Rita Borsellino: “Guardo con invidia alla Puglia”

Antonio Scotti

L’eurodeputata a Bari: “Spero non si disperda il lavoro buono fatto da Vendola ed Emiliano”

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“Spero che chi deve prendere decisioni” non trascuri l’importanza “del lavoro svolto sia da Michele Emiliano che da Nichi Vendola per costruire una Puglia migliore”. Rita Borsellino, sorella di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio del 1992, commenta così ai giornalisti lo stato di definizione delle candidature alle prossime regionali.

Lo fa accanto all’attuale governatore regionale, che oggi ha deciso d’incontrare nella sua Fabbrica “un’amica”, prima ancora che uno dei simboli più autentici nella lotta alla criminalità organizzata. Per un attimo il Presidente della Regione vuole accantonare le polemiche interne al centrosinistra, parlando di legalità. “Una parola che, insieme al lavoro, è ferita – ha affermato Vendola- . Non si può immaginare una nuova leva di lavoro se non s’immagina una nuova stagione di legalità”.
“Questa è la Regione che ha voluto finanziare, con i fondi comunitari, la gestione dei beni confiscati alla mafia e che ha fatto la sperimentazione del primo bene confiscato, trasformando una discoteca in mano alla criminalità in un centro di vita culturale”, ha continuato Vendola.
Sempre il governatore ha ricordato come in Puglia sia stata ordinata la convocazione delle conferenze di servizio in Prefettura per “impedire che ai sindaci toccasse ordinare lo sgombero degli immobili occupati dai mafiosi”. A ciò si aggiunge la legge contro il caporalato e il lavoro nero, premiata in sede europea come migliore buona pratica.

Rita Borsellino ha poi lodato l’operato di Vendola raccontando di “guardare con invidia la Puglia”: “Sì, una invidia buona, perché siete riusciti a realizzare tante cose, contrariamente a noi in Sicilia”. Subito dopo Borsellino ha raccontato la sua esperienza nel Parlamento di Strasburgo che, pochi giorni fa, ha riconosciuto a larga maggioranza la necessità di adottare uno strumento legislativo europeo (da lei stessa elaborato, ndr) per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle organizzazioni criminali: “Siamo al paradosso, perché mentre in Europa succede questo, in Italia si tenta di demolire la legge sulla confisca del 1996 che ha portato a risultati importantissimi, pensiamo al circuito dell’economia legale attivato e al messaggio culturale importante verso le nuove generazioni”.

“Dico questo perché vendere all’asta i beni confiscati alle mafie, così come indicato da un emendamento votato dal Parlamento italiano, non farebbe altro che consegnare nelle mani delle organizzazioni mafiose ville, case e terreni appartenuti ai boss. Ma chi volete che compri la casa di Totò Riina?”, ha sottolineato l’eurodeputato.

Sempre Borsellino ha ammonito il governo Berlusconi affermando che è il principale responsabile di una “caduta verticale dell’etica e della morale in politica”. Da qui l’esortazione dell’eurodeputata a resistere e a reagire. “Sono due parole che sento di proporre a tutti, perché occorre reagire contro chi cerca di banalizzare il valore della partecipazione e soprattutto contro chi cerca nascondere la verità”.

Infine il ricordo di suo fratello Paolo: “Non mi sono mai acquietata in questi 17 anni, ho voluto sempre reagire e ho accettato le sentenze che riconoscevano i responsabili materiali delle stragi, ma ho sempre continuato a chiedere il perché dell’uccisione di mio fratello e oggi stanno venendo fuori altri elementi che riapriranno il processo”.

Il riferimento è all’inchiesta della Procura di Firenze sulle stragi mafiose degli anni novanta. “La cosa che mi ha ferito di più – ha concluso Borsellino – è stata una espressione del premier Berlsuconi, secondo cui ci sono dei magistrati che con denaro pubblico vanno a rispolverare vecchie storie del 92 che hanno riguardato l’Italia. Gli dà fastidio che questo passato torni alla ribalta, ma senza verità non c’è giustizia e non c’è vita”.

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Commenti

  • BiagioElefante (utente non verificato)

    TUTTE SACROSANTE LE PAROLE…!
    Specie quando si attacca giustamente Berlusconi. Ma qui siamo in Puglia, col governo regionale non centrano molto. Legge sul caporalato premiata in Europa….Gli elicotteri calavano su padre e figlio che lavoravano nel loro campo…I caporali erano e sono sempre qui. E dopo un pò tutto è stato bloccato. La Regione deve eliminare il capolarato?!!! Può solo fare propaganda, che poi fa ridere la gente.

  • zagreo555 (utente non verificato)

    Non ci invidi, sig.ra Borsellino:Vendola ci ha fatto vergognare di aver creduto in “una Puglia migliore”.