Il “fuorionda” di Città Plurale
Nella paradossale situazione politica creatasi in Puglia in prospettiva delle elezioni regionali, nella quale le parole sembrano aver perso il loro significato e le posizioni politiche rispondono a logiche incomprensibili e inconfessabili, Città plurale, condividendo quanto detto da altre associazioni di cittadinanza attiva, intende ribadire tre punti.
Quella di Nichi Vendola è la candidatura naturale alla presidenza della regione Puglia: non è pensabile sostituire il candidato di centrosinistra dopo il primo quinquennio di attività. Il pieno dispiegamento di politiche e programmi necessita di almeno un altro mandato e, nonostante alcune contraddizioni peraltro puntualmente rilevate da Città Plurale, l’amministrazione uscente ha messo in atto una politica riformatrice che ha sensibilmente migliorato le condizioni di vita nella regione, proveniente da un quinquennio di immobilismo sotto il potere personale di Raffaele Fitto.
Seconda questione: il sindaco Michele Emiliano ha stipulato un patto con gli elettori baresi che impedisce la sua candidatura alla Presidenza della Regione. I politici non possono e non devono contraddire quanto hanno sostenuto solo pochi mesi prima se non perdendo irrimediabilmente il loro onore.
Terzo ed ultimo punto: se i partiti della costituenda coalizione promossa dal centrosinistra intendono presentare altri candidati – sulla base di un programma dichiarato – questi devono affrontare il passaggio essenziale delle Primarie.
Città Plurale ricorda che il centrosinistra in Puglia è riuscito negli ultimi anni a ribaltare pronostici elettorali sfavorevoli e lo ha fatto grazie al coinvolgimento della società civile e al ricorso a procedure democratiche e partecipate e non in base ad accordi verticistici.
Sarebbe auspicabile da parte di tutte le forze politiche in campo una assunzione di responsabilità per riaprire il dialogo e individuare una soluzione che scongiuri il rischio di riconsegnare la Regione allo stallo sociale ed economico in cui ha versato negli anni di amministrazione del centrodestra.
Con le altre associazioni di cittadinanza attiva Città Plurale vorrebbe contribuire a organizzare un confronto pubblico e aperto con tutti i rappresentanti delle diverse opzioni, secondo i criteri di trasparenza e chiarezza che dovrebbero sempre ispirare l’azione politica. Un “fuorionda” dichiarato, diretto e leale.
Città Plurale
Commenti
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Signori di Città Plurale,avete per caso seguito il fuorionda di Vendola a Report che magnificava Tedesco?Si,proprio così:”il migliore dei mondi possibili”,per dirla col filosofo tedesco.Ma di che parliamo?E’ uno solo che si deve assumere le sue responsabilità e sgombrare il campo.Gli alleati servono non solo per vincere in Puglia,ma anche per mandare a casa Berlusconi.Vendola lo capisce questo?E’ capace di mettere da parte la sua libidine di potere per far spazio a un progetto così ambizioso?
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chi si rivede… “Città plurale” : arrivano le elezioni e si rivedono i cosidetti intellettuali: posti al sole in vista?
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Semplice buon senso. Quasi ovvio. Eppure c’è bisogno di dirlo… Questo la dice lunga sulla situazione che viviamo…






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