Palese e il programma: una firma per i pugliesi
Otto punti, sette note, quindici giorni all’alba
Un patto in otto punti con tanto di simbolica firma finale, giusto per ricordare la trovata televisiva di Silvio Berlusconi a Porta a Porta: Rocco Palese e Nicola De Bartolomeo, i gemelli del goal del centrodestra pugliese alla conquista della Regione Puglia hanno messo nero su bianco gli intenti principali del potenziale governo regionale targato Pdl per il quinquennio 2010-2015
“Si parte dalla scuola – ricorda il candidato Palese – con 400 milioni di euro di investimenti, per una scuola di qualità. I soldi ci sono e sono già iscritti in bilancio. Poi vogliamo costruire contratti da 18 mila euro l’anno per i giovani pugliesi, perché il 40% dei laureati non trovano lavoro a tre anni dalla laurea. I fondi, 150 milioni di euro, possiamo prenderli dal Fse. Dobbiamo fare attenzione alle lauree deboli, non vogliamo parcheggiarli, gli strumenti utilizzati fino ad ora non sono puntuali perché non danno valore aggiunto per l’occupazione. Poi vogliamo creare un governo regionale a zero tasse, loro hanno tartassato la regione con un miliardo di euro in tasse, noi invece incrementeremo di 60 euro la social card”.
Sul tema delle politiche imprenditoriali Palese lascia la parola a De Bartolomeo: “La formazione e l’università devono andare a braccetto, i giovani devono passare direttamente dalla fase di studio alla fase del lavoro e noi dobbiamo incoraggiare le imprese a tenere al loro interno i ragazzi. Bisogna evitare il processo di raccomandazione, serve libertà di programmazione alle imprese e servono le norme per rispettare l’ambiente, non sono cose che vanno in contraddizione”. Particolare attenzione poi bisogna dare alle politiche della casa: “Si possono abbattere i costi delle case del 25% a patto che i comuni cedano le loro aree edificabili ai privati e si proceda con la compensazione volumetrica. Ci sono dieci giovani imprenditori che a Bari stanno impazzendo con i Pirp, i piani di riqualificazione delle periferie, segno che questi strumenti non hanno effetti immediati. Poi voglio chiarire una cosa sul tema delle energie rinnovabili: fare la guerra all’Ilva o all’Enel non serve, i percorsi per le fonti alternative sono complicatissimi. Io poi non ho ancora capito perché Nichi Vendola, dopo avermi rassicurato in merito, ha negato all’Eni in quel di Taranto la possibilità della riconversione a centrale turbogas. Questa è premeditazione ideologica che non genera posti di lavoro”.
Se Rocco Palese propone il federalismo demaniale, un de minimis per gli agricoltori di 15 mila euro come contributo straordinario e, cosa importantissima, il taglio dei consiglieri regionali da 70 a 50 unità e un “No fermo, decisivo, tombale al nucleare, visto che produciamo l’80% in più dell’energia che ci serve”, Nicola De Bartolomeo lancia la grande sfida dei 100 mila posti di lavoro per la Puglia in cinque anni: “Ci sono 5 miliardi di risorse disponibili per le opere pubbliche, se si sbloccassero avremmo 100 mila nuovi posti di lavoro, ma non fate paragoni con l’amico Emiliano, il numero è un fatto indicativo. Questa è la nostra paginetta di percorso, di azione: se dopo due o tre mesi dalla nostra elezioni non accade nulla siete autorizzati a sputtanarmi, noi abbiamo una coscienza da salvaguardare”.
Per la questione sanità l’appuntamento per una discussione allargata è per il 18 marzo al terminal crociere del porto di Bari: le cose da scrivere sono ancora tante.
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