Top five: il suono del 2010

Dino Amenduni

Cinque musicisti all’esordio, pronti al grande successo internazionale

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Giovani uomini ma soprattutto giovani donne per tracciare il ritratto delle nuove tendenze musicali dell’anno. Tanta Inghilterra e un pizzico d’Italia: leggiamo, guardiamo, ascoltiamo…

Ellie Goulding – under the sheets – http://www.youtube.com/watch?v=rCgX7-80qEM  
Se il 2009 è stato, per certi versi, l’anno di Elly (Jackson, ovvero La Roux), il 2010 potrebbe essere l’anno di Ellie. La Gouling, 24enne gallese, è salita agli onori della cronaca per il grande rumore suscitato da questo singolo, pubblicato in sordina da un’etichetta indipendente e ripreso dallo squalo Polydor. Esattamente come per Elly, è il web e il passaparola ad aver creato la star. Non è ancora “nata”, e ha già vinto il premio della critica al Brit Awards. Dopo Elly, ci sarà il bis con Ellie?? Il folk a fortissima connotazione elettronica riuscirà a giocarsela con il revival anni ’80? La chioma bionda sarà all’altezza del ciuffo verticale? Attendiamo il verdetto per il Primo Marzo, data di uscita del suo album d’esordio e con una consapevolezza: le uniche cose veramente interessanti nel mondo della musica pop, da dieci anni a questa parte, vengono perlopiù dal Regno Unito.

Delphic – doubt – http://www.youtube.com/watch?v=bxgeTrku6zE&feature=fvst  
Anche loro inglesi, anche loro distribuiti da Polydor. O sono stato corrotto dalla casa discografica, o la figlia furba della Universal (che è proprietaria della label finto-indipendente) sta facendo il colpaccio. Sono originari di Manchester e non hanno niente a che spartire con i loro illustri compaesani con le chitarre: niente Oasis, niente Stone Roses, niente Verve. Molto, invece, sembra poter essere riconducibile agli altri eroi mancuniani, i Chemical Brothers. Oggi esce il loro primo album, Acolyte. Per il resto, poche indiscrezioni. Sarà l’inizio di una grande carriera o un fuoco molto luminoso e poco duraturo?

Joy Orbison – hype mngo – http://www.youtube.com/watch?v=vsJVW5apRmY  
Peter O’Grady viene dalla periferia di Londra. Il suo suono è bastardo: non ha origini precise, né cerca di assomigliare ad alcunchè. Si nutre di contaminazioni, spesso insolite. C’è molto della matrice dubstep che sta facendo impazzire gli appassionati di elettronica di tutta Europa. E’ il suono del futuro secondo alcuni, un’evoluzione del trip-hop bristoliano secondo altri. Ma sono tutti innamorati. Joy (Orbison, non Division) sembra alzare ulteriormente l’asticella verso un incrocio impossibile tra oscurità metropolitane e calore ibizenco. Il Guardian, austera testata inglese, ha definito Hyph Mngo “quello che ci si può aspettare da una grande radio pirata”. Non farà successo, perché questi suoni non possono sfondare. Ma questa è ottima musica, senza dubbio alcuno.

Marina and the Diamonds – obsessions – http://www.youtube.com/watch?v=np3QLrHJmRA  
E dopo Florence e la sua Machine, Marina porta a spasso i Diamanti. Ovvero, le sue origini greche. Marina Diamandis, 25enne anglo-greca. A differenza di Ellie Goulding, il suo successo è stato molto più sofferto. La sua carriera è infatti iniziata negli Stati Uniti, con la distribuzione di un EP che conteneva proprio questa “Obsessions” e “Mowgli’s road”, di cui abbiamo già parlato mesi fa su Barilive (http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=14073). Dopo un anno di peregrinazioni, sfonda in Inghilterra. E come spesso accade in questi casi, fa più fatica chi sa cantare per davvero. E’ il caso di Marina, la cui voce, bellissima, ricorda a tratti Suzanne Vega.

Nina Zilli – l’amore verrà – http://www.youtube.com/watch?v=K4pWTygzCfQ  
Diamo un po’ di speranza all’Italia. Aspettando il primo Sanremo in cui sarà possibile ascoltare i brani prima dell’evento (sempre che la cosa interessi a qualcuno, sempre che il Festival sia ancora una competizione canora) e in cui le band emergenti potrebbero improvvisamente finire all’Ariston, trainate dal calore dei supporter-cibernauti, proviamo a scommettere su Nina Zilli, cantante ligure innamorata del soul, dello ska e del rocksteady, lanciata da una fortunata collaborazione con Giuliano Palma (“50mila”) e a caccia del bis con una coraggiosa quanto riuscita cover di “You can’t hurry love” delle Supremes. Per la cronaca, anche Nina si è lanciata nel meccanismo del web-voto sanremese. Ma all’Ariston ci sarebbe andata in ogni caso, prima o poi.

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