Bari-Inter 2-2 (60’Barreto rig, 63’Barreto rig, 69’Pandev, 74’Milito rig)

Due errori biancorossi regalano l’immeritato pareggio ai nerazzurri
Poteva essere la partita dei sogni. Anche più di quella “gustata” contro la Juve. Lo è stata solo a metà. Bari che ha tenuto in scacco l’Inter fino al 69’. Un 2-0 che non ammetteva repliche. Poi la solita reazione nerazzurra e il 2-2 finale che, per fortuna, non ha assunto in chiusura l’amaro sapore della beffa. Reazione sì, ma frutto non di due azioni avversarie, bensì di due grossolani errori dei biancorossi. Bisognerà crescere anche in questo, ma oggi se ne è avuta la conferma: questa squadra farà soffrire chiunque. Ha mezzi e personalità per farlo. Poi bisogna mettere in conto pure il valore degli avversari di turno e gli errori individuali. Oggi, per dire, usando le parole di Ventura, se il Bari avesse vinto 2-0, avrebbero parlato di questa vittoria anche fuori Italia.
La Cronaca: formazioni annunciate con Koman a sinistra nel Bari, A. Masiello al centro, Gazzi a centrocampo, e Belmonte dal 1’ titolare in questo campionato dopo un’ora e mezza di assenza dai terreni di gioco sull’out destro difensivo. Inter rimaneggiata a centrocampo, schierata inizialmente con un 4-2-3-1, che prevede sulla linea mediana l’inedita coppia composta da capitan Zanetti e Sulley Muntari. L’Inter parte subito forte, cercando di intimidire gli avversari. Sneijder, l’osservato speciale numero uno, già al primo prova la conclusione in rete da fuori su imbeccata di Milito ed errore in fase di disimpegno di Bonucci. Sembra l’inizio di una gara decisamente in salita per i galletti, ma non sarà così. La velocità di Alvarez fa male a sinistra dove il pur veloce Cordoba non riesce a fronteggiarlo adeguatamente, colpendolo ripetutamente con falli e falletti per impedirne le scorribande sulla fascia. Ci prova allora Milito al 9’, servito dal solito olandese. Il suo tiro è largamente fuori misura. I fraseggi stretti di Barreto e Meggiorini mandano in crisi Lucio e Samuel. Al 13’ il brasiliano scappa all’ex difensore del Bayern Monaco, la mette in mezzo ed è Muntari a dover salvare alla disperata su Koman.
L’Inter soffre a centrocampo, dove senza Stankovic, Cambiasso e Thiago Motta manca un regista. Muntari è bravo a interdire, ma in fase di costruzione è da “bocca mia taci” e capitan Zanetti non ha i piedi giusti. Così è il povero Sneijder a doversi dividere in due, costantemente tallonato da Gazzi e Donati. Nuovo squillo del Bari al 31’: Koman apre per Parisi che arriva da sinistra con i giri giusti e costringe Julio Cesar al gran intervento. Prima la grande occasione per Alvarez, lanciato in profondità, che spreca a tu per tu con il portiere brasiliano dell’Inter. Irritante l’arbitraggio del Signor Rosetti, avaro di cartellini con i nerazzurri, soprattutto con Ivan Ramiro Cordoba che nei primi 45’ si era ampiamente meritato il giallo.
La ripresa si apre senza cambi. Il Bari parte bene e al 1’ Lucio è già in affanno. L’Inter in avanti è poca cosa. Balotelli non incide, Milito è chiuso bene dal duo Bonucci-Masiello e a cercare di dare una svegliata alla squadra sono i soli Pandev e Sneijder. L’olandese al 51’ inventa una punizione delle sue che per poco non beffa Gillet. La conclusione è potente e tesa all’incrocio da posizione defilata. Il portiere belga dimostra di meritare l’epiteto di “Gatto di Liegi”, arrivandoci con le nocche. Sugli sviluppi del calcio d’angolo doppia occasione prima per Milito e poi per Cordoba. L’Inter è pericolosa in avanti quando affonda, ma il Bari è temibile con il suo gioco in verticale, e al 60’ arriva la svolta. Mani di Walter Samuel in scivolata sul tiro di Meggiorini e calcio di rigore accordato al Bari. Ventura non guarda come da recente abitudine e Barreto non sbaglia. Bari in vantaggio. Settima rete del brasiliano in questo torneo. Il brasiliano preleva dalla panchina la maglia numero 13 di Andrea Ranocchia. Omaggio al compagno sfortunato (ndr: riuscito l’intervento chirurgico), così come l’Inter aveva fatto col Siena per Christian Chivu.
Non è finita: tre minuti dopo. Fallo di Lucio su Parisi e secondo rigore per il Bari. Barreto colpisce ancora ed è il raddoppio per i galletti. Mourinho passa minuti terribili di fronte alla possibilità di una nuova sconfitta e opera due cambi: dentro Santon e Quaresma per Samuel e Muntari. Il “bambino” scala a sinistra con Cordoba al centro e Quaresma si piazza a destra in un 4-1-3-2 che prevede il portoghese, Sneijder e Balotelli dietro Milito e Pandev in una formazione che più offensiva davvero non potrebbe essere. L’Inter inizia a creare maggiormente, ma dietro concede anche tanto. Ancora Alvarez scalda le mani a Julio Cesar. Col “totem” Sneijder l’Inter però non ha mai perso e gli effetti si vedono al 69’. Palla persa ingenuamente dai galletti e tiro da fuori di Balotelli, che sbatte su Rosetti, e perviene a Pandev che se la allunga e deposita in rete senza servire Milito, in evidente posizione di off-side. Gara riaperta, che l’Inter riequilibra 5’ dopo. Erroraccio di Donati a centrocampo, raccoglie Snejider che innesca Pandev, steso da tergo da Bonucci. Dagli undici metri va il Principe Milito che spiazza Gillet. 2-2.
San Nicola ammutolito. Mourinho si lamenterà per la mancata espulsione di Bonucci. Viene espulso Oriali. Ventura manda in campo Rivas per Koman, Mourinho Cambiasso per Balotelli per dare maggiore solidità al centrocampo. All’82’ Meggiorini – gran bella partita la sua – di sinistro sfiora il goal in diagonale. Entra anche Kamata per Alvarez nei minuti finali che non cambiano il risultato. All’Inter riesce la rimonta, ma non il clamoroso sopparso, come contro il Siena. Il Bari disputa un’altra strepitosa gara, recriminando sui due diversi errori che hanno portato al pareggio avversario. Con un pizzico di furbizia in più si poteva vincerlo questo incontro, ma Ventura ha di che gioire. Il Bari l’anno scorso era in B. In due incontri su due non ha perso contro i campioni d’Italia. In due incontri su due meritava la vittoria. Poteva essere appunto la notte dei sogni. Un mezzo sogno è pur meglio di niente.
Commenti
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non sapevo che Belmonte avesse giocato titolare dopo “un’ora e mezza di assenza dai terreni di gioco”. Cioè Belmonte non giocava da una sola partita??????






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