“Siamo tutti clandestini”, sfilano i migranti di Bari

Gianpietro Occhiofino

Assenza assordante dei rappresentanti istituzionali

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Al grido di “Siamo tutti clandestini”, un migliaio di manifestanti hanno attraversato le vie cittadine ieri.
Sulle note del “raggae” centinaia di extracomunitari, megafono alla mano, hanno rivendicato i propri diritti.
Anche a Bari, come nel resto d’Europa, si è svolta la giornata di lotta del lavoro migrante.
“Una giornata intensa, memorabile. Tantissime persone hanno risposto al nostro appello”, sostiene Chouaib Chtiwi, coordinatore regionale immigrati Rdb/Cub. “Ventiquattro ore senza di noi”, lo slogan dominante.

L’iniziativa, partita ieri mattina con una lectio magistralis alla Facoltà di Scienze della Formazione, organizzata dagli studenti di Sociologia delle relazioni Etniche, si è poi spostata in Piazza Umberto.
“Il primo marzo ha visto tutti insieme, studenti, cittadini italiani ed extracomunitari. Abbiamo dato una risposta vera alla crisi, alla questione del disagio degli immigrati e al problema degli alloggi”, dichiara Chtiwi.

Il corteo ha attraversato alcune vie del quartiere Libertà. Il messaggio: voler coinvolgere i migranti presenti in quella zona. Portare solidarietà a tutti coloro che vivono negli scantinati, nei sottoscala di uno dei quartieri di Bari tra i più multietnici.
Presenti un gruppo di cittadini marocchini provenienti da Trani, un altro da Corato, alcuni addirittura da Lecce.
Si è festeggiato, si è ballato, perché la musica costituisce uno dei veicoli di unione. “Si usano lingue diverse, ma la musica supera questo limite”, afferma Adam, rifugiato politico che vive a Giovinazzo.

“La manifestazione di oggi consolida le ragioni per cui il movimento antirazzista si è mosso qui a Bari”, afferma Angelo Cardone, occupante dell’ex liceo Socrate. La rete recrimina un riconoscimento di fatto da parte dell’amministrazione comunale sulla realtà del “Ferrhotel” e del “Socrate”.
“Chiediamo al sindaco Emiliano che si schieri politicamente contro il pacchetto sicurezza varato dal governo e contro la presenza del C.I.E. a Bari. Finora non abbiamo sentito nulla da parte del Comune. Bari è solidale e molto più a sinistra della sua amministrazione”, conclude Cardone.

Non è un caso, infatti, che nell’ultimo periodo i rifugiati politici nel Socrate abbiano ottenuto cibo e vestiario dal vicinato.
Assenti ingiustificati i rappresentanti istituzionali. Non un consigliere, un assessore comunale, provinciale o regionale. Eppure, cinque milioni sono gli immigrati regolarmente residenti in Italia. Mediamente, ogni anno, producono il 9,7% del Pil. La latitanza dei nostri rappresentanti politici di fronte ai drammi di milioni di migranti nel nostro Paese, preoccupa notevolmente.

Anzi, rappresenta una vergogna.

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Commenti

  • ketsuicide (utente non verificato)

    L’assenza delle istituzioni non la vedo come un fattore negativo e nemmeno mi sorprende. Ieri a sfilare erano i migranti, e al loro fianco chi sul campo condivide le lotte e la rivendicazione di diritti. Le istituzioni possono restare nei loro castelli, la strada è un’altra cosa…

  • cmonellog (utente non verificato)

    chissà cosa penseranno i tanti senzatetto italiani che la notte dormono in strada. forse che la puglia è questa e ai pugliesi piace così come è.

  • vinci75 (utente non verificato)

    peccato, però, che le decisioni politiche determinanti vengano poi prese nei palazzi delle istituzioni e non ,invece, come dovrebbe essre, da migranti o dalle associazioni.

  • BariDomani (utente non verificato)

    Ridico! Quando i disoccupati, i cassaintegrati, i precari, i senza casa ITALIANI scenderanno in piazza per avere un lavoro ed una dignita’ umana?
    E poi quella parola “razzista”e’ inutile
    qui non c’e’ lavoro per nessuno,altro che storie!