Bari-Samp 2-1 (18’Cassano, 54’Meggiorini, 87’Barreto)

Onofrio Schino

Alvarez irrefrenabile a destra

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In trentamila sopratutto per lui: Antonio Cassano da Bari Vecchia torna al San Nicola per la prima volta da avversario, dopo nove anni in cui lui e il Bari non si sono mai incontrati, sopratutto per i lunghi trascorsi dei biancorossi nella cadetteria. Non è comunque serata per i sentimentalismi. Il Bari vince, gioca bene, annichilisce l’avversario e raggiunge quota 42 punti, praticamente salvo e con una posizione di classifica da fare invidia quando mancano ancora 8 giornate di campionato.

Insomma, c’è tempo ancora per sognare. Ma prima, Gillet & co. giocano con il cuore in mano sconfiggendo una Sampdoria che, prima del match, era al quarto posto in classifica e che torna in Liguria sufficientemente ridimensionata.

Molto merito è suo: Giampiero Ventura da Genova ha creato un gran bel giocattolo, se possibile ancora più bello di quello creato l’anno scorso da Antonio Conte. Il tecnico (ex di turno) rilancia a sorpresa in attacco Barreto, recuperato dopo lo stop che lo aveva tenuto lontano dal campo di gioco per due settimane, e conferma Gazzi in mediana rispedendo Donati in panchina: Del Neri risponde con Guberti e Mannini sugli esterni e con lui, Antonio Cassano, in attacco dal primo minuto. Il pibe de Bari è ovviamente al centro delle attenzioni della difesa barese, anche se è proprio la squadra di casa a rendersi pericolosa per prima: è il 13’, quando Almiron innesca Barreto in profondità, ma il brasiliano, perfettamente imbeccato, prova a beffare il portiere avversario Storari con un pallonetto che Gastaldello salva a pochi metri dalla linea di porta. Cresce il Bari. Velo di Meggiorini per Barreto, servizio nello spazio per Rivas che anzichè concludere prova un improbabile passaggio che nessuno può sfruttare.

La Samp però è grande squadra e lo fa vedere. Pazzini si libera in area di rigore dopo azione di corner, ma Gillet è attento e smanaccia in corner, dal quale arriva di lì a poco il vantaggio doriano. L’asse è tutto ex barese, con Guberti nei panni di assist – men dalla destra e Cassano lesto a realizzare in sospetta posizione di off side con una magia di tacco. Non esulta il 99 blucerchiato, e quasi chiede scusa al pubblico presente che risponde con un applauso sincero e spontaneo.

Il Bari sembra accusare il colpo, quando Gazzi sbaglia un retropassaggio e innesca sempre Cassano lesto a servire Palombo sulla corsa che impegna Gillet, ma dopo poco inizia a rimacinare gioco e chilometri. Alvarez fa impazzire Ziegler e prova a servire al 25’ Meggiorini, bravo a coordinarsi in acrobazia e ad impegnare Storari; due minuti dopo è Almiron ad imbeccare Rivas, il cui tiro – cross è smanacciato ancora una volta dal portiere blucerchiato, ma l’occasione più ghiotta arriva sui piedi di Barreto al 40’, perfettamente imbeccato da Belmonte, che non ha un impatto felice e spreca un’ottima occasione per il pareggio. Prima del riposo è comunque la Samp a rendersi pericolosa, con un tiro cross di Cassano, deviato da Salvatore Masiello e controllato, non senza difficoltà, da Gillet.

Si va al riposo sul risultato di 0-1, ma Ventura si fa sentire negli spogliatoi. La squadra sembra entrare con un piglio deciso. Al 54’ il mister biancorosso inserisce Kamatà al posto di Rivas, e al 58’ il Bari pareggia con Meggiorini, abile ad approfittare di un incredibile svarione di Gastaldello e a battere Storari, incolpevole nella circostanza. Passano dieci minuti ed il Bari va vicinissimo al vantaggio. Lo schema è il solito: lancio di Bonucci dalle retrovie, Barreto elude il fuorigioco dei due centrali blucerchiati, aggancia a eprova a superare con un tocco sotto il portiere. Il brasiliano non può esultare però perchè Accardi, entrato nel primo tempo al posto di Marco Rossi, salva il risultato con l’aiuto del palo. Ventura inserisce Castillo al posto di Meggiorini, con la chiara intenzione di portare a casa i 3 punti, anche perchè la Samp, ad onor del vero, al di là di qualche ripartenza è davvero poca cosa. Mannini e Guberti si invertono in continuazione (prima che l’ex barese venga sostituito da Padalino) senza sortire grossi pericoli per gli avversari, ed anche Cassano, per il quale si sentono anche i primi fischi, nel secondo tempo sembra assai meno brillante dei primi 45 minuti.

Insiste il Bari. Barreto pur sofferente rifiuta il cambio con Koman pur di rimanere in campo tutti i 90 minuti di gioco; all’ 83’, poi da azione di corner Bonucci prova ad incornare, ma la palla termina alta sulla traversa, e due minuti più tardi il capocannoniere di Rio segna il gol del vantaggio barese, anche se gran merito è di Alvarez, assolutamente imprendibile sulla fascia destra per il malcapitato Ziegler. Standing ovation per il numero dieci barese, sostituito a tre minuti dal termine da Donati.

Russo di Nola assegna 6 minuti di recupero, ma è il Bari che potrebbe dilagare per ben due volte, sempre sull’asse destro, ma in entrambe le occasioni Alvarez, da posizione favorevole, prova a servire al centro i compagni piuttosto che calciare in porta. Finisce senza ulteriori sussulti. Un Bari davvero messo bene in campo legittima il campionato fantastico sin qui disputato e può davvero dirsi soddisfatto. Il San Nicola saluta Fantanonio Cassano: tutti in piedi per un arrivederci lungo un anno ad un campione che, nonostante la sconfitta, ha saputo essere davvero grande.

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Commenti

  • zio84 (utente non verificato)

    io ero allo stadio e cmq sentivo diversi”appreggiamenti” verso la samp …… e se devo dirla tutta anche contro il povero CaSsAnO … Ma spiegatemi cos ha fatto di male … Cmq vada sempre FoRzA BaRi