Offerta Meleam, i Matarrese sembrano divisi

Due clausole però li uniscono: non convince nè la cogestione, nè l’eventuale ritorno indietro delle quote in caso di retrocessione
L’offerta, ma soprattutto la decisione di uscire allo scoperto, della Meleam sembra stia mandando in tilt la proprietà dell’As Bari. La nuova generazione della famiglia Matarrese è più che mai intenzionata a lasciare la guida dei biancorossi. Al contrario del presidente, che invece pare proprio voglia tenersi stretto il suo giocattolino, tanto amato e che finalmente sta funzionando così bene. A tal punto da convocare la squadra per rassicurare i suoi ragazzi sul fatto che lui a vendere non ci pensa proprio. Al massimo, se ne parlerebbe a maggio, giugno.
Intanto però, il conflitto quasi generazionale racconta di malumori ormai giornalieri tra il patron Vincenzo e l’amministratore delegato, nonché suo primogenito, Salvatore. ‘Che fare?’ è la domanda che ossessiona tutti: tenere in mano le redini del calcio cittadino oppure vendere e togliersi una volta per tutte un bel peso dal punto di vista economico?
Infatti, la somma proposta dall’azienda bitontina fa certamente gola. Di questo vi è quasi assoluta certezza. Anche se, a quanto abbiamo avuto modo di appurare, due delle condizioni apposte all’eventuale contratto di vendita dalla Meleam non fanno fare salti di gioia a nessuno dei componenti della famiglia andriese, giovani e meno giovani.
Prima. Immaginate qualcuno così legato ad un bene da non volerlo lasciare andar via e un altro che invece non vede l’ora di disfarsene. È fin troppo evidente che nessuno dei due proverebbe piacere, per motivi opposti tra loro, nel prestare la propria opera in una ipotetica ‘cogestione’ durante i primi sei mesi del nuovo ciclo, così come richiesto dai vertici Meleam.
Seconda. Sembra proprio che né il presidente, né l’amministratore delegato impazziscano dalla voglia di tornare a essere proprietari dell’As Bari, in caso di una malaugurata retrocessione in serie B. Come dargli torto: il dente, una volta estratto, non si può mica reimpiantare nell’arcata dentaria, superiore o inferiore che sia.
Dunque, davvero non resta che aspettare. Questa volta, almeno, si tratta soltanto di una settimana.
Commenti
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Ma davvero ci credete? Una società bitontina che fattura meno di quanto costi la gestione ordinaria del Bari?
Ma avete letto i precedenti col Gallipoli?
PS: è vero che gli asini volano?






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