Creatività ai saldi

Si rubacchiano vecchie idee tentando di riciclarle, con risultati spesso esilaranti
Vorremmo iniziare con una premessa storico-epistemologica: l’idea migliore che abbiamo visto nel centro destra, si può dire da sempre, è il geniale claim con cui ormai da un decennio Pasquale Finocchio, consigliere comunale del PDL, chiosa il suo manifesto elettorale (foto della prima comunione, sorriso di chi si è appena fatto sbiancare i denti con il photoshop, capello birichino ma educato): “Pasquale Finocchio, uno come te”.
Gli va dato atto di una brillantissima azione di inversione e cooptazione del consenso, partendo dall’evidente svantaggio di un cognome che a Bari e un po’ ovunque, non potrebbe che suscitare, nel migliore dei casi, risolini ironici e pacche untuose sulle spalle. Il Nostro deve essere partito dall’assunto che Bari è l’unica città al mondo in cui si trova una strada intitotala a Luigi Ricchioni, già Magnifico della nostra Unversità. E dunque, se un Ricchioni è stato Magnifico, un Finocchio può legittimamente allignare nel Consiglio Comunale.
E di fatti per due volte è stato eletto, e con successo. Bravo Finocchio: hai fatto capire a tutti che quando c’è l’intelligenza i miliardi non servono per farsi la comunicazione elettorale. Quando c’è l’intelligenza, però..
Quando scarseggiano le doti naturali e quelle accessorie costituite dal conto in banca, ci si deve arrangiare. Non abbiamo capito una cosa: Proforma ha messo a saldo le sue vecchie idee o svuotato i magazzini? E si perchè, scusate, ma date un’occhiata attenta a questa foto di Michele Boccardi. Quella maglietta non vi ricorda niente? Sicuri? Allora cliccate qui e capirete subito.
E se questo non vi basta, sappiate che Massimo Cassano, quello che per tutta la vita sarà “il genero” (qui da noi funziona così: ci sono i cognati, ci sono i figli, ci sono i generi di…) ha pensato bene di riciclare in campagna elettorale la vecchia, vecchissima idea (risale alla prima campagna elettorale di Proforma per Michele Emiliano) del “metti a Cassano” : fra i suoi gadget infatti, l’immancabile maglietta azzurra con la scritta Cassano (troppo facile però…).
Infine, sorridiamo un po’ (in effetti sino a questo momento ci siamo sganasciati): Tommy Attanasio, simpatico e guascone come sempre, occhieggia da un manifesto in cui si sta rimboccando una manica, preso da una irrefrenabile voglia di lavorare (il che fa un sottotesto terribile di cui forse Tommy non si rende conto e cioè: fino ad ora non hai fatto un c….). Sul muro accanto, la scritta metropolitana invece indica ben altro uso di quel braccio che si sta scoprendo. Potenza della casualità, il grande disegno immanente e incomprensibile che domina tutto.
Commenti
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Le buone idee, cara Fortunata, costano molto, ma il plagio è sempre gratis.
Comunque “un amico per sempre” è una minaccia, più che uno slogan. -
Vorrei precisare che il video con il personaggio di fantasia Mirko Brambati, con la maglietta I LOVE PUGLIA, era inventato proprio per mettere in luce la ruffianeria di certi candidati. Non l’avevamo mica fatto per un candidato reale, non saremmo mai arrivati a tanto…
E comunque, Proforma non ha mai fatto campagne per il centrodestra. Ma chissà, in questa società post-ideologica, non escludo nulla. -
A mio avviso il premio “comunicazione, idee e fantasia” spetta a Schittulli, si è rimboccato le maniche prima di Attanasio!
Per le elezioni provinciali ha proposto lo slogan: “Cambiare si può, cambiare si deve”. Per le elezioni regionali il movimento politico Schittulli ha sorpreso tutti con il nuovo slogan: “Alla Regione cambiare si può, cambiare si deve”.
Schittulli è proprio un creativo ed un maestro del cambiamento, tanto bravo che non riesce neanche a cambiare lo slogan. -
Quindi cari amici qui non c’è nessun plagio da parte mia ma è solo un concetto di comunicazione universale ormai. Quindi appartiene all’immaginario collettivo e non può avere nessun tipo di copyright.
Aggiungo che onestamente quel video di Proforma non lo avevo visto mai prima d’oggi… anche perchè fino a qualche annetto fa vivevo proprio a New York. -
Quindi cari amici qui non c’è nessun plagio da parte mia ma è solo un concetto di comunicazione universale ormai. Quindi appartiene all’immaginario collettivo e non può avere nessun tipo di copyright.
Aggiungo che onestamente quel video di Proforma non lo avevo visto mai prima d’oggi… anche perchè fino a qualche annetto fa vivevo proprio a New York. -
Sono convinto che non è una grande novità, ma permettetemi di dire che io di novità non volevo farne una battage pubblicitaria. Appunto prendevo come spunto un’idea ormai bollita e ribollita come evidentemente lo ha fatto a suo tempo Proforma.
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CarissimI, chi vi scrive è l’autore del logo I’love New York. Sono io che ho inventato e disegnato il logo della citt… Mostra tuttoà americana! Bene allora dovrei essere io ad offendermi per tutti i plagi scorretti che hanno visto copiare l’idea di I’love “qualcosa”.
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Mitica Fortunata: vorrei capire una cosa?ma sei una giornalista(schieratissima e faziosa,ma sul punto non c’è problema alcuno)oppure una esperta in comunicazione per poter dare dei giudizi così autorevoli in materia?posso anche concordare su alcuni aspetti della tua analisi,ma se mi parli di miliardi spesi per comunicazione elettorale allora parliamo un po’ anche del centro sinistra?
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Tommy attanasio con la scritta affittasi in foto e’ da oscar!! (ehehhe)
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Mitica Fortunata & Co : crudeli ed attenti come sempre. Quindi anche Proforma “lavora” a dx come il buon Rutigliano che almeno non è come Arlecchino, servo di due padroni… a meno che non si tratti di una azione di contro guerriglia x sabotare il nemico con uno dei primi casi di auto plagio nella storia della comunicazione politica. In ogni caso l’etica non ci fa una bella figura:ormai il mercimonio imperante giustifica tutto….
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In effetti parlare di plagio in questo caso mi sembra eccessivo.
E poi, si copiano le idee, I love Puglia non è nemmeno lontanamente un’idea.
Questa campagna, proposta con la modalità teaser, nella prima affissione mi ha fatto pensare a una qualche relazione con Turi. Ma perché mai una ciliegia?
Insomma, un vetusto I love qualcosa, un pay-off utilizzato contemporaneamente dalla Poli Bortone, nessun controllo delle componenti semantiche e percettive degli elementi iconici.
Da dimenticare






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