Alfonsino Pisicchio risponde

Alfonsino Pisicchio*
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Attacchi strumentali e infondati. E’ proprio vero: accade anche questo, a Bari. Basati sui “si dice”, sui “sembra” e su “radio fante”. Accade, si, ma solo quando per denigrare una candidatura non ci sono argomenti. E’ questa non è una “voce” che si sussurra, è un fatto. So di essere scomodo, perché sono una persona corretta, e sono corretto, ancor di più, come amministratore. La mia storia lo dimostra. Ed ecco che qualcuno si prende la briga di “sussurrare”.

 Cui prodest? Riuscirebbe facile individuare gli interessati, magari tra coloro che ambivano ad un incarico che poi, invece, non hanno ottenuto – che so, perché magari hanno una compagna o un parente che lavora in qualche azienda municipalizzata – e che anziché addebitarne le ragioni, razionalmente, a loro stessi, cercano ossessivamente di addossare le loro colpe ad altri. Ma non è giusto scendere su questo terreno. Non è il mio modo di essere, e, soprattutto, non mi sembra proprio sia il caso.

Sulle illazioni si costruisce il nulla, e io sono, invece, molto concreto. Ma voglio essere chiaro: nessun controllo “minuzioso”, nessun “mobbing” (!), nessun “invito” minaccioso, nessuna attività, insomma, che non sia rientrante nelle normali dinamiche di qualsiasi campagna elettorale. Non posso impedire a chi mi sostiene di farlo – tantomeno ai miei familiari e parenti, come sembra si vorrebbe – invitando chi vuole a degli incontri, o in altre forme. Né posso accettare che si tenti di addebitarmi, addirittura, la convocazione di personale in campagna elettorale. Questo tipo di accuse sono moleste, e se sono ripetute – volendo usare questi termini – sarebbe stalking. Ma questi attacchi hanno una utilità: dimostrano che sto lavorando bene, come ho sempre fatto e come continuerò a fare. Adesso, però, con maggiore consapevolezza e determinazione.

*Vice Sindaco, candidato alle regionali 2010 per la la Lista La Puglia per Vendola

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