Tra la ressa e la rissa: Consiglio Regionale da dimenticare

La farsa finisce (quasi) in tragedia
Scoppia la rissa. Esplode incontenibile la rabbia della folla. Volano parole grosse: “Siete un branco di D’Addario, siete delle escort”, “Svergognati”, “Sudditi di Emiliano” “Non vi azzardate a venire a chiedere i voti”. Pietro Pepe ordina la sospensione della seduta, nel momento in cui una parte del centrosinistra, Antonio Maniglio in testa, inveisce con veemenza contro il centrodestra. Massimo Cassano: “Vergogna, prima votate in un modo e poi in un altro”.
Il giornalista del TG3, Enzo Del Vecchio, urla e prende le difese dell’istituzione vilipesa. Tommaso Francavilla gli risponde a muso duro: “Vai a fare il giornalista Rai”. Il presidente Pietro Pepe minaccia di chiamare la polizia. Gli uscieri chiamano le guardie giurate che cercano, con le buone, di convincere alcuni esagitati a sedersi. La tensione è altissima. Riprende la seduta. Si votano gli stessi articoli, questa volta per Carbonara-Ceglie-Loseto. Bocciati. I giornalisti seduti al loro tavolo d’istinto si levano in piedi, in via cautelativa. Non si sa mai. I cellulari sono bollenti. “Vieni, qui scoppia la rissa, porta la telecamera”. Dall’altro capo del telefono, dalla redazione chiedono: “Ma che sta succedendo?” Il giornalista risponde: “La rissa, non parlare non ti sento, qui urlano tutti”.
Il consigliere Nino Marmo è il più sanguigno: “Dovevate essere leali con il popolo! Noi torneremo! Torneremo anche nelle piazze!”. Il consigliere Luigi Loperfido urla: “Ci vediamo lunedì all’approvazione dell’Omnibus”. Tra la folla, si scorge nettamente Mimmo Magistro, Segretario nazionale del PSDI. Gli altri si agitano. Lui, calmo e pacato, sembra quasi sovrintenda ai lavori. E’ forte il sospetto che l’invasione pacifica della folla sia stata preordinata da qualcuno a caccia di facili consensi. Quando il consigliere Tommy Attanasio esprime con lucidità intellettuale tutte le sue critiche e riserve sull’autonomia, dalla folla sale qualche mugugno: “Ma che vuole questo?”. Dai banchi della maggioranza intuiscono.
Qualcuno si reca da loro e li rassicura: “L’importante è che voti a favore”. E dalla folla ripetono: “Parla, parla pure. L’importante è che voti a favore”. Una giovane ragazza si sbraccia, affidando alla nascita del nuovo Comune il destino: “Venite voi a viverci a Palese”. In effetti, a Palese ci siamo andati. Quando un passaggio a livello si chiude, bisogna attendere 30 minuti (alla lettera) perchè si riapra. Un collega ci chiede: “Scriverai quello che hai visto stasera? Barilive ti farà scrivere liberamente?”. Noi ce l’abbiamo messa tutta per raccontare ciò che abbiamo visto.
Commenti
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E’ veramente assurdo che si arrivi alla rissa!. I politici dimostrano di non avere nessun rispetto verso i loro elettori, si scagliano su problematiche e tematiche che vanno discusse a tavolino in piena serenita’, in opposizione e in maggiornaza. Ma che si arrivi alla bestemmia e alle scazzottate vuol dire che abbiamo toccato il fondo.
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Ha ragione chi chiede di correggere da frazioni , o meglio da ex frazioni, a quartieri.Perchè si è giocato proprio su questo.Infatti la L.R.27/73 su cui si è basato il referendum, parla chiaramente che è data la possibilità alla Frazione la consultazione e non ai quartieri,creando-tra l’altro un pericoloso precedente e cioè un qualunque rione di Bari potrà chiedere l’autonomia.
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DELINQUENTI ….
