Cronaca “nera” di un Consiglio Regionale

Tonia Guerra & Eleonora Fiorenza

Un Consiglio molto scadente, e non solo per motivi di date…

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Il 4 febbraio, nel Consiglio Regionale della Puglia si è aperta una ferita difficilmente rimarginabile. Dopo oltre 4 anni di rinvii, dovevano finalmente andare in discussione le modifiche alla legge elettorale regionale contenute nel programma di governo. Fra le modifiche, tutte importanti in quanto attinenti al nodo cruciale della rappresentanza democratica e al diritto di accesso alle istituzioni di tutte le componenti presenti nella società (è chiaro che lo sbarramento al 4% impedisce tale diritto), vi erano quelle sulla rappresentanza di genere. In un mondo decente la presenza paritaria ed equilibrata dei due generi nelle sedi istituzionali dovrebbe essere, come dire, naturale; non dovrebbe cioè essere oggetto di rivendicazioni o di specifiche disposizioni di legge.

In un mondo decente.

Sui banchi dell’ ormai “scadente” Consiglio Regionale Pugliese siedono 70 consiglieri, fra cui 1 donna: assistere ad una seduta di Consiglio significa visualizzare questa mostruosità.

Quel giorno, anche se con un ritardo di qualche anno, si aveva l’ occasione per tentare un rimedio, un risarcimento, attraverso l’approvazione di due emendamenti presentati da Rifondazione Comunista, uno sull’ inammissibilità di liste che non rispettassero una equilibrata presenza di genere (non si osava il 50%), l’ altro sulla pari presenza dei due generi in caso di doppia preferenza sulla scheda. La discussione preliminare era stata avviata qualche settimana fa, ma si era alla vigilia delle primarie ed i consiglieri (di destra e di centro-sinistra) decisero opportunisticamente di rinviarla. Non che non ci fossero segnali premonitori, l’ assenza del Presidente, il tono dell’ intervento del capogruppo del PD, la svogliatezza che aleggiava nell’ aula. Ma, come dire, ci fidavamo degli impegni presi e delle dichiarazioni pubbliche. Alle donne presenti non fu risparmiato niente, neppure lo sberleffo che si levò da parte di alcuni esponenti del centrodestra che, rivolgendosi al capogruppo del PRC che si apprestava a presentare gli emendamenti in questione salutando i consiglieri e “la consigliera”, lo invitavano a salutare anche “l’aula”, “che pure quella è femmina”.

Questo fra l’ indifferenza, le risate e gli ammiccamenti dei più, anzi dei “meno”. A noi, che assistevamo sbigottite a quella manifestazione di bullismo istituzionale, restava addosso un inspiegabile senso di vergogna.

Ieri l’ aula è tornata ad occuparsi della questione. Per poco, perchè Rocco Palese, candidato della destra alla presidenza della Regione, ha presentato un emendamento per rinviare sine die la discussione. I consiglieri del PRC, nell’ impossibilità di ottenere di votare tutti gli emendamenti, hanno proposto e difeso almeno quelli sulla rappresentanza di genere. La proposta non è stata accolta. L’emendamento della destra è stato votato, con soli 4 voti contrari, da tutti i consiglieri del centro-sinistra, compresi quelli di Sinistra e Libertà.

Succede nel terzo millennio, nella Puglia Migliore. Il Presidente era altrove.

Segreteria Nazionale P.R.C.

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Commenti

  • sanspapier (utente non verificato)

    Da un “cadente” Consiglio Regionale in cui battute becere lo rendono molto simile da un bivacco di cialtroni, non credo sia possibile sperare alcunchè. Non c’è cultura, non c’è cultura politica. La stessa svolazzante disivoltura di Sinistra e Libertà con i suoi voti contrari, denota un atteggiamento direi omologato…Succede “nel terzo millennio,nella Puglia migliore.Il Presidente era altrove.”

  • NICOLA20 (utente non verificato)

    Se questa pessima “farsa” si è eseguita solo il 4 febbraio, si può ben pensare che non avrà repliche! Caso contrario, ovvero non era la “prima”, mi chiedo dove erano le gentili Signore Guerra e Fiorenza e perchè non hanno reagito per tempo? Perchè non recriminare nelle opportune sedi sitauzioni del genere? E’ malizioso pensare che, comunque, si aspettavano…qualcosa?

  • walterliberty (utente non verificato)

    Alle elezioni regionali è previsto il voto disgiunto.Non andare a votare non è da cittadino. Per cui, chi ci andrà turandosi il naso(come sempre)mediterà nella cabina elettorale….

  • sanspapier (utente non verificato)

    nicola20, Tonia Guerra ed Eleonora Fiorenza “assistevano”, erano spettatrici dell”indecenza del Consiglio Regionale. Cosa potevano fare secondo te? Perciò credo che sia veramente “malizioso” pensare che si “aspettassero qualcosa”. Sono del PRC, l’unico che ha “proposto e difeso” la votazione sugli emendamenti riguardanti la “rappresentanza di genere”. Proposta non accolta persino da Sinistra e Libertà, che invece ha votato l’emendamento della destra.

  • NICOLA20 (utente non verificato)

    Per sanpapier. Vada per l’”assistenza” anche se targata Segret. Naz. P.R.C., nella cui sede, a meno di cattiva informazione, le gentili signore assistenti hanno qualche incarico. Circa la malizia, ferma l’idea di Petri (il regista), Andreotti più o meno ebbe a dire: “a pensar male si fa peccato, ma spesso molto spesso ci si azzecca”.
    Cordialtà.