Il guanto magico e buono di Nicholas
28 anni, laureato in informatica, ha fatto della sua tesi di laurea un brevetto premiato con il primo posto nel bando Principi Attivi 2009
Al “Bollenti Spiriti Camp” i ragazzi pugliesi autori di progetti, cooperative, associazioni che hanno beneficiato dei finanziamenti regionali per produrre nuova occupazione hanno avuto la possibilità di dialogare tra loro e capire come si stanno evolvendo dopo sei mesi di lavoro le idee e le progettualità.
Nicholas Caporusso ha presentato il guanto per sordociechi, frutto di un progetto che gli ha permesso di classificarsi primo nella graduatoria regionale del programma “Principi Attivi 2009”, insieme a Michele Berlingerio. Alla fiera del Levante Nicholas ha mostrato come tale dispositivo funzioni per davvero.
Chi è Nicholas Caporusso?
Ho 28 anni e sono un dottorando in Informatica e Ingegneria informatica presso l’IMT di Lucca. Ricerco nell’ambito dell’Interazione Uomo Macchina e in particolare delle tecnologie assistive, che sono il mio interesse principale sin dal 2004, quando mi sono laureato in Informatica discutendo la tesi su un sistema hardware-software che permette la comunicazione tra le persone sordocieche e il computer.
Dalla sua tesi di laurea a Principi Attivi il passo è breve.
Insieme a Michele Berlingerio, abbiamo ritenuto che la mia tesi di laurea – registrata come brevetto nazionale – meritasse di essere presentata a al bando di Principi Attivi. L’idea è stata apprezzata dalla commissione, che ha deciso di classificarla prima in graduatoria. Sentiamo tutto l’onore e l’onere di essere il simbolo della nostra Regione e di questa iniziativa con cui la Puglia ha mostrato di credere nei giovani, premiando oltre 300 progetti nell’ambito dell’inclusione sociale, del turismo e dell’innovazione tecnologica, con 25mila euro per ciascuna delle idee vincitrici.
Di cosa si tratta?
L’invenzione consiste in una periferica per pc che si indossa come un guanto e che consente di inviare e ricevere messaggi da e verso il computer in un linguaggio tattile – il Malossi – che viene generalmente utilizzato dalle persone sordocieche. Nel Malossi, l’alfabeto è disposto sul palmo della mano, e le parole vengono composte toccando o pizzicando in sequenza le zone corrispondenti alle lettere. Nel mio dispositivo, una serie di pulsanti permettono di rilevare le pressioni e di convertirle in messaggi da inviare al computer. Inoltre il dispositivo permette a chi indossa il guanto di leggere un documento digitale: una serie di attuatori producono vibrazioni che stimola le zone corrispondenti alle lettere simulando pressioni e pizzichi. Si può così instaurare una comunicazione mediata da computer con una persona vedente, anche attraverso Internet, e si può rispondere a un bisogno informativo grazie alla possibilità di leggere documenti e pagine web.
Quali i vantaggi per il sordocieco?
Le parole che compaiono sullo schermo permettono a tutti di poter interagire con un sordocieco che potrà così comunicare senza più l’ausilio di un interprete. La comunicazione diventa quindi bidirezionale: un interlocutore vedente può continuare ad utilizzare le periferiche standard (tastiera e monitor). Quindi l’interazione è assolutamente naturale in quanto non obbliga gli utenti a usare una modalità comunicativa diversa da quella che utilizzano quotidianamente.
Chi sono i sordociechi?
Si tratta di soggetti affetti da una duplice minorazione sensoriale – visiva e uditiva – che li mette in condizione di poter interagire con il mondo solo attraverso il canale tattile, che molto spesso richiede la presenza di un interprete per comunicare con persone che non conoscono il loro linguaggio In Italia la sordocecità non è ancora stata riconosciuta come handicapa sé ma viene parzialmente assorbita dalle malattie di sordità e cecità. Di conseguenza la stima dei sordociechi oggi nel nostro paese è purtroppo approssimativa e si attesta dall’1 al 3-5% della popolazione a seconda che i criteri del censimento siano più o meno rigidi.
Ha pensato di poter trasformare il vostro oggetto in un prodotto di mercato?
Nonostante i vari tentativi di proporre la realizzazione e la commercializzazione del guanto ad aziende specializzate nella produzione di ausili ma abbiamo riscontrato una resistenza estrema ad un prodotto destinato ad una “nicchia di mercato”. Generalmente gli enti preferiscono evitare di rischiare su progetti a basso costo e quindi poco lucrativi, preferendo margini di guadagno più ampi su prodotti ormai consolidati, come ad esempio i display Braille.
Quale sarebbe il costo di un vostro guanto?
Un guanto se prodotto artigianalmente costerebbe 250 euro ma se prodotto industrialmente ne costerebbe solo 100, a fronte del costo di 3 – 4 mila euro di un display Braille.
Come può un sordo cieco avere il guanto?
L’obiettivo della partecipazione a Principi Attivi è stato innanzitutto quello di realizzare il dispositivo per donarlo alla la Lega del Filo d’Oro – l’Associazione nazionale delle persone sordocieche – tralasciando ogni logica lucrativa e superando i vincoli del "mercato". Contestualmente, speriamo che le aziende che si occupano di tecnologie assistive si decidano a puntare di più sulla ricerca di sistemi innovativi e possano iniziare a investire e a sostenere idee come la nostra.
Un auspicio.
Faremo di tutto per cercare partner che possano aiutarci a dare continuità a quanto realizzato. Cogliamo l’occasione per rivolgere un appello alle Istituzioni affinché possano aiutarci a rendere questo strumento alla portata di tutti magari attraverso l’interessamento delle Asl della penisola.. Abbiamo dimostrato che la passione è un ingrediente fondamentale per realizzare i propri progetti vincendo l’inerzia naturale verso le idee innovative, ma solo grazie al supporto attento dello Stato è possibile fare in modo che bisogni e soluzioni si incontrino.
Commenti
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Bravo. In bocca al lupo per la commercializzazione.
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Anche io vorrei fare i complimenti a Nicholas, persona intelligente e molto tenera. Bravissimo.
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è questa la risposta dei baresi (ma anche pugliesi, lucani…) per un Cittadino che fa parlare Bari non di escort, di scandali? Orgoglioso di essere “vicino” alla tua regione, Nicholas. Grazie, a nome di tutti coloro che ci credono ancora. (strano, un pezzo sulla malapolitica avrebbe registrato più commenti… baresi, state messi male!)
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Complimenti all’inventore. Ora le istituzioni non lo devono lasciare solo. Il piano per la commercializzazione e l’utilizzo ha bisogno di impegni concreti, anche regolamentari.






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