Primavera dei diritti: a Bari Carla Rostagno

La Redazione
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Ad aprire la terza giornata della “Primavera dei Diritti” l’emozionante incontro sulla vita di un uomo, Mauro Rostagno, giornalista ucciso dalla mafia, che ha fatto della rivoluzione, del cambiamento e della trasformazione il punto di partenza e di forza della sua attività, in modo assolutamente trasversale in tutti i campi.
Alla presenza della sorella di Mauro, Carla Rostagno, dell’europarlamentare europeo Rosario Crocetta e di Norma Ferrara, redattrice di "Libera Informazione", sul palco della sala Giuseppina del Kursaal insieme a Francesca Recchia Luciani, docente di filosofia dell’Università di Bari, in veste di moderatrice, l’incontro è cominciato con la proiezione del video documentario “Mauro Rostagno. Una voce nel vento. La storia di un giornalista scomodo ucciso dalla mafia”. Attraverso le telecamere della piccola emittente privata RTC di Trapani, per cui lavorava, Rostagno, “senza peli sulla lingua” – come ha sottolineato la sorella nel dibattito che è seguito alla proiezione del documentario – toccava cose, argomenti e persone che non dovevano essere toccati. Senza alcun timore reverenziale nei confronti di politici, uomini di potere e imprenditori, faceva nomi e cognomi di mafiosi e di quanti erano collusi con la mafia, spesso persone insospettabili.
Proprio questo suo essere un giornalista, ma ancor prima un uomo, con la “schiena dritta” che, con il suo vestito bianco e senza nessun bavaglio andava per le strade con il suo linguaggio semplice, ma schietto e vero, per raccontare quello che nessuno aveva il coraggio di raccontare conquistandosi così l’attenzione dei trapanesi e contribuendo al risveglio delle coscienze, è stata la causa del suo assassinio avvenuto il 26 settembre del 1988.
Una morte, questa, su cui ancora il raggiungimento della piena verità è estremamente lontano. Dopo 21 anni di depistaggi, bugie, menzogne, perdite di tempo cosa resta dunque di questo delitto? Resta il sacrificio civile di un uomo a cui la giustizia non ha ancora pienamente risposto. Il diritto dovere della memoria per lui e per chi come lui ha sacrificato il bene più prezioso, la vita, per gli altri. Carla Rostagno ha voluto ricordare suo fratello attraverso una delle sue dichiarazioni “Nessuno di noi può conoscere gli anni di vita che avrà ma possiamo scegliere la qualità di questa vita!”.
“Oggi – ha concluso l’europarlamentare Crocetta – la natura mafiosa del delitto è stata accertata, ma questo non basta. Bisogna scoprire quali sono stati i mandanti. Parte dell’inchiesta va ancora sviluppata, però bisogna dare atto che nonostante la lentezza si è arrivati a svelare parte della verità, e adesso si deve continuare a fare luce denunciando gli intrecci della sottocultura che non accetta l’altro, il diverso da sé intrecciando la battaglia per la cultura della legalità a quella per il riconoscimento dei diritti civili senza distinzione”.

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Commenti

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    Dal movimento studentesco di sociologia a Trento alla fondazione di Lotta Continua,al Macondo di Milano,a tele Trapani, le azioni e le idee di rivoluzione sociale,sessuale, culturale e civile praticate e vissute da Mauro Rostagno e da chi è stato con lui,continuano a essere valori fondanti di ogni nostra lotta di liberazione di sè e degli altri dalla repressione e dal bisogno.

  • sanspapier (utente non verificato)

    Ricordare Mauro Rostagno nella “Primavera dei diritti”, ovvero “ripatiamo dal rispetto” dell’altro, è una scelta quanto mai opportuna. Finalmente ci si ricorda di un uomo che non si è chiuso nella gabbia dell’asfittica politichetta, ma è andato ben oltre, per risvegliare le coscienze assopite della dormiente Sicilia. Un uomo che ha scelto della sua vita la qualità, mettendo in conto il rischio di perderla.