Via i genitori irregolari: parola ai volontari

Garantire la tutela delle frontiere piuttosto che tutelare il diritto allo studio dei bambini: questa la motivazione che ha portato la Cassazione a fare marcia indietro sulla regolarizzazione di immigrati clandestini, genitori di minorenni che frequentano la scuola in Italia. L’11 marzo scorso con la sentenza n.5856 la Cassazione ha, infatti, respinto il ricorso di un albanese residente a Busto Arsizio (Varese), con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori: l’uomo chiedeva di poter restare in Italia in quanto un suo allontanamento avrebbe alterato il sano “sviluppo psicofisico” dei suoi bambini. Niente da fare per la Cassazione che, smentendo la sentenza n.823 del 20 gennaio scorso (che aveva dato ragione ad un genitore clandestino), ha affermato che la salvaguardia delle esigenze di un solo minore non può portare a provvedimenti che non s’inquadrino nel più generale impianto normativo delle leggi sull’immigrazione. L’allungamento dei tempi di permanenza in Italia del genitore “irregolare”, continua la Cassazione, può essere concesso solo in situazioni di emergenza, ossia nei casi in cui sussistano “gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore”: se il bambino è sano, dunque, la scolarizzazione è una “esigenza ordinaria collegata al normale processo educativo” e l’allontanamento di un genitore non influisce sul rendimento scolastico dell’alunno. Non solo: una decisione in senso contrario della Cassazione “finirebbe col legittimare l’inserimento di famiglie di stranieri, strumentalizzando l’infanzia”.
Esattamente un anno fa Barilive aveva incontrato Monica Dal Maso, una delle volontarie di una rete di associazioni che si occupano di rom nel territorio barese, che ci aveva raccontato il percorso d’inserimento scolastico dei bambini di due campi rom (Japigia e Modugno). L’abbiamo ricontattata per capire con quale stato d’animo è stata accolta la sentenza.
Qual è la situazione del campo di Modugno?
La comunità bosniaca vive una situazione molto difficile, al campo è da poco arrivata l’acqua, dopo 10 anni, manca ancora la luce e questo inverno è stato difficile con le temperature che si sono raggiunte. Per i minori, poi, la maggiore difficoltà è proprio raggiungere la scuola, il campo è in piena zona industriale e la mancanza di un servizio di scuolabus rende la frequenza incostante. Questo innesca un processo “a cascata” per il quale diviene complessa l’integrazione scolastica e sociale dei bambini.
La sentenza della Cassazione potrebbe “creare un precedente”. Siete preoccupati?
Si, anche se sono consapevole che una sentenza della Cassazione non è legge, mi inquieta pensare che si è scritta un’altra pagina di negazione del diritto di un bambino. Sono inorridita dalla controtendenza di questa sentenza rispetto alle regolari norme del diritto italiano e soprattutto rispetto garanzie Costituzionali (a partire dall’art. 3) oltre che della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia (art. 8 e 9). Il quadro normativo tutela la relazione genitore-figlio il più possibile prevedendo che un allontanamento dell’adulto sia previsto solo quando la sua presenza lede direttamente il minore. Sicuramente l’allontanamento da un genitore è fonte di trauma, nel caso in cui l’adulto non ha in alcun modo danneggiato il minore la separazione è vissuta come una ingiustizia irreparabile, inspiegabile per un bambino. Nel caso dei bimbi rom bosniaci il senso di diversità che loro vivono sulla propria pelle perché vittime dello “stigma” collettivamente costruito sui rom, verrebbe ancor più accentuato nel momento in cui dovessero perdere i loro principali riferimenti affettivi. In questo caso i bambini sono nati tutti in Italia e il loro inserimento a scuola li ha resi i nostri “mediatori linguistico- culturali in miniatura”, parlano l’italiano meglio dei propri genitori e dimostrano incredibili capacità di mediazione rispetto alla due culture, privarli del loro riferimento affettivo sarebbe un doppio danno, non solo per la vita affettiva del minore ma anche per la possibilità di interazione e integrazione persa, venendo meno il riferimento culturale più forte rispetto alle propria identità culturale d’origine, appunto il genitore, e allo scompenso che questo comporterebbe.
