Cronache da Via del Campo
Recupero e inserimento sociale nel Quartiere San Paolo. Tra i risultati: otto giovani impiegati nelle aziende aderenti
Le storiche e possenti mura del fortino di Bari hanno ospitato oggi il convegno per la presentazione dei dati consultivi del progetto Via del campo .
Si tratta di un progetto di formazione ascolto e sostegno sociale, immaginato e realizzato dalle fondazioni Giovanni Paolo II e Vodafone Italia, che ha visto il suo sviluppo dal novembre del 2008 all’ ottobre del 2009.
Si trattava, spiega Mons. Nicola Bonerba il presidente della fondazione Giovanni Paolo II, di integrare nella società attraverso esperienze formative e professionali, ragazze e ragazzi provenienti da aree periferiche e tradizionalmente “depresse” della nostra città. Gli fa eco Giovanni Vessia segretario generale della stessa fondazione, il quale spiega che la fondazione si occupa di accompagnare attraverso il loro percorso formativo, i minori daisei ai sedici. anni
“Via del campo” spiega il segretario, si sviluppa coniugando varie energie: da quelle provenienti dalle aziende, dalle fondazioni di impresa, dalle fondazioni legate al mondo cattolico a quelle provenienti dagli enti pubblici; e nasce proprio per assicurare quella continuità di assistenza, che generalmente viene a mancare non appena i ragazzi hanno concluso gli studi.
Presenti in sala fra i relatori, anche due assessori del comune di Bari. L’ assessore al welfare Ludovico Abaticchio, il quale interviene immaginando una legge regionale, che istituisca un “salvadanaio di solidarietà” costituito con fondi non solo provenienti dai privati, ma anche dal pubblico. Segue Fabio Losito assessore delegato alle politiche per l’integrazione,che sottolinea come sia possibile una crescita etica della città, attraverso lo sviluppo di una politica di integrazione degli extracomunitari.
Corre veloce la conferenza, nella quale gli organizzatori non si limitano solo ad esporre dati, ma fanno proiettare i video con le interviste agli otto ragazzi impiegati ed ai loro datori di lavoro. Si percepisce entusiasmo e appagamento a sentire le parole dei ragazzi, che si sentono finalmente conquistati alla libertà, attraverso il riscatto dalle difficoltà economiche. Quasi sempre soddisfatti dal punto di vista umano e del profitto, i datori di lavoro; una sola eccezione comunque non censurata dagli organizzatori, quella di un titolare di azienda che ha dovuto suo malgrado, fare a meno dei due ragazzi a lui assegnati, perché non particolarmente portati alle attività svolte dalla ditta.
Ma non solo formazione professionale. Anche il divertimento pedagogico ha contraddistinto l’evolversi del progetto, con l’invenzione di una originale ludoteca errante denominata ludo bus, che viene portata in giro per il quartiere San Paolo e offre ai bambini l’opportunità di divertirsi, giocando con giochi realizzati interamente in legno. Conclude la rassegna, Ida Linzalone segretario generale della fondazione Vodafone Italia.
Il gruppo Vodafone spiega Linzalone, possiede ventitre fondazioni in tutto il mondo, quella italiana è la più grande e gestisce un patrimonio di sette milioni di euro all’anno, prevalentemente destinati alla risoluzione del disagio nelle periferie “urbane e sociali”, presenti nel nostro paese. La Puglia ha ricevuto dalla fondazione nell’ultimo anno, circa un milione e mezzo di euro di cui quasi un milione è stato devoluto a fondazioni e associazioni baresi. La fondazione “Giovanni Paolo II”, nello specifico ha usufruito di circa trecento mila euro. Termina così la conferenza con la inequivocabilità che talvolta solo i numeri possono dare, ma anche con la dimostrazione che il degrado urbano ed etico e la devianza dei giovani, si possono combattere con semplicità: offrendo un’alternativa.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito