Caro Michele Triggiani, ti rispondo così

Massimo Longo
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Caro Michele Triggiani, non credevo di provocare tanto rumor, adesso va a vedere che il problema dei disabili allo stadio diventa di secondo piano rispetto al risentimento di qualcuno. Sorrido pensando a celebri precedenti botta e risposta mediatici come quelli tra Veronica e Silvio, Travaglio e Santoro, Fini e Berlusconi, dunque, mi mancava quello tra il Sig. Longo e il Sig. Triggiani. Bene.

Il simpatico e colorito signor Triggiani, in cerca della solita pubblicità in quanto in evidente affanno, non perde l’occasione di mostrare la sua enorme difficoltà e coda di paglia nonché la sua proverbiale presunzione, oggetto, come noto, dell’allontanamento da parte di molti tifosi dalla sua pregiata associazione e dal suo onoratissimo forum da lui diretto (come in precedenza preciso che quell’aggettivo non nasconde alcun che di polemico: poi non posso farci nulla se lei lo interpreta diversamente. All’uopo, caro Triggiani, le consiglio un corso accelerato di interpretazione del pensiero dal momento che è così prevenuto nei miei confronti), presunzione e coda di paglia, invero, riscontrata anche tra i suoi adepti che si proclamano, uno presidente, l’altro co-fondatore, altri ancora titolari di nickrosa ed altri di nickanimaleschi tutti riconducibili a cariche più o meno dirigenziali per una associazione tanto rispettabile quanto, invero, modesta come la sua: insomma, caro sig. Triggiani, mi faccia, con calma poi, sapere a chi dovrò rivolgermi semmai volessi obiettare qualcosa dal momento che un po’ tutti si autoproclamano direttori, se al presidente, a quello onorario, o ai personaggi travestiti da fumetti o da animali striscianti.

Interpretazione linguistica e grammaticale, da parte sua, dei miei commenti a parte, evidentemente approssimativa e a senso unico coi suoi tipici paraocchi, riscontro un chiaro risentimento nei miei confronti dettato, probabilmente, da qualcosa di personale, e ripeto, probabilmente. Appare quanto meno strano che lei, nella sua lettera, prima cita mie frasi che evidentemente le hanno dato fastidio dicendo chiaramente che le avrei scritte qui dentro e poi, improvvisamente, ne parla come se le avessi scritte altrove. Insomma, caro Triggiani, si decida, le ho scritte qui o altrove? Ne prendo atto e, a questo punto le faccio un “copia ed incolla” di quanto da me commentato qui dentro così che i miei tanti estimatori e lettori che, mi creda, sono molti di più di quanto pensa, si facciano da soli un’idea e possano comprendere meglio che non sono io ad offendere al sua intelligenza, di cui non dubito, ma lei:

“Terribilmente imbarazzato tento di dire anche la mia perché potrebbe sembrare che si sia studiato a tavolino. Se qualcuno ha dubbi, che dubiti pure, non so che dire ma devo assolutamente scrivere la mia. Ringrazio quanti, sin da stamattina, mi hanno manifestato solidarietà e stima e sono tantissimi ma voglio solo ribadire un concetto espresso dalle mie colonne di facebook, (continua) ormai unica voce per me dal momento che non credo più ai forum travestiti da biancorosso in quanto troppo schierati, troppo presuntuosi, troppo provocatori e troppo ipocriti, sia da una parte che dall’altra: nulla quaestio con i colleghi che, meritatamente, hanno ricevuto il premio (anzi, complimenti anche da me) nè tanto meno con Fortunata ma la mia mancata citazione (nessuno voleva la tessera, nè mai l’avrei accettata) (continua) è la sintesi del mio lavoro riconosciuto finanche dal mio “nemico” storico che, come tutti sanno, è Matarrese. Scrivo nemico tra virgolette perché chi mi legge e chi mi conosce sa che da sempre sono critico verso la sua gestione. Qualcuno si dimentica che sono stato anche un pioniere di “Compriamola” e.. mi fermo qui. (continua) Con le uniche differenze, cara Fortunata e cara Margaux, è che il sottoscritto, quando sbaglia, sa chiedere scusa e quando critico Matarrese lo faccio innanzi tutto per spronarlo a far di più per una città come Bari e poi lo faccio col sorriso, con un “fiore”, con la poesia, con metodi alternativi, insomma. (continua) E questo – insieme a tante altre cose – evidentemente hanno dato fastidio ai vertici di questa associazione. Questa è l’evidenza, mica mi invento le cose. Lunga vita a barintesta e soprattutto avanti Bari. Saluti a tutti e grazie. Vado avanti orgoglioso per la mia strada anche se, ormai, breve. tengo, infine, a precisare che la mia esternazione non è riferita solo a quella associazione ma anche ad altre che, sistematicamente, fanno le gnorri. Giusto per la cronaca, magari domani qualcuno si sentirà preso per la maglietta invano. Smentisco categoricamente che mi riferissi solo a Barintesta verso la quale, comunque, obiettivamente, non ho grosso feeling ma non per questo li cito come i soli. Quindi consiglio chi, eventualmente, parlerà di questo fatto di evitare paroloni inutili. Grazie”.

