Silvia Viterbo: un’intervista…possibile

Fortunata Dell'Orzo

“…e adesso faccio anche radio…”

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La incontro mentre cammina come al solito velocissima in una via del centro. E’ Silvia Viterbo, ed è con lei che desidero parlare, perché mi sembra diversa e mi intriga sapere cosa fa e cosa pensa. Non certo giovane, ma ancora affascinante con un look che solo lei riesce a reggere con naturalezza, è appena uscita da una delle lezioni del seminario di Ufficio Stampa che tiene presso il  Corso di studi in Scienze e Tecnologie della Moda dell’Università di Bari.

“Ho delle ragazzine incredibili – mi racconta – le ho trovate apatiche nella loro non conoscenza di Internet, ma io sono abituata ai giovani e a credere in loro, tre lezioni e mi hanno fatto un progetto moda su Antonio Marras che è uscito su un giornale e che naturalmente manderò allo stilista. Ho scelto una traccia di moda con tanta ricerca, concetti diversi e con per risultato una donna gradevolissima ed affascinante. Non amo i loghi, porto spesso capi particolari e firmati, ma non ho mai esibito un marchio perché credo che il loro impiego sia stato l’aiuto per vendere a volte cose inqualificabili e per indossarne di ancora peggio. Se hai gusto e femminilità basta questo per renderti unica nelle scelte e nella maniera di porgerti agli sguardi degli altri. Sto insegnando alle mie alunne ad osare, perché in un momento di totale scorrettezza di azioni ed anche di pensieri, realizzare qualcosa per sé è legittimo e necessario per aver voglia di proseguire”.

La ascolto attentamente perché non è morbida, anche se affettuosa e leale come collega, e capisco che anni di collaborazione con Milano la hanno adeguata a loro e le chiedo cosa stia facendo ultimamente.
“La radio! esclama felice, sono tre anni e ho ricreato la radio parlata e se ne è discusso tanto in tutta Italia, perché Controradio ascoltata soltanto a Bari e all’intorno, ha avuto e continua ad avere nella mia trasmissione ospiti nazionali importanti e spesso importantissimi. Naturalmente c’è la stima ed il rapporto dinamico e molto corretto con gli uffici stampa, oltre al piacere autentico dei miei ospiti a venire in trasmissione perché si divertono e trovano la chiacchierata fresca e molto costruttiva.

 Quest’anno Controradio è stata anche tutta rimodernata, e ha creato una redazione giornalistica che ha una comunicazione diversa da quella degli ultimi anni avendo allargato la fascia di utenza anche a persone più adulte e naturalmente con altre esigenze. Io parlo soprattutto con i giovani perché il loro immobilismo è solo di difesa o di impossibilità ad avere ruolo e pensieri realizzabili, ma se li sostieni con mano ferma fanno cose incredibili. In radio naturalmente c’è una atmosfera particolare ed io ritengo che insieme ad Internet e ai press siano le uniche forme di comunicazione ascoltate e lette dai giovani, perche non comprano i quotidiani. Ricordo anni fa in ufficio stampa per la Condé Nast, nella rassegna sposa in Fiera, la mia vittoria nell’usare questi mezzi che quasi tutti gli espositori non sapevano neanche che esistessero e che mi fecero preferire ad un ufficio stampa milanese di grande nome. Ora per loro ho fatto anche l’ufficio stampa per Vogue Sposa di settembre, interamente dedicato alla Puglia, ed un video con la mia intervista sull’evento ha fatto il giro di tutta Italia come nuova forma di ufficio stampa (naturalmente parlo sempre di noi meridionali). Ci guardano tutti con un’attenzione morbosa, scendono, ci utilizzano, si innamorano dei nostri posti e comprano le case al mare o in campagna, ma cosa fanno per noi? Continuo a sentire che Bari è come Milano negli anni ’80, ma mancandoci la modestia per lavorare in gruppo ognuno con le proprie competenze e progetti da presentare in nazionale, restiamo legati ad eventi modesti o non conosciuti come meriterebbero”.

Ma stai parlando di comunicazione? le chiedo.
“Sì, non prevediamo se non in pochi casi il nazionale nella presentazione dei nostri eventi migliori o lo facciamo non in maniera capillare e con adeguata risposa. Ultimamente poi vi è una maxi presenza di persone che organizza eventi, usa escamotage ormai vecchi e di certo non interessanti o riedita una plurivalenza di presenze e produzioni in situazioni caotiche difficilmente interpretabili”.
E tu cos’altro fai?
“Ho seminarti nelle scuole di moda più fashion in Italia, scrivo per alcuni magazine ed anche sui costumi delle opere liriche per la Fondazione Petruzzelli…Poi vediamo!”
Ormai sono incuriosita e non riesco a fermarmi. Cosa vuoi dire? le chiedo, ricordando quando aveva scelto di non avere neanche il tempo di fermarsi a chiacchierare un attimo.
“ Per un evento personale ho capito che la vita va vissuta e non annullata anche se in un lavoro che piace molto. Questa estate ho viaggiato per due mesi e la ricorderò come una delle più belle della mia vita”
E quando stai in casa con i tuoi veri comportamenti e pensieri?
Mi abbraccia e ride… “ Parlo col mio gatto, almeno dice solo miao!”

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Commenti

  • niza67 (utente non verificato)

    La signora,in questo periodo di crisi,dovrebbe dare le dimissioni e lasciare il posto al Banco di Napoli,seguendo così il suo istinto e lasciando libero ilposto da destinare ad uno che ne ha bisogno.Si prenderebbero due piccioni con una fava!

  • nicola20 (utente non verificato)

    Che pazienza ha questo gatto! Onore a lui…!
    Niza67: mi hai “rubato” il commento, ma va benissimo così!

  • niza67 (utente non verificato)

    Vedo che più d’uno considera che il posto di lavoro della signora sia da questa considerato un bivacco!