La giustificazione della sentenza (ovvero che la regolarizzazione anche di un solo genitore finirebbe per “legittimare l’inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l’infanzia”) temo si possa facilmente collegare alle condizioni di alcuni campi rom in cui, purtroppo, i bambini vanno ancora a chiedere l’elemosina ai semafori. L’espulsione, però, non è affatto una soluzione. Quali sono le risposte istituzionali che vorresti sentire?
E’ vero, il rischio di strumentalizzazione esiste e va contrastato, ma non è a colpi di sentenze che lo si risolve. L’interazione delle comunità straniere con la società ospitante richiede tempi lunghi, l’emersione sociale delle famiglie dei migranti passa innanzitutto dall’inserimento scolastico dei propri figli, è proprio nel rapporto con la scuola che i migranti emergono dalla invisibilità, fanno scelte sulla propria stanzialità in un luogo, si approcciano alle istituzioni pubbliche e mettono a confronto il sapere che il bambino apprende a scuola con i saperi e le tradizioni delle proprie origini cultuali: è questo il momento in cui inizia la consapevolezza di un processo di integrazione rispetto al quale le future generazioni saranno”altro” da se, chiamate ad essere sintesi di mondi diversi. Queste sono le risposte che vorrei: la facilitazione all’inserimento lavorativo dei migranti, che garantisce loro maggiori garanzie anche rispetto alla regolarità dei loro permessi di soggiorno, il supporto alle famiglie straniere, alle donne migranti, una maggiore garanzia di accesso al welfare e di riconoscibilità dei propri diritti. Vorrei, soprattutto, che i bambini di altre etnie non vengano considerati “figli di un Dio minore”.
Commenti
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Se Monica Dal Maso è inorridita dal fatto che delinquenti vengano rispediti a casa,questa può accompagnarli direttamente a casa loro e rimanervi per sempre.Nessuno se ne accorgerebbe.In Italia si deve essere in regola,come succede nelle altre nazioni civili dove no ci scandalizza se i trsgressori di norme vengono puniti.Il suo atteggiamento si potrebbe configurare come concorso esterno finalizzato al favoreggiamento.
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Niza,semplice curiosità: sai per certo che la persona di cui si parla sia un delinquente? Solo perchè irregolare?Quello che spera Monica Dal Maso come risposte istituzionali, non credo possa scatenare l’ira degli dei.
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Niza67 con il tuo commento hai violato gli Art.2 e 3 della Costituzione Italiana, documento che probabilmente non conosci neppure visto lo stato di regresso culturale in cui versi, desumibile dalla tua strepitosa equazione “straniero = delinquente”. Per fortuna a compensare l’esistenza di certa gentaglia (che non sono gli stranieri…) c’è gente come Monica Dal Maso!
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conosco da una vita la Dr.ssa Dal Maso; ma parto da un altro presupposto e cioè che se io delinquo e non rispetto le leggi all’estero, devo essere rispedito a casa senza tanti complimenti. Gli zingari per loro cultura non si sono mai integrati nei luoghi do ve si sono stanziati (vedi Romania)… continua …
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… continua … per quanto riguarda gli artt. 2 e 3 Costituzione, faccio presente che recentemente la Corte di Cassazione (e non io) ha ritenuto legittima l’espulsione di una persona clandestina che non aveva i documenti, ma la cui famiglia risiedeva stabilmente in Italia. Domanda: perchè se lo fanno nella civilissima Francia (che si è spostata a sinistra), va tutto bene? E se lo si fa in Italia, no?
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Infine esimio michaelstar, se ritieni che il mio commento abbia violato norme di legge e/o la Costituzione, ti prego di denunciarmi alla Pubblica Autorità. Mi chiamo Nicola Zanni e sono felicissimo di difendermi in ogni stato e grado di giudizio. Se vuoi altri riferimenti, ti posso mandare in un messaggio privato anche i miei dati e recapiti. Resto comunque dell’idea che la sig.na Dal Maso che si inorridisce, può andare con loro (e tu con lei, se lo desideri).






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