Ora, caro sig. Triggiani, presidente onorario di barintesta, atteso che non vi sono offese, accuse e quant’altro (si fidi una volta tanto), mi dice dove, il sottoscritto, avrebbe scritto e detto quelle cose? Magari altrove? Sono a Catania, bellissima città, per lavoro, per scrivere il mio editoriale, peraltro in compagnia dei miei figli che, mi creda, non stanno rimanendo granchè bene per il tempo che gli sto negando visto che ne ho approfittato per metterla, come sa, a “gita” piuttosto che scervellarmi a pensare quanti gol sbaglierà Alvarez, o vedere la statuetta di subbuteo travestita da Donati o vedere l’ennesimo rigore sbagliato da Barreto (facciamo le corna) perché il calcio, a differenza di altri colleghi, lo “leggo” diversamente, e l’occasione mi è ghiotta per ricordarle la celebre storia mitologica tra di Polifemo e Ulisse descritta da Omero, e del suo unico occhio accecato dall’ira di Ulisse. Non vorrei essere, damblè, diventato orbo ma vorrà, illustre presidente onorario di barintesta, chiarire meglio dove le avrei scritte così, eventualmente, da discuterne lì, in sedi più intime e circoscritte e comunque in sedi più opportune.

E dal momento che lei, inafferrabile signor Triggiani, cita le sue nobili iniziative che, come dire, renderebbero alla visibilità di tutti, la sua associazione, come una che fa del volontariato e beneficenza permettendosi di accusarmi di non conoscerla bene, è appena il caso di precisare che il sottoscritto, il Sig. Longo che a quanto pare non conosce altrettanto bene, quando fa beneficenza, non appone banchetti in megastore per vendere 18 uova di pasqua (o 65, è lo stesso) e nemmeno organizza memorial per tifosi, ahimè, sfortunati deceduti per il destino maledetto invitando il Protti di turno senza, peraltro, incassare un centesimo da dare in beneficenza badando più che altro a far trenini ad ogni gol, a youttubarli e dimenticandosi puntualmente di invitare il sottoscritto ma, guarda un po’, ricordandosi sempre, invece, di invitarne altri. No.

Il Sig. Longo, è da sempre impegnato nel sociale, senza tessere e senza appartenere ad associazioni, e visto che lei, Sig. Triggiani non lo conosce, è appena il caso di rammentarle che fa lo stesso beneficenza in maniera silente senza manifesti, dando gratuitamente lezioni private a ragazzi provenienti da realtà difficili spesso dotati di tutt’altra inclinazione rispetto allo studio, irriverenti, presuntuosi, arroganti, ignoranti forse non sempre per colpa loro, terribilmente poveri e provenienti da situazioni familiari imbarazzanti, oltre a far beneficenza a natale a varie comunità e inviando denaro, come tante altre associazioni, quelle con la A maiuscola, non quelle con 70 iscritti per intenderci, che richiedono aiuto concreto.

Inoltre, funambolico sig. Triggiani, lei cita “Compriamola” e il meccanismo col quale io sarei entrato a far parte che, a quanto pare, dipendeva dalla sua intercessione: Compriamola è stata una nobile iniziativa andata, come si sa, a mal fine e intrapresa, per quanto ne so, da un gruppo di professionisti stanchi della mediocrità calcistica locale e non soltanto dalla sua associazione (e ribadisco “soltanto”) e che, mettendo la faccia, ha tentato di fare qualcosa di concreto, quanto bastava, come dire, per avere la coscienza a posto un domani qualcuno avesse detto che “i tifosi non fanno nulla per il Bari”. Bene, incredibile Sig. Triggiani, quando mi sono reso conto dell’esistenza dell’iniziativa, io non ho chiesto esattamente a Barintesta di poterne far parte, ma al gruppo dei professionisti in senso lato.

E siccome il Sig. Longo, per sua forma mentis, non fa nulla per niente (da sempre incline al celebre “do ut des”) in quanto Signore con la S maiuscola a differenza di altri, si è subito proposto, gratuitamente, ma soprattutto per disobbligarsi, per dare un contributo fattivo – detto terra terra, mettendo mani al portafoglio – dedicando articoli sul mio giornale dove fino a qualche tempo fa scrivevo, organizzando personalmente un banchetto in Via Sparano, e ripeto, personalmente (dati alla mano), invitando i suoi adepti a casa mia in un paio di occasioni quasi come nei moti carbonari, davanti a celebri panzerotti e birre peroni ghiacciate messe a disposizione dal sottoscritto che, a quanto pare, sono stati apprezzati non tanto per la qualità (erano ottimi: pensi che idealmente gliene avevo lasciati anche qualcuno per lei, si informi pure) quanto per la gestualità con tanto di telefono a vivavoce aperto e collegato dalla sua casa tinta vagamente di dannunziano. Dunque, caro Sig. Triggiani, prima di scrivere, conti fino a dieci ma piuttosto, lascio trarre le conclusioni, come sempre, ai lettori.

