Ultimo confronto: brindisi finale al Forma

Antonella Ardito

Trasmissione troppo ingessata e con qualche sovrapposizione: si pu� fare meglio

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Due ore di confronto martire della par condicio ieri sera al Teatro Forma di Bari. La trasmissione voluta da Rtp, il consorzio che riunisce numerosi editori radiotelevisivi ha messo di fronte ai pugliesi i quattro candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Adriana Poli Bortone fa un quarto d’ora di ritardo, rammenta che accanto a Rocco Palese non vuole sedersi perché l’ultima volta è finita male (riferendosi alla lite sul nucleare durante il confronto in sala Murat con Legambiente ndr) e si accomoda accanto a Nichi Vendola, lasciando a Michele Rizzi la poltrona accanto al medico di Acquarica del Capo. Le domande i candidati le conoscono già, pochi i riferimenti ai fatti degli ultimi giorni se non fosse per una battuta poco felice di Michele Rizzi sulle escort. Primo tema da affrontato da Duilio Gianmaria con altri sei giornalisti pugliesi è la sanità: a disposizione dei candidati quattro minuti di parola: “La gestione di questi cinque anni è stata totalmente fallimentare – sottolinea subito Palese – troppe degenerazioni, penso semplicemente che le responsabilità politiche sono dirette, sono definite dalla costituzione. Uno spaccato di gestione che ha portato un miliardo di euro di tasse aggiuntive”. Palese prova poi ad attaccare Vendola con alcune interrogazioni in materia fatte da esponenti del centrosinistra, ma il tempo a disposizione è poco e partono le prime scintille con Gianmaria.
“Perché Nichi non ha cancellato il piano ospedaliero di Fitto? –domanda Michele Rizzi- Poi non capisco come si fa con don Verzé è amico di Berlusconi e Vendola”.
“Gli scandali peggiori sono accaduti negli ultimi dieci anni – ribadisce la Poli Bortone – ci sono due commissioni di inchiesta a Camera e Senato e nessuno che indaghi sulla Puglia, I direttori generali devono essere eletti dalle componenti della sanità. Palese, tu hai scelto in maniera politica i tuoi direttori generali”. Nel secondo turno da due minuti sul tema sanità i candidati scendono nello specifico: “Serve rispetto per l’autonomia dei magistrati – ricorda Vendola riferendosi al’affaire Fruisullo – serve sobrietà. La politica deve andare oltre, io rispetto sempre il lavoro della Magistratura. In tema sanità il punto di partenza era di grave degrado, la maggior parte dei nostri nosocomi erano privi di messe a norma. Abbiamo fatto un avanzamento importante ma abbiamo troppe domande di salute: serve sviluppare servizi contro il ricovero inappropriato. C’è chi mi accusa di aver lottizzato la sanità: ha cercato direttori professionali, al secondo anno di governo ho fatto 6 asl, avevo 13 partiti in coalizione, secondo quel ragionamento io avrei dovute crearne altre di Asl e non accorparla. La sanità pugliese non è stata commissariata e abbiamo redistribuito il reddito. Sull’Irpef ricordo che Fitto ha colpito il 100% dei contribuenti, io ho solo per due anni dovuto tassare i redditi più alti. Voler dare una rappresentazione catastrofica è autolesionistico: il ministero della salute dice che noi siamo al primo posto nel Mezzogiorno come qualità della sanità”.

Rocco Palese sventola La Stampa di ieri con i dati delle liste di attesa, sulla quale però si ribadisce che la Puglia è la nona regione in Italia per qualità della sanità pubblica. La discussione scivola sul nucleare, ma Palese ricorda le vechie battaglie a Salve ed Avetrana e non risponde sull’opportunità o meno di opporsi alle scelte del governo Berlusconi: “Eravamo dalla stessa parte – ricorda la Poli Bortone – io in quelle battaglie non ti ho visto”. La senatrice salentina e il medico di Acquarica del Capo non hanno perso occasione per beccarsi. Molto simili invece le posizioni di Nichi Vendola e della Poli sulle opportunità che il Mezzogiorno deve cogliere per limitare la deriva leghista intrapresa da Raffaele Fitto e Silvio Berlusconi a Roma. Michele Rizzi invece si rintuzza più volte con il governatore uscente sul tema del precariato: “Dov’è il salario sociale che avevi promesso – ricorda Rizzi parafrasando cose dette più volte da Rocco Palese – un precario nei call center prende 2,50 euro all’ora mentre in consiglio regionale gli stipendi volano sui 15 mila euro”.

Solo la Poli Bortone fa accenno al politiche femminili, ricordando come nei bandi a carattere europeo devono essere previste misure trasversali per aiutare l’occupazione in rosa. Ultima domanda prima dell’appello finale è sul digitale terrestre, fatta dal presidente di Rtp Fabrizio Lombardo Pijola: la Regione aiuterà le tv locali in questo passaggio costoso ma previsto per legge? “La Regione può fare di tutto – ha ricordato Palese – con i fondi strutturali, l’emittenza locale è un punto di forza. Ma questa sera abbiamo discusso dei massimi sistemi, senza toccare cosa è accaduto in questi tre giorni. Nichi Vendola li prende i voti da questi uomini del Partito democratico visto che ne prende le distanze. Mettiamo a fuoco questi problemi. E poi ricordo a tutti che Fitto non va a letto con Bossi, anche per noi l’unità d’Italia è importante”. Vendola non replica, e nelle more della spinta all’innovazione che vuole continuare a dare alla Regione Puglia, promette aiuto anche alle istanze delle tv locali: “Dobbiamo lottare contro l’analfabetismo informatico e ideologico, contro il padrone di Mediaset e controllore politico della Rai che vuole che nessuna finestra scomoda debba essere aperta sui territori”. La Poli Bortone ricorda come è il legislatore nazionale che ha fatto la legge sul digitale terrestre a dover finanziare il tutto: “Già è stato fatto uno scippo alle tv locali per far ingrassare i giornali di partito, ma sul digitale terrestre la regione può solo dare un aiuto”.

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Commenti

  • zagreo555 (utente non verificato)

    Qualcuno ha detto che se la Colpa fosse donna, il marito sarebbe sicuramente cornuto, perchè la Colpa si da sempre agli altri. Meditate gente, meditate!