Valenzano: ecco perché va commissariato il comune

La Redazione
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“Delibere pilotate. Procedure aggiustate, promesse di assunzioni. Uno spaccato del malaffare si abbatte sul Comune di Valenzano, oggi commissariato. Ma che ieri andava sciolto per infiltrazioni mafiose. Tutto parte dal progetto per la realizzazione di un Campus Universitario che, avrebbe rappresentato un affare per il gruppo criminale aiutato da politici locali. Le indagini hanno accertato anche le pressioni per ostacolare un’opera simile presentata dall’impresa Matarrese che, rischiava di compromettere quella sponsorizzata dall’impresa criminale. Quello che ha spinto la “mafia imprenditrice”, impegnata in affari leciti ed illeciti estremamente remunerativi, a darsi tanto da fare per conquistare il governo locale di Valenzano è la ricerca del potere e l’esercizio di una “signoria territoriale”. Perciò, se è vero che le prospettive di guadagno che derivano direttamente dalle infiltrazioni dei governi locali sono certamente trascurabili rispetto ai proventi dei traffici di droga e di armi, non bisogna dimenticare che il condizionamento dell’amministrazione locale è essenziale per stabilire quel controllo del territorio che, a sua volta, è funzionale a molte altre attività, legali ed illegali, dei mafiosi. Le attività imprenditoriali legali gestite dalle organizzazioni criminali – come i grandi centri commerciali, i villaggi turistici o i lavori di costruzione e movimento terra derivanti dagli appalti pubblici – sarebbero molto difficili da realizzare senza solide complicità con la sfera politica-amministrativa. Tali attività legali, com’è noto, costituiscono quasi sempre un’indispensabile complemento di quelle illegali, in quanto rendono disponibile un canale lecito per riciclare il denaro accumulato con i traffici illeciti. In termini molto più concreti, condizionare la scelta di un consiglio comunale di un piccolo paese come Valenzano significa l’ottenimento dell’autorizzazione il cui impatto si riverbera sul tessuto economico e sociale dell’intera provincia. Dal Campus Universitario non solo sarebbero transitati i soldi mafiosi, che da sporchi diventavano puliti, ma esso serviva anche per aumentare la legittimazione ed il prestigio sociale dei mafiosi, visto che con questa nuova opera sarebbero stati in grado di distribuire in maniera del tutto discrezionale quella rara e preziosa merce che si chiama lavoro. Fornitori, artigiani, società di servizi, gestori di altre attività all’interno del Campus, tutte queste persone, direttamente o indirettamente, sarebbero dipesi dalla “benevolenza” dei mafiosi o dei loro semplici abbondanti prestanome.”

Michele Cagnazzo
Responsabile “Osservatorio Regionale sulla Legalità IDV”

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Commenti

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    A Bari abbiamo distrutto i clan, a Bari non c’è più delinquenza organizzata come in altre regioni, a Bari non ci sono colletti bianchi di mafia; Così come nell’amministrazione comunale non ci sono inquinamenti di persone con propri interessi nella gestione delle risorse pubbliche. Parola di Michele Emiliano

  • zagreo555 (utente non verificato)

    Il silenzio dei vertici comunale e regionale è semplicemente assordante. Se ci siete battete un colpo!

  • kitosc (utente non verificato)

    …e ha ragione! Perchè Bari non è Valenzano