Storie dal pranzo dei migranti
Pranzo sociale e microfoni aperti per i migranti che dalle dodici di ieri mattina si sono incontrati in Piazza Umberto, chiamati a raccolta dagli attivisti della Rete Antirazzista o catturati dagli odori speziati dei pentoloni di riso basmati preparati dalla Comunità Somala, tutt’ora occupante il Ferrhotel. Ancora una volta la musica (canti e balli non mancano mai) e la vista di un piatto caldo intorno ad una tavolata a cielo aperto (ben “nutrita”, senza dubbio, non solo dalle specialità somale, ma anche dalle baresissime focaccia, pasta al forno e parmigiana) riunisce disperazioni che solidarizzano, alcune insospettabili, altre da tempo sotto i riflettori ed ininterrottamente denunciate.
La Comunità Somala continua a rivendicare (come minimo) la messa in funzione di un impianto elettrico, che porti luce ed acqua calda ad uno stabile occupato ormai da ottobre: “Ferrhotel casa nostra”, scrivono, ed è francamente difficile dargli torto.
L’Assessore all’Accoglienza Fabio Losito, a cui chiedono risposte, torna a dire che il Comune di Bari non può che “vegliare” affinchè non ci sia nessuno sgombero: bene, dunque, il generatore autofinanziato con le feste e le cene sociali, per ora non si può fare altrimenti.
I “fratelli” sudanesi, ghanesi, afghani, eritrei, etiopi, senegalesi, somali, rifugiati e non, chiedono accoglienza reale, innanzitutto un tetto e un lavoro (qualsiasi) con cui guadagnarsi da vivere; insieme a loro ci sono gli italiani, che ribadiscono di sposare la loro causa con tutti i mezzi a disposizione, ansiosi di fare presto, di non sfinire la buona volontà e l’enorme fiducia di queste persone, ancora per un soffio lontane dalla tragedia di finire manodopera illegale. D’altronde l’ “autorganizzazione” rischia di essere l’unica alternativa anche in questo.
Commenti
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No,”l’autorganizzazione” va incoraggiata ed aiutata; ma è la politica, anche quella di questi giorni, che deve farsi carico anche di questi problemi. Assessore Losito si dia da fare, magari col supporto del consigliere Introna, Pasculli ed altri! Aspettiamo fatti.
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Brava Silvia per questa ricostruzione della Giornata in Piazza Umberto. Davvero spero che possa essere ricordata come una giornata utile, che possa essere servita a queste persone per le quali si dice di combattere, per capire che devono potercela fare a prescindere dagli italiani. Buona giornata
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“queste persone per le quali si dice di combattere”
non ti preoccupare giuseppe milano, che si dice di combattere perchè si combatte per queste persone. Cos’è, sei un po’ nervosetto perchè il popolo giallo con la sua piattaforma assurda a Bari non c’è stato? La prossima volta le manifestazioni non organizzarle solo su facebook ;)!






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