Bari città mobile e metropolitana: sogni e realtà

Claudia Attolico

Antonio Decaro presenta il Pum, il piano di mobilit� urbana

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Bari si muove sempre più veloce. Problemi di traffico, inquinamento, spostamenti e mobilità hanno trovato soluzione nel corso di questi cinque anni, grazie all’impegno e alla continua ricerca di innovazione da parte dell’assessore alla mobilità Antonio Decaro. Proprio ripercorrendo tutte le tappe che hanno portato oggi ad una facilitazione dei collegamenti, in città e fuori, si trova anche spazio per i progetti futuri. Alcuni già in fase di realizzazione, altri in cantiere. Ed ancora moltissime le idee, anche avveniristiche perché no, che immaginano una Bari completamente nuova. Allo scetticismo congenito che sovrasta ogni possibilità di cambiamento, Decaro senza titubanze risponde: “anche tutto ciò che c’è adesso sembrava difficile da realizzare”.
Ed ecco pianificate la zona cittadina ed extraurbana, che possono usufruire di fondi da parte della Regione e del Ministero grazie all’ottenimento dello status di città metropolitana. La riqualificazione e innovazione si muove su due binari. Da una parte il PUM, piano urbano della mobilità, che si rivolge alle infrastrutture (stradali, ferroviarie, o ipotetici binari tranviari), dall’altra il PGTU, piano generale del traffico urbano, che si occupa del trasporto pubblico e dei piani di dettaglio (sensi di marcia, rotatorie, marciapiedi).
L’idea di base è quella di accorciare le distanze, facilitare gli spostamenti grazie all’uso di mezzi pubblici, diminuire i tempi di attesa. Dopo aver collegato centro e San Paolo grazie alla linea metropolitana, proprio in questi giorni sono in corso i lavori per il prolungamento di questa fino al quartiere di Cecilia (Modugno) ed ancora in cantiere è invece la proposta di un ulteriore allungamento. Con l’impianto a Lamasinata sarà infatti possibile avere uno snodo centrale che permetta di fruire anche delle linee ferroviarie. O ancora, la nuova linea ferroviaria che collegherà San Girolamo all’aerostazione di Bari-Palese.
Per quanto riguarda la rete stradale vige la legge dell’ammodernamento. Tra le proposte più interessanti, quella di una nuova tangenziale che da Giovinazzo o Molfetta si stacchi dalla statale 100 per poi ricollegarsi dopo Mola. “La nostra tangenziale – puntualizza Decaro- viene erroneamente definita circonvallazione, che dovrebbe essere utile a bypassare i tratti cittadini e spostarsi nel’extraurbano. A Bari manca la III mediana bis, che ci permetterebbe, per esempio, di spostarci da Japigia a Poggiofranco.” Tra le intenzioni della pianificazione, quindi, anche questa strada mediana, che ha un costo di 129 milioni di euro, ed andrà da via Gandhi a via Fanelli. Attenzione anche al problema dei camion in zona fiera, con la progettazione di un “Parcheggio Polmone” per evitare il congestionamento del traffico e il sovraffollamento dell’ansa di Marisabbella.
Via Amendola, una tra le strade più interessate dal problema del traffico, specie nelle ore di punta, diventerà a quattro corsie, con uno spartitraffico centrale alberato, due rotatorie ed una pista ciclabile di due metri e mezzo. Il costo della modifica è stato preventivato interamente dall’assessorato regionale alla sanità, con 2 milioni e 700mila euro. Futuristica -ma, assicura Decaro, assolutamente funzionale- la progettazione dell’incrocio tra via Giovanni XXIII e viale Orazio Flacco, che verrà munito di due rotatorie a livelli sfalsati, una delle quali sotterranea, a quattro metri sotto l’attale livello stradale.
Di pronta ed immediata realizzazione il terminal bus, che eviterà l’accumulo di traffico in via Capruzzi. Verrà infatti utilizzato come parcheggio per 45 autobus extraurbani un’area al momento inutilizzata che si trova a ridosso della stazione di Bari, ed ha già a disposizione ampio spazio per il parcheggio. In questo modo sarebbe ancor più facile lo scambio tra bus e treno. I Park&Ride, vera innovazione ed ad oggi assolutamente indispensabili, diventeranno sempre di più, includendo anche le zone periferiche, con parcheggi di prima fascia (3 in fase di progettazione) e dieci in seconda fascia, anche nei quartieri di Torre a Mare e Carbonara.
Insomma, di idee ce ne sono tantissime. Per realizzarle ci vorranno fondi, lavoro, ed anche una buona dose di ottimismo. Bari può cambiare, e passo dopo passo ci sta riuscendo.

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Commenti

  • megadream (utente non verificato)

    de caro dimettiti! non hai risolto un bel nulla da 5 anni a questa parte, anzi…

  • levantino (utente non verificato)

    Con Decaro anche Bari ha (finalmente) avuto un po’ di Ferrara (la città).

  • nisha (utente non verificato)

    A me piacciono le citta’ vivibili a misura d’uomo non d’auto.Ancora strade rotatorie,ponti,colmate di cemento al posto di ulivi secolari che stanno per essere abbattuti.Dove sono gli ambientalisti?Si crea inquinamento e poi lo si combatte ,ma e’ normale? a chi giova ?Forse De Caro passa alla storia ,noi….. al cimitero.