Puglia, terra di leader….
Qui si privatizzano i meriti e si socializzano le colpe
Mi iscrissi virtualmente alla Federazione della Sinistra come luogo di discussione politica nel quale molte voci potevano ascoltarsi, anche la mia. Qualcuno mi criticò per la “virtualità” dell’iscrizione quasi convincendomi, ma sono abbastanza vecchio per fidarmi poco delle parole degli “amici di ventura”. Meno male.
In questa mia lunga Regione, le Puglie, di fronte alle prime scelte concrete, la Federazione della Sinistra si è frantumata. La Regione in cui è nata Sinistra e Libertà, dove più forte è stato il trauma che ha vissuto il Partito della Rifondazione Comunista, dove sarebbe stato più semplice che ognuno prendesse la sua strada con grande rispetto reciproco, la federazione ha mosso passi incerti e poi è crollata. Una scelta “Bertinottista” ha rifatto capolino seguendo la logica più semplice: devo garantire la mia poltrona a qualunque costo, anche distruggendo tutto, magari raccontando, in monologo ovviamente, che altri fanno inciuci e bassezze aggrovigliandosi in rapporti politici innaturali. E dunque Rifondazione e SeL si ritrovano insieme, in solitudine reciproca, pronti a sfasciar tutto se non possono avere qualcosa.
Il fatto è che Nichi Vendola ha ragione. Come ha raccontato in televisione il suo governo è stato una esperienza straordinaria: la Puglia è cresciuta moltissimo in tanti campi grazie a lui. Turismo, politiche sociali e politiche giovanili, energia e ambiente sono fiori all’occhiello del Presidente Vendola. Certo ci sono anche degli errori e delle mancanze, ma le hanno fatte gli altri, non è che può fare tutto il Presidente. Ma quando ha messo mano è stato straordinario. Prendiamo la questione morale: un avviso di garanzia ad un assessore. Ne ha licenziati cinque, ad abundantiam. L’avvisato è Senatore e imperseguibile, gli altri quattro si chiedono ancora in quale questione morale sono coinvolti. Penso al mio amico Marco Barbieri geneticamente incapace di qualsivoglia furberia e licenziato su due piedi così come era stato assunto. L’idea politica che ha elaborato Vendola è quella di Berlusconi. Modello Carlo Magno. L’eletto che comanda e gli sceglie vassalli, valvassori e valvassini. I servi della gleba chiamati a rapporto una volta ogni tanto, arringati dal tribuno, liberi di fare il tifo alla partita e poi pancia a terra per altri cinque anni. Basta con la “casta”.
E lo ha fatto sul serio: ha scomposto (Emiliano ha detto sfasciato) formazioni politiche d’ogni tipo per provare a ricomporne una trasversale, proprietaria, usando più il potere e la seduzione che la condivisione ideale o programmatica. Eloquente è stata l’ultima infornata di nomine assessorili… Ovviamente, dopo tutto questo lavoro, sentirsi defraudato della leadership lo trova inautdito e inaccettabile. Il punto è che il tempo degli imperi volge al tramonto. Nemmeno il Cavaliere, ideatore primo di questa logica e promotore indefesso del “vox populi vox dei”, riesce più ad ottenere unanime consenso. Statuette volanti, congiure di corte, crepe al monolite e distinguo crescenti lo dimostrano ogni giorno. Magari son tutti matti, ma i matti sono come i bambini, non hanno alcun timore a dire che il Re è nudo. L’epoca della comunicazione “simplex” è finita, è tempo di comunicazioni full duplex e, mi sia concesso, full complex.
Il pensiero unico è crollato, la decadenza del capitalismo a risorse illimitate è evidente, ciò impone uno sforzo ed una capacità di cooperazione che i leader carismatici non hanno per caratteristica personale, il “princeps” ha esaurito la sua funzione propulsiva, si tollerà al più un “princeps inter pares”. V’è bisogno di “persone normali” capaci di organizzarsi e confrontarsi con la complessità dei problemi, di muoversi in carovana e superare difficoltà concrete, a passi piccoli e faticosi da compiere tutti insieme, con quell’occhio semplice di chi sa confrontarsi con la fatica di ogni giorno, che comprende le complicazioni e le affronta seza semplificazioni e senza superficialità.
Anche quando non ci sono i riflettori del palcoscenico accesi e il “mondo meraviglioso” oltre il deserto non si vede ancora. Certo che il cammino di una carovana è costellato di pericoli, predoni e malfattori, sia sulle colline sia nella carovana, possono sempre incontrarsi. Ma il pericolo non cambia in ragione del capo della carovana, i mascalzoni tali restano. Potrebbero esserci, è vero, capocarovanieri più o meno tolleranti con la marmaglia, ma è tempo che ogni carovaniere assuma la responsabilità di cacciare a calci nel sedere il filibustiere che gli è prossimo senza lasciare al capo l’incombenza o la scelta.
