Il saluto ad Arcangelo Leone De Castris

Lo hanno vegliato tutta la notte nell’Aula Magna dell’Ateneo, fra gli affreschi dei grandi dei tempi grandi. La sua famiglia e tanti fra docenti ed ex allievi, con un Corrado Petrocelli visibilmente commosso a pochi cemtrimetri dalla bara, semplice e austera, completamente ricoperta da gerbere rosse.
Stamane alle dieci e trenta il Commiato, sempre in Aula Magna e poi la salma sarà restituita ai cari per il funerale religioso. Arcangelo Leone De Castris è ormai affidato alla meoria affettuosa di chi lo ha conosciuto, letto, studiato, apprezzato ed amato come un italianista di valore immenso, un intellettuale prezioso, un Maestro che sembrava non dovesse mai invecchiare e finire. un Puer Aeternus dalla mente prodigiosa, come certe figure mitiche della cultura italica.
Quando i grandi ci lasciano, il vuoto che lasciano è inversamente proporzionale a quanto faremo per tenerli vivi fra noi. Per lui ci aspettiamo che si muovano soprattutto gli editori, gli ex allievi, i docenti che attualmente e nonsolo a Bari ne seguono le orme. Ma anche noi semplici ed ignoranti ammiratori, dobbiamo in qualche modo pretendere che di Maestro Arcangelo Leone De Castris si continui a parlare. A lungo.
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