Randagismo, i volontari troppo spesso sostituiscono il Comune
Sta per scadere anche la convenzione con le associazioni animaliste
Rinnovare la convenzione con le associazioni animaliste per il mantenimento dei cani randagi. Lo chiede Anna Dalfino, ex consigliera comunale e delegata all’Ufficio diritti degli animali nella scorsa legislatura. In attesa della definizione di tempi e modi per la costruzione del canile municipale e dei rifugi sanitari, sono 150 i cani randagi con microchip, ospitati dalla pensione Vassallo a spese dei volontari dell’Aca onlus.
Si tratta di grandi cifre se si considera che solo per quanto riguarda il mangime sufficiente per una settimana la somma ammonta a circa 800 euro. Che i volontari stanno pagando da luglio. La competenza spetta invece al Comune di Bari, proprietario degli animali.
Sono i comuni ad essere obbligati dalla legge 26/2006, qualora sprovvisti di canili, a ricorrere alla pensione per i randagi microchippati.
Per questo l’ex consigliera chiede che venga rifirmata al più presto la convenzione e che le spese vengano iscritte nel bilancio in vista dell’assestamento da discutere il 30 novembre prossimo in consiglio comunale.
In più, bisogna rinnovare la convenzione garantista tra Comune di Bari e le associazioni accreditate Aca, Ada, Lada e Nati per amarti che scade a dicembre.
“Dopo la marea di documenti che ho inviato al sindaco Emiliano”, ha dichiarato Anna Dalfino, “speriamo di avergli chiarito le proprie responsabilità”.
Commenti
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Speriamo molto anche noi che il sindaco si svegli alle sue responsabilità. Come nei film d’animazione bisognerebbe che i 150 cani manifestassero sotto il Comune con i cartelli di protesta.
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I cani non votano,ma gli animalisti si,se ne ricordino quei politici che disattendono le vigenti leggi.Ma che facce toste che hanno!LUREAL
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PARTE 1– Non serve una marea di documenti basta la legge regionale 1995 art.14 e la recente ORDINANZA ministeriale dell’onorevole Martini . Ricordiamo alle sorde associazioni che possono accedere alla convenzione solo se iscritte all’albo regionale o se gestiscono strutture con autorizzazione santaria dell’ASL e con la presenza di un medico veterinario come responsabile sanitario per il VERO BENESSERE DEGLI ANIMALI.
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PARTE 2— Se soprattutto le associazioni hanno a cuore questo benessere , COME MAI GESTISCONO DA ANNI CANI IN PICCOLISSIMI RECINTI NON A NORMA DA ANNI COME QUELLI DEL VASSALLO?????(150 CANI)O IN TERRENI FANGOSI???agli animalisti interessa che il sidaco osservi tutte le leggi ma soprattutto le faccia anche rispettare da chi in cambio di denaro non garantisce nè legalità ne il benessere dei cani senzienti .
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Sanspapier,Lureal come commentate quanto postato da aquila99?






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