Non vale citare Obama come controesempio, Obama è un leader in un mondo che da sempre elegge e distrugge leader, anche eliminandoli fisicamente. E anche n quel mondo un leader che sembra onnipotente ha dovuto convincere molti per far approvare le sue scelte. E poi Obama, come tutti i leader veri, quando racconta i successi del suo Paese dice “NOI”, quando deve spiegare gli errori del suo Governo dice “IO”, proprio l’opposto dei leader da fiera paesana dell’italico suolo, usi da sempre a “privatizzare i meriti” e “socializzare le colpe”.
Commenti
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E quindi?
I Comunisti italiani appoggiano Boccia e la Democrazia Cristiana?
Guardate che Berlinguer e Aldo Moro non ci sono più! -
intanto sono comunista e italiano e di ciò ne son fiero.
Io voto progetti politici e non persone.
Ho scelto di servire una causa e di essa son disposto a farmi servo, mai di una persona, qualunque sia il suo nome. Gli indigesti, rammentate, dovranno esser sempre tali, chiunque li arruoli.
Un saluto a tutti : Pino De Luca
P.S.
Certo che ho votato Vendola nel 2005, votato e fatto votare, diciamo che anche grazie ai miei miseri 400 voti di preferenza HA vinto -
Mi sembra che l’autore abbia espresso chiaramente la sua analisi, condivisibile in molte cose. Che Nicky oggi non sia un esempio di collegialità è evidente. Pensate a quante volte ha usato l’IO ad anno0: in un affabulatore così attento tradisce difficoltà di sintesi e analisi e difatti lo si vede in politica con la su auto candidatura solitaria.
Rivedetevi la puntata please e forse sarà + chiaro l’articolo di De Luca. -
Forse Pino de Luca è profondamente deluso dal comportamento della sinistra , la quale, prima con Bertinotti, e adesso con Vendola, (due personalità carismatiche e molto “carlomagnesche”), è pronta a sfasciare tutto pur di ottenere o conservare qualcosa. Questa mentalità non appartiene alla sinistra. Di qui la necessità di “persone normali”,senza leaderismo eccentrico, che insieme si confrontino con i problemi reali e li affrontino con serietà, eliminando le subalternità. Una palingenesi.
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SCUSATE ma non era Vendola la donna e Boccia l’uomo??? NICHI visto che su questa foto ti hanno vestito come un uomo, fai l uomo per una volta e ritirati….
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parole parole parole, mi sembra una antica canzone, la realtà è legata all’acquisizione del potere……
Vi chiedo scusa per i toni leggermente duri, ma ho bisogno di conoscere persone vere, non solo persone che credono di essere vere ma sono solo oggettive. -
Mi darebbe immensa felicità poter organizzare un corso sulle metafore ed in particolare sul significato che noi riusciamo a trasferire nel parlare, sarebbe divertente ed esilarante.
Analizzando quello che ho letto in maniera reale (non oggettiva ma reale ) non ho compreso nulla, si continua a parlare con grande uso di metafore ma nessuno riesce a spiegare cosa intende a qualcun altro che utilizza metafore portanti diverse. questo crea dissenso o consenso…… ma i fatti quali sono REALMENTE ?? -
x michealstar: contrariamente a quanto riportato dalla stampa, il PdCI non ha espresso alcun appoggio alla candidatura di Boccia; si è detto disponibile a far parte di una coalizione ampia di centro sinistra sulla base di programmi condivisi e di un candidato presidente garante di tutta la coalizione, senza esclusione pregiudiziale di nessuno.
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Le cose che ha scritto avrebbe potuto dirle benissimo da privato cittadino, ma visto che ha speso (spero solo per personale veemenza e non per calcolo) il nome di un partito della Sinistra Federata in una fase estremamente delicata della vita politica regionale, ebbene sappia che, Comunista Italiana pure io, dissento profondamente dai toni, dai veleni, da talune analisi e dalla scelta dei tempi delle sue parole.
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E già:quelli con la vendolite fanno gli indiani!
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forse son rincretinita….ma questo articolo non riesco a capirlo…o meglio riesco a capire che il sopracitato autore non voterà Vendola…e quindi????
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che bona boccia 😀
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Sig. Comunista Italiano non capisco dove vuole arrivare. Il fatto che appoggiate lo stesso candidato che sta bene a Casini è tutto dire. Vergognatevi e state zitti almeno…
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ch noia
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e quindi?
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Mi scusi, signor Comunista Italiano da Brindisi, Lei 5 anni fa ha votato Vendola?
Molto probabilmente, si. E allora, se ora non vuole votarlo più, lo dica chiaramente e la faccia finita!
D’accordo tutte belle parole, un bel pezzo alla “ionge e la ponge” ma quanti se lo filano! Non penso che faranno a spinte i commentatori! -
Dimenticavo una chiosa finale per chi scrive “e quindi”.
Le mie Parole non servono e proprio in quanto tali le ritengo indispensabili, proprio perché son prive della servitù.






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