Passiamo al termine associazione da lei, mitico Sig. Triggiani, male interpretato: vede, caro Triggiani, ognuno di noi si esprime nel suo proprio lessico e non sempre viene interpretato ad hoc, salvo avere i paraocchi. Quando scrivo di “associazioni” non penso solo alla sua; spesso mi riferisco a gruppi di persone che, in qualche modo, aggregano gente di qualsivoglia natura, dunque tifosi, professionisti, attori, ecc. Non mi sembra che esista solo la sua ma anche, ad esempio, quella dei mitici Ultras (anche se mai rispettato a partire da lei che se ne ha fatto parte, lo deve anche a me che l’ho co-fondato ma l’ingratitudine umana non è contemplata nel manuale della buona educazione), le associazioni, per me, sono anche i forum, i siti e tutto quanto si raggruppa dietro questi nomi. Dunque, mi creda, per quanto sia vero (l’ho scritto e non lo nego) che tra me e la sua pregiatissima associazione e quanto le gravita attorno (forum) non corra buon sangue per sue personalissime ragioni (mica mie), mi spiace contraddirla, ma il mio riferimento era in genere, del resto “scripta manent verba volant”. Si ricordi, caro Triggiani, che di tutto quanto scrivo ho prove scritte, non mentali. E non solo scritte.

Conosce perfettamente come vengo trattato nei forum, senza nessuno che mi difende a partire da lei per finire in un altro celebre forum sicuramente più famoso del suo ma non per questo immeritevole di beltà, lasciandomi sempre da solo contro tutti a combattere e a difendermi: inevitabile, dunque, uno scontro. Sa qual è, però, una delle tante differenza che passa tra me e lei, caro Sig. Triggiani? E’ che io, come sa e come sanno tutti, quando esagero (quasi sempre per colpa altrui) ho il coraggio di chiedere scusa sia pubblicamente che privatamente, lei, invece, no. Lei si intestardisce, si arrocca dietro le sue ingombranti, discutibili e, spesso, inesistenti ragioni vestito dalla sua carica. Lei è un uomo come me, come tanti, dunque, suscettibile di errori e di bontà e pertanto criticabile. Io non sono presidente di nulla, solo di me stesso. E ho la stima di tutti, nemici compresi, a partire dal mio amico “nemico” Matarrese (entourage incluso) che, pur scrivendo per Barilive, mi concede sempre l’accredito, l’accesso in sala stampa e mi stringe, all’occorrenza, anche la mano per il modo corretto con cui lo critico. A differenza, forse, sua e parte dei suoi adepti che, come noto, si esprimono nei vari forum, compreso il suo, con terminologie da bettola, il più delle volte rigorosamente impuniti dagli amministratori.

Concludo, caro Sig. Triggiani, anticipandole che, per quanto mi riguarda, la querelle si chiude qui quand’anche lei, o chi per lei, dovesse replicarmi, sia chiaro, quindi la invito a non perdere tempo nel rispondermi, non la leggerò. Se ha qualcosa da dirmi personalmente, mi contatti in privato così da risolvere, eventualmente, la faccenda da galantuomini quali, indubbiamente, siamo.
Una sola domanda, però, vorrei porgliela, anzi, girargliela così eventualmente risponde direttamente a tutti quelli che, atterriti, pretendono una spiegazione dal momento che, con orgoglio, con convinzione e con certezza, avendo anche intrapreso, “in illo tempore”, un percorso di strada insieme, mi ritengo anche io “fuori dal coro” alla stessa stregua dei prestigiosi colleghi riconosciuti:
Una delle tante mie lettrici, tale Mrgaux, si chiede qualcosa e la Direttrice del giornale le risponde:

“Cara Fortunata sono contenta per te e per Danilo Calabrese per la gratificazione ricevuta perché il Vostro giornale da sempre é trasparente nel narrare la vita quotidiana della nostra Città. Ti chiedo come mai Massimo Longo, anche lui “fuori dal coro”, assiduamente segue la squadra in casa e in trasferta, scrive articoli singolari e arricchiti da particolari che non sono unicamente quelli sportivi, ma che fanno piacere al lettore, non ha ricevuto la tessera onoraria? Grazie.
“Cara Margaux, questo dovresti chiederlo a Bari In testa, non a me. A dire il vero anche io mi sono meravigliata del fatto che non avessero pensato anche a Massimo, un grande e validissimo collega. Ma la decisione spettava interamente all’associazione ed io posso solo sollecitare gli amici di Bari In testa perché quanto prima diano anche a massimo questo meritato riconoscimento”

Ecco, magari una sua risposta alla Margaux, forse, sarebbe opportuna. Nel ribadire che non ho nulla contro il riconoscimento dei due colleghi che, anzi, insisto nel dire che meritano ben altro che una tessera, e nel ribadirle la mai sincera ammirazione per quanto secerne dalla sua associazione, la saluto cordialmente.
La mia intelligenza, più che offesa, però, rimane perplessa.

Massimo Longo, presidente onorario di se stesso

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Commenti

  • BariLiveFan (utente non verificato)

    Qualcuno insegni al sig. Massimo Longo il corretto impiego della virgola!