Differenziata in Puglia, nessuna eccellenza ma molti passi in avanti

Danilo Calabrese

In vetta per il 2008 c’è Melpignano. Bari è 40° nella classifica generale, 2° in quella dei capoluoghi di provincia con il 19,4%

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La Puglia fa un salto in avanti nella raccolta differenziata. È vero che nessuno dei comuni nel 2008 ha raggiunto l’obiettivo fissato dalla legge nazionale (45%) e da quella regionale (42%), ma è anche vero che il trend registrato, nello stesso 2009, evidenzia una netta crescita dei dati positivi. E in vetta alla classifica 2008, stilata impeccabilmente per il secondo anno consecutivo da Legambiente Puglia nel rapporto ‘Comuni Ricicloni’, troviamo ancora Melpignano con il 40,5% di raccolta differenziata, seguita da San Paolo di Civitate (34% a dispetto del 20,7% del 2007) e da Monteparano (33,1%).

A quest’ultima anche il Premio Seconda Categoria (valutazione della differenziata da gennaio ad agosto 2009) con una punta del 72,2% di raccolta differenziata nel mese di agosto e una media annuale del 44,2%. Ad Erchie (dallo 0,9% di Rd a gennaio al 60,4% a settembre), Candela (dal 2% di Rd ad aprile al 48,2% a settembre) e Ceglie Messapica (dal 3,8% di Rd a gennaio al 38,8% a settembre) va il Premio Start up di Legambiente per essere riusciti ad avviare, nell’anno in corso, un sistema nuovo di raccolta dei rifiuti.
Prima tra le ATO, inoltre, quella di Brindisi 2 per il successo nel sistema di gestione unitaria utilizzato in 5 comuni che ha portato la differenziata dal 5,3% di gennaio al 22,2% di settembre.

Si delinea così un quadro decisamente più incoraggiante dei 230 comuni pugliesi (su 258) che hanno partecipato alla ricerca attraverso la trasmissione dei propri dati a Legambiente, perché “per la prima volta nella nostra regione si comincia davvero a fare la raccolta differenziata, con comuni che toccano percentuali da città settentrionali”, come ha sottolineato in conferenza stampa Francesco Tarantini presidente pugliese dell’associazione ambientalista.

Anche tra i capoluoghi, ad esempio, la situazione sta migliorando: in testa alla classifica c’è Barletta con il 20,3% a fronte dei suoi 93.595 abitanti. Subito dopo Bari (al 40° posto nella classifica generale dei comuni pugliesi), che nel 2008 ha toccato il 19,4% (322.511 abitanti), Brindisi con il 19,3% (89.979 abitanti) e Foggia con il 13,4%, un risultato ottimo considerato il 5,6% del 2007 (153.469 abitanti). “Risulta chiaro che man mano che aumenta la popolazione”, ha specificato l’assessore regionale all’ambiente Onofrio Introna, “aumentano anche le difficoltà. Ma crediamo che progetti divisi per quartiere, come sta accadendo a Bari, siano molto importanti”.

I passi in avanti sono evidenti grazie alla collaborazione dei cittadini, ma anche per le scelte politiche regionali. “Solo quest’anno”, ha detto Introna, “sono state chiuse tre discariche a cielo aperto”. A tutto vantaggio degli impianti complessi di trasformazione dei rifiuti, già in attività e realizzati al 90%. Oggi, infatti, la Puglia non è più in emergenza. La gestione è adesso suddivisa tra più realtà, prime su tutte le ATO. “La tragedia italiana legata al ciclo dei rifiuti è figlia di una gestione autoritaria”, ha sottolineato il presidente pugliese Nichi Vendola, “il passaggio dalla gestione arcaica alla gestione moderna attraverso il modello emergenziale, che deresponsabilizza i soggetti, non funziona”.

Il governatore ha raccontato che “nel 2005 non c’era nulla, se non un bando di gara, appeso a un contenzioso, più 15 discariche esaurite”. Oggi invece, secondo Vendola, “ci siamo quasi”. Per arrivare a una buon sistema di gestione della raccolta differenziata, una mano in più la darebbe l’elargizione di premi e punizioni a seconda che i comuni siano virtuosi o inadempienti. Eventualità che potrebbe ben presto diventare realtà.

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Commenti

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    “Ci siamo quasi”? A cosa? Al pieno e totale controllo della mafia sull’intero ciclo, adesso anche sulla differenziata; all’aumento continuo dei costi(furti); alla proroga permanente dei contratti-truffa fotocopie con gli appaltatori nei comuni; all’abdicazione di fatto delle ATO, finora; e fra poco Berlusconi le abolirà, visto che non le abbiamo sapute far funzionare, per favorire i mafiosi nostri grandi elettori……..