Ci tolgono l’acqua e l’informazione

Mariano Leone
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Diciamocelo,
ormai siamo rassegnati, stiamo allegramente andando verso la privatizzazione dell’acqua, ma soprattutto verso una informazione che fa acqua per rimanere in tema.
Con l’approvazione dell’art. 15 del decreto n. 135 stiamo dando l’addio all’acqua come bene pubblico.
Ma non dobbiamo preoccuparci, senza alcun pudore la nostra classe politica ci rassicura che l’acqua rimarrà bene pubblico, solo la sua distribuzione potrà essere privatizzata. Mi sento molto cretino a pensare che l’acqua che sta in cielo, nelle nuvole, nelle nostre falde , nei nostri mari e fiumi non sarà privatizzata.
I nostri rappresentanti con enfasi sospetta ci tengono a rassicurarci che quell’acqua non sarà privatizzata.
Solo quella che arriva nelle nostre case potrà esserlo. Ditemi che non è possibile parlare così ai cittadini.
Per i nostri rappresentanti potrò liberamente aprire la bocca mentre piove e bere a volontà o raccogliere l’acqua dal cielo senza pagare niente. Solo quella che passa dal mio rubinetto potrà essere privatizzata.
Questa enorme mistificazione non sconvolge la nostra informazione I giornali non hanno fatto una piega, neanche un plissè. In televisione l’argomento non esiste.
Vogliamo ricordare alcuni esempi di privatizzazione italiota.

Autostrade.
Le autostrade costruite con i soldi dei contribuenti italiani permettono grazie alla privatizzazione alla società Atlantia di Benetton di aumentare le tariffe delle Autostrade per l’Italia del 2,4%. Per l’Autostrada Tirrenica l’aumento del 5,14% e potremmo continuare con gli aumenti di tariffe a fronte di una manutenzione che possiamo tutti constatare.

Banche e Assicurazioni
In nome del libero mercato una allegra compagnia di 30 nomi occupa tutti i posti dei consigli di amministrazione di tutte le banche e di tutte le compagnie assicurative.

Concessioni televisive.
Per quattro soldi abbiamo dato il monopolio di fatto ad una sola emittenza, bloccando qualsiasi ipotesi di concorrenza e qualsiasi ipotesi di mercato.

Telefonia ed energia
Il mondo della Telefonia e quello dell’Energia è in mano a pochi gentiluomini grazie a graziose concessioni dello Stato. Tutti fanno utili con le tariffe che paghiamo in nome di una pseudo concorrenza.

Non c’è nessuno studio empirico che dimostri che la gestione privata sia più efficiente di quella pubblica .
A chi serve privatizzare servizi essenziali? Solo ai privati.
Gli acquedotti costruiti con i nostri soldi saranno dati ai privati per fare utili. Come possono fare utili? Non investendo nella manutenzione e aumentando le tariffe.

Se esiste tanta voglia di libero mercato perché non si misurano nei settori dove veramente esiste la concorrenza?
La gestione dei servizi di interesse pubblico ha molti difetti. Invece di eliminare i difetti, privatizziamo. Ai vizi di gestioni clientelari sostituiamo il profitto ben sapendo che arriverà dall’incremento delle tariffe. Invece di parlare di qualità dei servizi, di controllo di gestione preferiamo lasciare così com’è la gestione e di farci guadagnare qualche privato.
In Francia stanno percorrendo il percorso inverso. Le aziende di gestione idrica privatizzata stanno tornando in mano pubblica.

Ma noi siamo speciali. Vogliamo soluzioni semplici, vogliamo lasciare le auto in seconda fila, trovare il parcheggio sotto casa, non vogliamo sottoporci alla raccolta differenziata.
Vogliamo la scorciatoia alla soluzione dei nostri problemi. Vogliamo la privatizzazione.

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Commenti

  • sanspapier (utente non verificato)

    Condivido totalmente l’articolo di Mariano Leone. La tragedia è che la frase “il privato è meglio del pubblico” è passata, ed è sostenuta dalla maggior parte delle persone. Nessuno ragiona sui profitti anche infami del privato.

  • nicola20 (utente non verificato)

    Come non essere d’accordo con Leone!
    Aggiungo che privatizzare non ha mai coinciso con qualità del servizio e costi alla pari. Lo Stato, incapace e/o deficitario in un certo tipo di gestione, privatizza: in altri termini è conscio della sua incapacità in materia. Peraltro, privatizzando, come non pensare anche ad un affarismo elettorale ossia dare per avere?

  • bertoldo (utente non verificato)

    Consiglio alla direttrice di redazione e recensori di detti articoli di leggere le 178 pagine del DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 2007-2011 scritto a due mani da Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa.
    Più volte si riportano e con enfasi i processi di privatizzazione.A pagina 78 trionfalmente si ricorda che sia secondi nel mondo dopo il Giappone.
    Di che vogliamo parlare più, della futura privatizzazione dell’aria? e della successiva raccolta di firme?

  • zagreo555 (utente non verificato)

    Questa è l’Italia che cammina con la testa in giù e i piedi in aria. La metafora è di Karl Marx che a sua volta l’aveva mutuata da Hegel; ma rende bene il concetto. E’ un Italia sbagliata, come la Puglia di Vendola, di Tedesco, di Frisullo, di Introna, di Losappio ecc. Occorre un enorme sforzo di resipiscenza per capovolgere le cose e metterle sui piedi! Quando ce ne renderemo conto?

  • alfonsoderuggieri (utente non verificato)

    Vogliamo parlare della Telecom? Un tempo era la SIP (Società Idroelettrica Piemontese), una delle tante aziende del nord beneficiate (poi gli assistiti siamo noi). Si fa pagare a peso d’oro dalle Procure la concessione in ascolto delle linee intercettate, quando a loro non costa nulla. Nel frattempo hanno intercettato illegalmente mezza italia. Qualsiasi altro paese del mondo avrebbe revocato la concessione e mandato in galera il responsabili. Da noi continuano a fare affari.

  • nicola20 (utente non verificato)

    Ultima ora delle 17,40 di oggi 23.11:

    “IMPORTANTE MINISTRO ROTONDI VUOLE TOGLIERE LA PAUSA PRANZO AI LAVORATORI”

    Il peso della dichiarazione, commisurata al fisico dell’illustre uomo politico sarà indiscutibilmente enorme: ovvero una boiata planetaria!