Ricerca, dalla Puglia la lotta alla neuromielite ottica

Gianpietro Occhiofino

Individuata la porzione dell’Acquaporina-4 attaccata dagli anticorpi

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Uno studio scientifico finanziato dalla Regione Puglia spiana la strada alla preparazione di un farmaco contro la neuromielite ottica. La ricerca, condotta dall’Università di Bari, attraverso quattro dipartimenti delle facoltà di Scienze Biotecnologiche, Medicina e Farmacia, è costata 1 milione 130 mila euro. Per questo specifico studio il finanziamento pubblico ammonta a 790mila euro.
L’Acquaporina-4 è la proteina del nostro organismo che veicola l’acqua. Le cellule di supporto del sistema nervoso ne hanno bisogno per mantenere inalterati il volume e la forma.

E lo studio ha dimostrato una relazione, finora sconosciuta, di questa proteina con la sclerosi multipla e la neuromielite ottica, malattia ancor più devastante della prima e con questa confusa per molto tempo. Il ruolo della Acquaporina nelle due malattie, però, restava un segreto.
A svelarlo sono stati proprio i giovani ricercatori dell’Università di Bari. Sono infatti riusciti a individuare la porzione della proteina riconosciuta e attaccata dagli anticorpi presenti nei pazienti.

La neuromielite ottica esplode proprio perché il sistema immunitario aggredisce l’Acquaporina come fosse un nemico da eliminare. Gli studiosi del team pugliese hanno mostrato la condizione necessaria affinché si realizzi l’attacco dell’anticorpo alla proteina-bersaglio. E’ indispensabile, in pratica, che la proteina si associ in strutture complesse. Cosa che accade naturalmente, con la conseguenza di attirare l’anticorpo.
Ed ecco svelato il segreto: le aggregazioni di molecole indispongono l’anticorpo, trasformandolo in un killer.

La comprensione di questo meccanismo rappresenta una tappa essenziale per la diagnosi. Permette, infatti, di distinguere la sclerosi multipla dalla neuromielite ed è, inoltre, la base di partenza per la preparazione di un farmaco.
“La risonanza mondiale di questa scoperta dimostra quanto sia strategicamente valido l’investimento nella ricerca”, ha dichiarato Loredana Capone, vice presidente e assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia, “una politica che la Regione ha fatto propria dedicando a questo settore più di un 1 miliardo e 700 milioni della nuova programmazione”.

La professoressa Maria Svelto, responsabile scientifico del progetto, ha sottolineato come tale successo sia stato reso possibile grazie all’osmosi tra università, ricerca (finanziata con denaro pubblico) e imprese. “Le idee volano sulle gambe dei giovani e non si può non tener conto della ricaduta formativa di questi progetti di ricerca sui nostri giovani pugliesi. Questa scoperta, infine, ci permette di aggiungere una goccia in un oceano”.

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