio Sergio, sulla quale poi Castillo non è riuscito a correggere dentro per l’opposizione dello stesso portiere prima e della retroguardia giallorossa poi.

Insomma le occasioni ci sono pure state, ma rade e spaiate dal solito contesto tattico avvolgente, nel quale, in avanti, il solo Alvarez ha dato segni di costante vivacità. Era lui la chiave del match per il Bari e si sapeva, e l’honduregno onestamente il suo l’ha fatto, tenendo frenato un tiratore d’eccezione come il “rosso” Riise, ma gli è mancata la collaborazione dei colleghi. Di Castillo e Barreto si è detto, ma non è che sia andata meglio la prova del rilanciato Pedro Kamata a sinistra, o del suo sostituto Rivas. Non a caso, insieme all’honduregno, i migliori nelle fila biancorosse sono stati il redivivo Daniele De Vezze (calato nella ripresa, ma protagonista di un primo tempo super) e il buon Gazzi, addirittura encomiabile quando nel primo tempo, al 7′ e al 15′, si è improvvisato regista, smarcando in area con passaggi filtranti al bacio i suoi compagni d’attacco.

La Roma ha pensato a contenere il vantaggio dopo la bella partenza iniziale nella quale Vucinic ha fatto vedere i “sorci verdi” a Belmonte (che poi gli ha preso bene le misure) e Toni, pur vanificando al 26′ una palla goal incredibile su un numero da lui stesso creato ai danni di Andrea Masiello, ha fatto a “sportellate” con tutta la retroguardia biancorossa. Ne è uscita una gara di grande sapienza tattica, orchestrata da quel fantastico direttore d’orchestra che risponde al nome di David Pizarro, in questo momento decisamente il playmaker più in forma dell’intero campionato. Palla data di prima e strette combinazioni con i compagni che alla lunga hanno avuto il potere di togliere respiro alla manovra biancorossa, spezzandola in due fasi distinte al momento della ripartenza.

Forse sarebbe potuto servire prima Allegretti, entrato solo nei 3′ finali, invece di quel Sestu, il cui utilizzo francamente non abbiamo capito, con Koman (utile all’andata) relegato in panchina, dove purtroppo non figurava neanche un attaccante di riserva. Una parola infine sull’arbitraggio: Ventura in sala stampa ha avuto l’eleganza di non aprire polemiche riguardo ad un paio di dubbi fuorigioco fischiati che, altrimenti, avrebbero messo i biancorossi a tu per tu con Julio Sergio, ma fino a 5′ dalla fine è sembrato quasi che i falli venissero fischiati solo a favore di una squadra, tanto da far urlare di disapprovazione più volte il pubblico di sponda biancorossa. A gioire del risultato è stato invece quello ospite, assiepato nella curva sud assegnatagli. I 43.773 spettatori presenti al “San Nicola” hanno potuto comunque assistere ad un bello spettacolo di sport, e questo alla fine forse è ciò che davvero più conta (anche se nel finale si è registrato a quanto pare un fitto lancio di oggetti tra il settore curva sud nel quale erano posizionati i diecimila tifosi della Roma e laTribuna est dove c’era il pubblico dei sostenitori dei pugliesi, che fortunatamente non ha procurato danni alle persone coinvolte. Piccoli incidenti sarebbero avvenuti anche fuori dallo stadio, con scontri verbali e piccole parapiglie, ma nulla di grave a quanto sembra). Specie quando, come oggi, la sconfitta è perlomeno onorevole.

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