Ma come ero idiota: firma e controfirma

Mariano Leone
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Diciamocelo,
a saperlo, chi sa se valeva la pena impegnarsi alla raccolta delle firme, alla verifica sistematica delle autentiche e dei certificati elettorali.
Pensavamo che fosse una cosa importante, era un lavoro che si faceva da volontari ma l’impegno era altamente professionale.
Non capisco come si possano spendere tanti soldi per fare un manifesto e non si impegnino energie per fare una cosa banale come la presentazione delle liste.
Ricordo che la raccolta delle firme cominciava settimane prima.
Le firme dovevano essere più del necessario per compensare quelli con il documento scaduto o quelli che tardavano a portare il certificato elettorale.
Ricordo che assieme a molti volontari c’erano quelli che si aggiravano volenterosi ma inaffidabili. Chi ha spostato le schede senza i certificati elettorali?
Chi era quello che aveva promesso di portare 50 nominativi completi di firma autenticata e certificati elettorali? Ancora non arriva.
Poi c’erano le firme raccolte in più, ma abbondantemente in più, non si sa mai.
Le ultime verifiche erano quelle più ansiogene.
Chi ha spostato i moduli senza certificati elettorali?
Poi il viaggio verso il tribunale. In verità era una spedizione. Almeno due auto più una moto. Potrebbe succedere qualcosa. Poi almeno 20 persone con la macchine fotografiche che con la scusa della cerimonia fotografavano l’ingresso in tribunale.
Si raggiungevano quelli che già facevano la fila da ore ai cancelli del tribunale per avere il primo posto nella scheda elettorale. Infine in molti attorno al tavolo del cancelliere.
Un anno trovammo incatenato un certo Quagliariello, allora attivista radicale che si era incatenato al cancello del tribunale perché voleva che il suo simbolo di “allora “ fosse rappresentato al primo posto.
Superando la fila si era incatenato per far valere un suo suggestivo diritto di precedenza.
Ricordo che rimase con la catena in mano mentre qualche centinaio di persone entravano in tribunale superandolo.
Ora tutta questa cura nella procedura non si usa più. Si può andare a fare un panino mentre trascorre l’orario di scadenza. Si può fare riferimento senza rossori ad una giustizia sostanziale come se la giustizia non possa che essere forma e procedura ma sopratutto si può dare libero ed indecente sfogo a principi di giustizia e di civiltà giuridica senza orrore di se.

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Commenti

  • zagreo555 (utente non verificato)

    E sì, sig. Mario Leone: “così va spesso il mondo; o meglio, così andava”, diceva il Manzoni ne “I Promessi Sposi”.