Che fine ha fatto la Casa della convivialità?

Antonio Scotti

Il Comune di Cassano dà l’ok per l’affidamento di un bene confiscato. Poi cambia la giunta e…

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Una storia fatta di burocrazia. Ma anche di inadempienze, ritardi ed ostruzionimso. A denunciarla è l’associazione “Cercasi un fine” diretta da don Rocco D’Ambrosio, docente di etica politica presso la Ponteficia Università Gregoriana di Roma, da sempre in prima fila nel dibattito culturale della città e della regione con il periodico che prende lo stesso nome dell’associazione.
Il fatto è questo. Dopo aver vinto un bando emesso dal Comune di Cassano per l’utilizzo del complesso residenziale dell’ex Garden Village (confiscato per abusivismo edilizio), l’associazione ha stipulato una convenzione di coprogettazione affinché parte di quell’immobile fosse trasformato in una Casa della convivialità dedicata a don Tonino Bello. Un luogo dove, tra le altre cose, incontrarsi per fare formazione politica, offrire servizi ai migranti ed accogliere studenti inseriti nel progetto Erasmus. Nella convezione si faceva riferimento ad un connesso bando Pon di un milione di euro che avrebbe facilitato la ristrutturazione del complesso. A promuovere questo progetto non c’era solo “Cercasi un fine”, ma una Rete di soggetti afferenti al terzo settore.

Ad interrompere il cursus della delibera ci sono state le elezioni del Comune alle porte di Bari. Cambia la Giunta: da giugno 2009 presieduta da Maria Pia Di Medio, che ha preso il posto dell’uscente Giuseppe Gentile.  “Purtroppo – spiega in una nota Pino Greco, presidente di “Cercasi un fine” – l’ostruzionismo politico ha prevalso in questa nostra avventura, tanto che ad oggi la delibera operativa, sin dalla sua emanazione, non è esecutiva. Siamo stati addirittura diffidati nel mettere piede nella struttura”.

La mancanza di risorse economiche è stata assunta come motivo principale per non dare l’avvio ai lavori. Questo nonostante la Rete di associazioni si fosse resa disponibile, da subito, a sopperire con le proprie forze pur d’iniziare l’opera di restauro. Ma niente da fare. “Dopo circa 10 mesi, il nostro gruppo, composto da 13 associazioni e consorzio, non ha la possibilità di attuare quanto progettato con un ente, che ha solo cambiato gestione”, afferma Greco
“Non comprendiamo – continua – quale comportamento sia accaduto per aver invalidato un atto di giunta non ancora esecutivo a distanza di tanti giorni dalla sua registrazione”.

Quello che viene da chiedersi è come mai un cambio di giunta possa mettere a repentaglio la costruzione di un luogo capace di trasformarsi in un polo d’attrazione culturale per Bari e provincia. Non solo, una realtà simile potrebbe creare nuovi posti di lavoro e mettere in pista fondi utili alla ripresa dalla crisi economica del territorio. Non si tratta di una questione di campanile. Ora tutti, anche da Bari, attendono una risposta.

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Commenti

  • CarloPaolini (utente non verificato)

    La risposta è semplice: è solo questione di sensibilità e cultura politica della classe dirigente al di là delle appartenenze. Quando non si vuole realizzare una determinata cosa come vuole “cercansi un fine” si fanno strada la burocrazia,le competenze amministrative, le questioni finanziarie ecc. Chissà perchè quando si parla di lottizzazioni…tutto è più facile!!!

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    Il motivo per cui mi sono scaldata è semplicemente perché sono indignata per queste calunnie gratuite rivolte a persone che hanno tutta la mia stima e che meriterebbero tutto il sostegno della cosiddetta società civile, ammesso che ci sia davvero dalle tue parti.

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    Quel giornalista, per quanto ne so io, ha deciso di attaccare l’associazione e la vecchia amministrazione- come ho già scritto- solo per un suo rancore strettamente personale verso alcuni componenti delle stesse. Io non ho mai partecipato ad una scuola di politica, se ci tieni a saperlo, ma mi iscriverò non appena possibile.

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    Ritieni che tutti coloro che pensano bene di questa associazione ne debbano necessariamente far parte? Non posso essere una normale cittadina che apprezza le iniziative da essa promosse? Io valuto le persone e le associazioni per quello che fanno e secondo me Cercasi un fine fa delle ottime cose. Anche altre associazioni dovrebbero prendere spunto da queste iniziative, anziché limitarsi ad organizzare la sagra del rospo.

  • falcogrillaio (utente non verificato)

    cara eva (prima peccatrice?), come ti scaldi, almeno per onestà dovresti dire che fai parte dell’associazione….io ho posto una domanda, rispondere sarebbe un bel gesto…a calunnie e diffamazioni mi pare che vai forte anche tu…magari portare qualche prova? Quel giornalista mi pare abbia firmato le sue denunce, e infatti ne risponderà in tribunale…e tu? Cosa ti hanno insegnato alla scuola di politica????? Evidentemente niente.

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    Sempre la solita storia: quando qualcuno fa qualcosa per combattere la mafia e la malpolitica, partono le calunnie e le diffamazioni dalla stessa Mafia e Malpolitica. VERGOGNATI falcogrillario!! O pseudo-giornalista??

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    Cercasi un fine è un’associazione molto seria e di assoluto prestigio che poco centra con queste misere beghe politiche locali, e coloro che ne parlano male lo fanno perchè, evidentemente, non hanno alcun interesse a che continui le sue attività di educazione della cittadinanza: vedi Scuole di Politica, seminari di formazione sulla mafia e la corruzione, incontri pubblici, etc.

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    Lo stesso pseudo-giornalista ricopre incarichi dirigenziali in una associazione locale che – voce di paese – ha molto interesse sulla struttura sequestrata; ma con fini molto, ma molto meno nobili…continua

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    …Per questi motivi – si dice – lo stesso pseudo-giornalista ha ricevuto diverse querele e pare risponderà a breve in tribunale delle sue strumentali calunnie. A dimostrazione di ciò, sempre lo stesso pseudo-giornalista, ha appena pubblicato sul sito web di cui è direttore – cercare per credere – una intervista molto elettorale, direi uno spot, al suo cognato consigliere del PDL-uomo di Fitto.continua

  • EvaKant1 (utente non verificato)

    A Cassano dicono che ci sia uno pseudo-giornalista cognato di un consigliere regionale del PDL, e uomo di Fitto, che per ragioni prettamente personali (pretendeva posti e prebende dalla vecchia amministrazione) ha cominciato a calunniare sia l’associazione “Cercasi un fine” che il vecchio sindaco di centro-sinistra.continua

  • falcogrillaio (utente non verificato)

    A Cassano dicono che il precedente bando era costruito su misura di “cercasi un fine”…del resto questa associazione “fiancheggiava” la precedente amministrazione comunale che purtroppo ha perso…come si difendono da questa accusa?

  • zagreo555 (utente non verificato)

    Brava @EvaKant1, indignarsi per gli ipocriti e farisei, mistificatori di professione non è mai troppo! Ancora brava: ad maiora.