Saldi, illustri sconosciuti
Undici percento di sconto, cartellini rifatti ex novo, nuove collezioni che come per magia si ritrovano orfane di taglie e numeri mentre il 29 dicembre 2009 (una settimana fa) riempivano gli scaffali. Magie da saldi autunno-inverno a Bari: la crisi per molti è già in soffitta e nel centro di Bari alle code del 5 gennaio ai negozi di dolciumi si sono aggiunte le immancabili file per acquistare un paio di Tod’s o una borsa di Chloé. Cronache da saldi invernali, dove i desideri (e le necessità) dei baresi si scontrano con le percentuali risibili degli sconti e l’improvvisa sparizione dei capi più belli dai negozi, sostituiti da fondi di magazzino, da roba riciclata da chissà quale Outlet dell’alta Italia.
Da mattina a sera nella prima giornata di saldo del capoluogo pugliese c’è stato il solito assalto agli store monomarca di via Sparano mentre le boutique di via Argiro alternavano negozi pieni e negozi vuoti. Vuoti di gente e di abiti. Ma chi ha comprato ha speso: pochi i sacchetti con i loghi del segmento medio-basso, tante le buste di cartone doppio con i loghi del made in Italy o dei negozi dove trendy è la parola d’ordine. Gran via vai su corso Cavour, più calma la situazione nelle strade commerciali di Carrassi e Poggiofranco. L’impressione è che c’è molto poco di buono da comprare a prezzi realmente scontati. Bisogna mettersi l’anima in pace e attuare una nuova strategia: inutile intasare i camerini con abiti e pantaloni di tre taglie diverse. Dopo i bagordi di Natale anche le magre di natura hanno problemi con la mitica taglia 42. Aspettiamo dieci giorni: con un po’ di movimento il panettone e le cioccolate della Befana saranno un ricordo. Sarà ugualmente difficile trovare la taglia sperata nei negozi ma almeno si potrà contare su un ribasso sostanzioso e uno sconto reale alla cassa.
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