Nucleare: la Puglia ha detto no
“Nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà, ragionevolezza, leale collaborazione e in assenza di intese con lo Stato in merito alla localizzazione, il territorio della Regione Puglia è precluso alla installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi definitivi di materiali e rifiuti radioattivi”.
Basta un solo articolo per una legge regionale che dica no, in modo definitivo, alla minaccia del nucleare sui nostri territori. Una legge urgente, adottata insieme da maggioranza e opposizione (anche se con alcuni distinguo) che tenta di mettere alla porta, in materia “concorrente” con lo Stato, lo spettro dell’utilizzo dell’atomo, abbandonato da altri paesi come gli Stati Uniti (che pure ne fanno uso) e improvvisamente tornato in auge nel governo Berluscono IV:
Anche per il capogruppo Fi-Pdl Rocco Palese si tratta di una delle iniziative più importanti della legislatura. Pur in presenza di posizioni completamente diverse ha trovato la sintesi per mettere la Puglia in condizione di poter esprimere il proprio orientamento oggi e negli anni successivi. Ha notato come in commissione si sia lavorato in accordo, cercando di arrivare ad un testo asciutto, non demagogico, non impugnabile. Senza l’intesa con la Regione e i territori, per Palese “le localizzazioni non avverranno: nessuna scelta sulla testa dei pugliesi”.
Un si “politico” arriva anche da Alleanza Nazionale ma, a detta di Roberto Ruocco “resta un’operazione inutile, demagogica, una legge manifesto, una nuova tipologia legislativa: la legge ordine del giorno”, una strategia elettorale del centrosinistra disinnescata dal centrodestra con il voto favorevole. Che i pugliesi debbano essere parte delle scelte è a suo avviso un vincolo politico, non giuridico, nessun governo centrale deciderà mai contro la volontà del territorio”.
Soddisfatto l’assessore regionale Michele Losappio. “l’intervento del Consiglio – ha dichiarato – trova l’apprezzamento della Giunta perché si muove in difesa delle prerogative dell’istituzione regionale, che devono essere valorizzate ed enfatizzate proprio in relazione all’importanza della posta in gioco: impianti nucleari che segneranno le sorti di un territorio per alcune centinaia di migliaia di anni”.
La legge approvata, ha aggiunto Losappio, mette riparo alla “pessima ‘legge sviluppo’, approvata dal governo Berlusconi su iniziativa del ministro Scajola”, che riduce le Regioni al mero ruolo consultivo: devono essere solo “sentite”, le decisioni non vanno prese d’intesa. Per questo, ha ricordato, “la Giunta regionale ha concretizzato la propria contrarietà alla legge sviluppo, ricorrendo alla Corte Costituzionale insieme a molte altre Regioni. Il Consiglio quindi rivendica l’intesa, in mancanza della quale il territorio è “precluso” ad ogni impianto nucleare”
Commenti
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Sono tali e tante le cattive notizie che arrivano ogni giorno, che quando ne arriva una buona quasi non ci crediamo. Una buona notizia è certamente questa legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Buona non solo la legge in se, ma anche il fatto che ha trovato concorde tutto il Consiglio, al di la di maggioranza e opposizione. Bravi sig. Consiglieri tutti:vi vorremmo vedere spesso concordi su questioni tanto cruciali!
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O.K.






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