Offerta Meleam, i Matarrese sembrano divisi

Danilo Calabrese

Due clausole però li uniscono: non convince nè la cogestione, nè l’eventuale ritorno indietro delle quote in caso di retrocessione

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L’offerta, ma soprattutto la decisione di uscire allo scoperto, della Meleam sembra stia mandando in tilt la proprietà dell’As Bari. La nuova generazione della famiglia Matarrese è più che mai intenzionata a lasciare la guida dei biancorossi. Al contrario del presidente, che invece pare proprio voglia tenersi stretto il suo giocattolino, tanto amato e che finalmente sta funzionando così bene. A tal punto da convocare la squadra per rassicurare i suoi ragazzi sul fatto che lui a vendere non ci pensa proprio. Al massimo, se ne parlerebbe a maggio, giugno.

Intanto però, il conflitto quasi generazionale racconta di malumori ormai giornalieri tra il patron Vincenzo e l’amministratore delegato, nonché suo primogenito, Salvatore. ‘Che fare?’ è la domanda che ossessiona tutti: tenere in mano le redini del calcio cittadino oppure vendere e togliersi una volta per tutte un bel peso dal punto di vista economico?

Infatti, la somma proposta dall’azienda bitontina fa certamente gola. Di questo vi è quasi assoluta certezza. Anche se, a quanto abbiamo avuto modo di appurare, due delle condizioni apposte all’eventuale contratto di vendita dalla Meleam non fanno fare salti di gioia a nessuno dei componenti della famiglia andriese, giovani e meno giovani.

Prima. Immaginate qualcuno così legato ad un bene da non volerlo lasciare andar via e un altro che invece non vede l’ora di disfarsene. È fin troppo evidente che nessuno dei due proverebbe piacere, per motivi opposti tra loro, nel prestare la propria opera in una ipotetica ‘cogestione’ durante i primi sei mesi del nuovo ciclo, così come richiesto dai vertici Meleam.

Seconda. Sembra proprio che né il presidente, né l’amministratore delegato impazziscano dalla voglia di tornare a essere proprietari dell’As Bari, in caso di una malaugurata retrocessione in serie B. Come dargli torto: il dente, una volta estratto, non si può mica reimpiantare nell’arcata dentaria, superiore o inferiore che sia.
Dunque, davvero non resta che aspettare. Questa volta, almeno, si tratta soltanto di una settimana.

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Commenti

  • aziendabari (utente non verificato)

    Ma davvero ci credete? Una società bitontina che fattura meno di quanto costi la gestione ordinaria del Bari?
    Ma avete letto i precedenti col Gallipoli?
    PS: è vero che gli asini volano?