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Comunque e bene chi il presidente del Consiglio del Comune di Bari dia più attenzione e risposte ai Cittadini e dipendente invece di gironzoare con ………la S.
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Comunque e bene chi il presidente del Consiglio del Comune di Bari dia più attenzione e risposte ai Cittadini e dipendente invece di gironzoare con ………la S.
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ilò referendum riguarda la popolazione che vive li,non quella totale di bari.
come se per avere lo scorporo di un comune del veneto votassi io della puglia,che senso ha????e comunque siamo frazione di fatto,se fossimo stati quartiere a quest’ora saremmo paragonabili a poggiofranco e picone…invece no siamo addirittura peggio del san paolo!!
che vita da cani che ci fanno fare i baresi;bravi a fregarsi i soldi,cattivi ad amministrare. insomma buoni a nulla -
… prima avete allontanato dal centro citta’ verso le periferie estreme la feccia dei abitanti baresi quartier San Paolo – Enziteto ecc ( delinquenti e criminali ), adesso vi servivano questi 70.000 abitanti ( che non si sentono Baresi ) altrimenti non rientravate dello status di citta’ metropolitana per ottenere finanziamenti !!!
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Tornassero a casa i promotori e provassero a convincere quel 90% che non ha votato a favore, e poi ne potremo riparlare. Ho la netta sensazione che l’astio manifestato ieri dopo l’esito della votazione, in realtà celasse la cocente delusione per i mancati guadagni che qualcuno già pensava di incassare. Non era il popolo interessato, tanto è vero che non è andato nessuno a votare, ma solo quello sparuto gruppo di approfittatori, altro che passaggio a livello chiuso per 30 minuti.
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Finalmente Bari unica e unita. Refereundum pirata senza senso politico culturale.Doveva essere esteso a tutta la citta’ e non solo ai pochi PADRONI di Palese/Carbonara ecc…Su 70.000mila abitanti (circa)votarono solo circa 7.000persone(amici,parenti e altro.)VRGOGNATEVI!!!Sempre FORZA BARI!!!
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Bravissimo mrjones!!!Sono perfettamenta daccordo con te.Complimenti e…sempre FORZA BARI!!!
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ED ORA QUAL’E’ IL PROSSIMO PASSO DEGLI AUTONOMISTI?
BOMBE E ATTENTATI?
TIPO ETA, PALESTINA’ECC ECC -
Grazie per l’attenzione dedicata all’argomento e soprattutto per lo spazio lasciato anche alle voci contrarie all’autonomia. Un incubo è finito! Comunque ricordo a noi tutti che siamo quartieri e non frazioni da diverso tempo. ancora grazie!
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Però correggere l’articolo a fianco. Non “restano frazioni” ma quartieri.
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Si deve aggiungere che Michele Emiliano durante la campagna elettorale e sucessivamente sul palco di Pane e Pomodoro espresse la stessa motivazione ad alta voce con altri interlocutori che “doveva sissoterrae i binari anche in merito agli incidenti avvenuti”.Come affermava che doveva risanare il problema della spiaggia di Pane e Pomodoro. Tanto e vero che per quasi un anno a avuto la volonta di lasciare l’Amministrazione, se aveva il lodo Emiliano il Cittadino.
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Cosa c’entra il passaggio a livello con l’autonomia di Palese?!
Non sarà invece che qualche palazzinaro desideroso di nuovi piani regolatori stiacavalcando il tutto? -
Assolutamente da ricordare, questo Consiglio Regionale! Si, da ricordare come la politica si può ridurre a mercatino rionale, sì pittoresco, ma vociante allo scopo di vendere merce, a volte se non spesso, bisognosa di grida altisonanti per nascondere freschezza ed imperfezioni del prodotto ma, le brave massaie non si fanno incantare al contrario degli sciocchi e creduloni elettori!
Ricordiamoci di questa “storia” e riflettiamoci!






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