Da Sanremo è tornata La Fame
Buio e luce, il brano dell’Ariston può fare molto bene
Quattro ragazzi, quattro amici, una passione: la musica. Quella musica che li ha portati a raggiungere il palco più ambito d’Italia, quello del teatro Ariston per la 60esima edizione del Festival di Sanremo nella categoria nuove proposte con il brano “Buio e luce”, che si è classificato secondo al premio della critica.
Loro sono: Ermal Meta (voce, chitarra, piano, campionamenti), Giovanni Colatorti (chitarre), Dino Rubini (basso) e Lele Diana (batteria), alias La fame di Camilla.
Il singolo del gruppo barese è all’ottavo posto nella classifiche delle radio ed è uno dei brani più gettonati di questa edizione del Festival.
Con i componenti del gruppo La Fame di Camilla abbiamo voluto ripercorrere le loro giornate sanremesi, prima della partenza del tour che li vedrà impegnati a Napoli, Roma, Verona, Milano, Genova, e Torino.
Calcare il palco più famoso d’Italia, o meglio partecipare all’evento televisivo dell’anno, il Festival di Sanremo per il giovane gruppo “La fame di Camilla” ha significato…
«Un’esperienza importante che ci ha offerto una grossa visibilità e la possibilità di far conoscere a tutta l’Italia la nostra musica».
Cosa vi aspettavate dall’avventura saneremese?
«Di suonare e di fare bene. Che “Buio e Luce” arrivasse a tutti e siamo contenti che le radio abbiano subito amato il pezzo e lo continuino a passare con frequenza».
L’ora tarda della vostra esibizione ha inciso sul televoto? E soprattutto è veramente popolare questo meccanismo di votazione?
«Crediamo che sicuramente l’ora non ci abbia aiutato. E’ chiaro che a mezzanotte e mezza cali la soglia di attenzione dei telespettatori.
Il televoto sicuramente ha aiutato chi non era alla sua prima apparizione in Tv».
Spenti i riflettori di Sanremo cosa accade a “La fame di Camilla”?
«Inizia il nostro tour che ci vedrà impegnati in una serie di showcase acustici di presentazione dell’album per le Fnac e Feltrinelli d’Italia, che spesso coincideranno con date nei live club della città che ci ospita la sera stessa.
Seguirà in primavera il tour elettrico che stiamo definendo e che ci vedrà in giro per l’Italia per tutto il 2010»
Dell’esperienza sanremese cosa vi porterete dietro?
«Sicuramente l’esperienza acquisita suonando su un palco così importante davanti a milioni di spettatori e poi stando a diretto contatto con grandi artisti, veterani della musica italiana, siamo stati come delle spugne, cercando di carpirne qualsiasi segreto»
Sanremo è Sanremo anche per le polemiche, oggi con il senno di poi qualcuna si poteva evitare?
«Probabilmente sì, ma altrimenti che Sanremo sarebbe stato?! Come dici tu Sanremo è Sanremo…»
Come avete vissuto le giornate sanremesi?
«Come in una lavatrice, fin dal primo mattino interviste dappertutto, fino alla sera in cui si andava a letto tardi per poi svegliarsi nuovamente presto…insomma un bel ritmo!»
Eravate a stretto contatto con i big, qualcuno di loro vi ha dato dei consigli?
«Come dicevamo prima è stato bello confrontarsi con loro e imparare…ad esempio abbiamo fatto un improvvisato duetto in radio con Malika Ayane una grandissima artista che amiamo molto».
E per finire… come è questa Antonella Clerici?
«Una bella persona, sempre sorridente e molto disponibile».
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