Bari o Bar….cellona?

Christian Montanaro

Domani la presentazione di Castillo

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Il sogno era lì, a portata di mano. Lo abbiamo sfiorato, assaporato, mezzo digerito, ma poi, purtroppo, non assimilato. Battere i nerazzurri in casa dopo esserci riusciti contro la Juve. Colpa della rimonta dell’Inter, ma colpa soprattutto di due ingenuità biancorosse targate Massimo Donati, uno che forse, errori a parte, avrebbe bisogno di riposare per almeno un turno. Il San Nicola vestito a festa è stato ancora una volta uno spettacolo impressionante. Alle 17,30 eravamo già lì e non ci siamo persi nulla dello spettacolo di macchine, striscioni, bandiere che con il passare dei minuti hanno iniziato a popolare l’astronave costruita da Renzo Piano.

Circa 60.000 spettatori e inevitabile record di presenze e di incasso. 1.290,933 euro. Polverizzato il precedente della sfida contro la Juventus, ma il record si spiega, è doveroso dirlo, anche con l’aumento dei prezzi previsto appositamente per questa gara. Normale, c’erano i campioni d’Italia, quelli che già avevamo fatto soffrire all’andata. Il Bari è andato vicino all’ennesima impresa. “Mr libidine” ha perso un altro ciuffo di capelli per come è finita. La solita simpatica battuta. Josè Mourinho, “Dorian Grey” che invecchia, se l’è presa con Rosetti (nella nostra foto a colloquio con capitan Gillet all’intervallo). Barreto ha dedicato il primo goal allo sfortunato compagno Ranocchia e ha poi difeso negli spogliatoi il malcapitato Alvarez, preso di mira dai tifosi per i due goal clamorosamente sbagliati.

Parisi è tornato un ragazzino sulla fascia a correre come ai tempi di Messina, Belmonte era alla prima da titolare dopo un anno e mezzo di malanni fisici, Andrea Masiello è tornato al suo ruolo originario di difensore centrale, Bonucci e Meggiorini si scontravano con il loro passato, Barreto con quello che si augura possa essere un giorno il suo futuro. Tanti gli ingredienti di quella che resta una magica serata. A prescindere da come è finita il Bari ha dimostrato una volta di più di essere una squadra che non può limitarsi a lottare per la salvezza. Lo dicono i risultati, lo dice il gioco, paragonato da Massimo Mauro a quello di un piccolo Barcellona.

Questa squadra ha una sua precisa identità e farà soffrire tutti. Soltanto la proverbiale grinta, unita all’esperienza dei nerazzurri e ai due pesanti errori di Donati, hanno permesso il pareggio ai campioni d’Italia, che, però, ai punti, hanno perso entrambi i match contro i galletti. Una cosa impensabile alla vigilia del torneo, e qui da Bari devono passare ancora Roma, Fiorentina e Milan. Vedremo a loro come andrà. La Juventus già ne ha fatto le spese.

Due notizie in chiusura: la prima, riguardante Andrea Ranocchia, già data ieri. E’ riuscito l’intervento effettuato a Roma dal Prof. Mariani al crociato anteriore e al collaterale esterno del ginocchio destro. Non ci si è pronunciati sui tempi di recupero, ma il campionato è ormai pressochè finito per il giovane difensore biancorosso. Domani, intanto, verrà presentato ufficialmente il neo attaccante Ignacio Castillo, che dovrebbe essere convocato già per la gara da recuperare mercoledì contro il Genoa. Un rinforzo in più in un attacco che ha ritrovato un grande Barreto e un volenteroso Meggiorini, ieri forse, sotto certi aspetti, alla sua miglior gara in biancorosso.

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Commenti

  • aziendabari (utente non verificato)

    Era stato profetico Simeone con i suoi manifesti “Baricellona”….