Rovinata la festa al San Nicola

Bari in piena involuzione di gioco, idee e risultati
Non esaltante, ma concentrato ed intelligente. L’ottimale qualità di gioco non è ancora pervenuta, eppure Silvio Berlusconi (che in settimana si era lamentato a proposito) ha ugualmente motivi per essere soddisfatto. Grazie a questa vittoria i rossoneri si mettono a – 7 dall’Inter e torna rinfrancato nell’animo in ottica Manchester. Anche oggi il Bari si è dimostrato lontana parente della squadra che solo fino ad un mese fa era e, pur avendo motivi per lamentarsi, non vuole innescare polemiche. Giampiero Ventura si dimostra il signore che è una volta ancora. L’evidente rigore commesso da Bonera ai danni di Barreto, non concesso al 25’ della prima frazione di gioco, e un arbitraggio in genere tutt’altro che felice, sono duri da ingoiare, ma bisogna rimboccarsi le maniche e guardare avanti con fiducia, consapevoli che quello in corso è un momento no.
Rovinata la festa del San Nicola. I 52.000 spettatori presenti hanno assistito ad una prestazione dimessa dei propri beniamini di fronte ad un Milan sicuramente più accorto e grintoso dell’andata, ma nemmeno eccessivamente spettacolare. L’estro del brasiliano Ronaldinho e una perla di Borriello hanno fatto la differenza in una gara che per il resto non è che abbia visto pervenire chissà quanti tiri dalle parti di Gillet. In un altro momento i galletti avrebbero reagito con maggiore personalità. Oggi no, ingabbiati dalla scarsa lena di alcune individualità smarritesi per strada (due su tutti l’irriconoscibile Donati e l’evanescente Alvarez) e dalla poca incisività di un gioco che, bloccate le corsie esterne, ha poche varianti.
Il centrocampo rossonero a tre, con Pirlo basso, spalleggiato dai due “frangiflutti” Gattuso ed Ambrosini, ha limitato le velleità biancorosse, spegnendole sul nascere. Abate, ridimensionato all’andata, si è preso la sua personale vendetta sull’argentino Rivas, tenendolo lontano dalle sue parti, e spingendo con buon profitto. Maggiori difficoltà per Bonera (graziato dal direttore di gara), poi giustamente sostituito da Leonardo. L’uscita prematura di Meggiorini (problema alla coscia per lui ancora da valutare) ha peggiorato le cose, con uno Sforzini che mai è stato veramente di aiuto ad un Barreto nemmeno lui – come poi il rigore sbagliato al 42’ della ripresa ha confermato – veramente pericoloso.
L’ingresso di Sergio Almiron non ha apportato quella carica che evidentemente Giampiero Ventura si augurava. Una resa annunciata, poi decretata dal sigillo decisivo del brasiliano Pato su una azione personale di Ronaldinho, alla quale Donati ha assistito da spettatore e non da avversario.
E’ la terza sconfitta consecutiva per il Bari, in piena involuzione di gioco, idee e risultati. Fortunatamente in precedenza è stato messo del fieno in cascina, ma occorre fare quadrato intorno a questo momento difficile per guadagnare al più presto i punti restanti che separano dalla salvezza. Traguardo stretto ieri, obiettivo primario oggi.
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