Rugby Bari: ‘Tanto tremore per nulla’

Lorenzo Vendemiale

Nel gelo di Bitritto, RugbyBari sconfitto dal Brindisi

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Musi lunghi, paternali, piccate rese dei conti: il dopo partita che si consuma nei gelidi spogliatoi del Comunale ‘Gaetano Scirea’ di Bitritto non prevede commenti ufficiali, ma solo una lunga serie di auto-recriminazioni interne. Il Bari cede al cospetto dei ‘Pumas’ brindisini per 10-15. Una sconfitta pesante, meritata quanto inopinata: una battuta d’arresto che frena gli entusiasmi dopo la sonante vittoria di Cosenza, e allontana nuovamente la vetta della classifica: ora il Taranto dista 5 punti.
Eppure, l’inizio lasciava presagire, come appunto in quel di Calabria, un’altra cavalcata trionfale dei ragazzi del presidente Totaro. Pronti via, neanche il tempo di abituarsi all’infernale tramontana che percuote senza pietà astanti e giocatori, e il Bari è subito in meta: calcio di punizione, touche vinta in sicurezza nei 22 avversari, giocata alla mano dei trequarti e meta di mischia col sostegno al placcaggio disperato degli ospiti. DiScipio realizza, Lozito trasforma: rugby da manuale; al secondo minuto è già 7-0.
Sembra non esserci partita: i Nostri, aggressivi in mischia, brillanti con l’ovale in mano, dominanti in touche grazie ad un ottimo Sasso, spadroneggiano sul campo. Il Brindisi arranca, per dieci minuti quasi boccheggia, poi, riesce lentamente ad imbrigliare con una difesa confusa e sempre ai limiti dell’irregolarità in ruck i padroni di casa; ad uscire dalla propria metà campo non ci provano, forse neppure ci pensano. ‘Adda passà ‘a nuttata’. E passa…
Il Bari di oggi è un fuoco di sterpaglia, troppo fumoso, troppo effimero. Si spegne alla distanza, minuto dopo minuto, e non c’è sprone o mossa tattica che possa ravvivarlo. Un quarto d’ora di equilibrio, e la bilancia comincia a pendere dal lato brindisino. Il baricentro del gioco si sposta nella nostra trequarti, e dopo un salvataggio in extremis al 25’, è più che meritata al 30’ la meta degli ospiti; la mancata trasformazione fissa il punteggio sul 7-5. E’ anche il parziale su cui si va a riposo.
Per riposarsi però, fa troppo freddo: nessun intervallo, squadre subito in campo per la ripresa.
Sarà il gelo, sarà la frenesia, ma il Bari non approfitta di questi scampoli di interruzione per riordinare le idee. Anzi, nel secondo tempo la situazione precipita. Cinque minuti, e il Brindisi fa il bis, con una sgroppata in solitario di Cacciatore, che fende come burro fuso l’imbarazzante retroguardia barese. Nè deve illudere la superba trasformazione di Lozito che riporta il tabellino in parità sul punteggio di 10-10.
Il Brindisi ricomincia a tessere la sua tela rognosa, fatta di malizia in mischia e aggressività sui portatori di palla avversari. Il Bari retrocede, metro dopo metro. Passano i minuti, scende la temperatura, diminuiscono le emozioni; contribuisce anche l’arbitro Giannulo, che fischia senza soluzione di continuità irritando ambo le parti e spezzettando il gioco al parossismo. Il quadro è desolante, e nell’ultimo quarto di gara il Brindisi riesce a far sua, e con merito, la gara. Prima fallisce due drop; poi si vede annullare una meta dall’arbitro per un ‘in avanti’ millimetrico; al 70’ riesce infine a trafiggere per la terza volta la paralitica difesa dei padroni di casa.
La trasformazione, ancora, è fallita. Ma poco importa. Non c’è reazione da parte barese. La squadra è sfilacciata, i trequarti non accompagnano la mischia in costante affanno nel conquistare palloni di qualità. Quanto alla mediana, non pervenuta: Lozito, preciso al piede, non garantisce velocità d’uscita dell’ovale dalla ruck; Stellato non è nemmeno lontano parente della pimpante apertura vista a Cosenza, e conferma i sospetti sulla bontà della scelta di schierarlo apertura. Peggio che andar di notte con lo spostamento a ‘10’ di Masciopinto: il ragazzo promette un futuro radioso, ha fisico, velocità di spostamento e di lettura, buona tecnica di base; ma oggi è un disastro. La partita si spegne, senza neppure un sussulto finale.
Tra mille errori, individuali – Santoro, Occhipinti, Cellamare docent… – e persino tecnico-gestionali – torna presto mr. Assenti! -, un Bari privo di idee ed energie, privo di orgoglio, si arrende al Brindisi. Che merita i 4 punti, sfiora addirittura i 5, e va ben al di là delle aspettative della vigilia, palesando un gioco alla mano frizzante e capace di infliggere al Bari in una sola partita tre mete a fronte delle cinque subite in totale in questa prima metà di campionato.
‘Ci siamo allenati poco…’ sibila nervoso e lapidario il presidente Totaro a fine gara.
Domenica prossima, altro turno casalingo (l’ultimo da scontare in campo neutro, ndr), contro l’abbordabile Trani. Possibile riscatto in vista.
Ma di oggi restano ottanta minuti di gelo e mediocrità. Neanche un goccio di vin brulè per riscaldarsi, solo un’amara riflessione: ‘Tanto tremore per nulla’…

RugbyBari:
Occhipinti, Coladonato, Reboli, DiScipio, Egidi, Stellato, Lozito, Brunetta, Cellamare, Santoro, Portincasa, Sasso, Cangelli, Caporusso, Roppo. A disposizione: Silecchia, Masciopinto, Surico, Scelsi, Masi, Volpetti, Cisaria.

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