Ad personam

Mariano Leone

Ciascuno potrà scegliere ad personam il tipo di giustizia che gli aggrada?

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Diciamocelo,
il termine ad personam porta a pensare ad una sola persona che lo ha introdotto come pratica politica invece credo il termine si stia democratizzando. La locuzione latina è il nuovo modo del sentire comune.

Lo avverto nel mutato lessico degli operai che salgono sui tetti a protestare. Parlano del mio mutuo, della mia difficoltà, della mia famiglia. In altri tempi era impensabile che degli operai si esprimessero in questo modo. Erano consapevoli che non poteva essere la loro personale situazione a poter essere risolta. Parlavano di categorie, di problemi della propria appartenenza lavorativa. Anche se i loro problemi personali erano drammaticamente vissuti non osavano parlarne. Parlavano di rivendicazioni di categoria perché solo dalla rivendicazione della categoria di appartenenza poteva esserci la soluzione.

Anche gli insegnanti solo dopo la loro personale esclusione dall’insegnamento hanno protestato per la riforma Gelmini. Solo dopo che dagli elenchi del provveditorato hanno verificato la propria esclusione hanno recepito la filosofia di fondo della cosiddetta riforma. Hanno capito che oltre ai grembiulini in classe c’era un sostanziale ridimensionamento delle risorse all’istruzione e che solo una miracolata come la Gelmini, senza orgoglio di ruolo, poteva prestarsi ad essere la macellaia della scuola pubblica italiana. Anche in questo caso la natura delle proteste sono state ad personam. La mia graduatoria, i miei anni di precariato, il mio mutuo. Dalla qualità delle proteste è venuta fuori l’incapacità di una categoria di lavoratori di farsi classe, di sottoporsi a verifiche sul merito professionale, a discutere del sistema scuola nel suo complesso.

Gli impiegati dello Stato sono stati insultati dal loro Ministro che invece di parlare di miglioramento del servizio pubblico ha preferito parlare di fannulloni. Hanno permesso al loro Ministro di attribuire l’inefficienza dei servizi pubblici non ai dirigenti in primis ma all’ultima categoria di impiegati, quelli a mille e duecento euro al mese. Anche in questo caso la reazione è stata ad personam. Non ho avvertito un grande dibattito sulla categoria degli impiegati statali e sulla efficienza dei servizi pubblici.

La filosofia ad personam è stata fatta propria anche dalle escort. Ciascuna convinta di percorrere una via personale e originale per la propria attività. Ciascuna crede di avere inventato una attività mai praticata per far carriera e soldi. Anche in loro manca il senso di appartenenza ad una categoria molto affollata che rischia come durante il periodo Vittoriano in Inghilterra di essere così inflazionata da non essere più remunerativa.

Anche la politica è fatta ad personam. Esistono solo dei singoli individui che gestiscono soldi propri e soldi pubblici per operazioni politiche che vedono solo le loro persone. Candidati che non si incontrano con altri segretari di partiti perché non riconoscono i partiti, perché non riconoscono strutture e percorsi politici con i quali misurarsi. Per non parlare di regole banali come quelle di presentazioni di liste. Non valgono per tutti. Dipende da chi li presenta.

Una delle più alte cariche dello Stato ha dichiarato che esiste la giustizia sostanziale che deve prevalere su quella formale. Nessuno ha replicato che esiste anche il giudizio divino, il giudizio storico, il giudizio naturale. Ciascuno potrà scegliere ad personam il tipo di giustizia che gli aggrada.

Attendiamoci che venga istituzionalizzato anche il principio delle regole ad personam. Eliminiamo quelle strutture arcaiche che sono i partiti. Esistono solo i problemi personali. La politica riguarderà solo gli altri. Ma gli altri chi?

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