‘Melodia del Silenzio’: il primo musical sulla ricerca
La malattia va in scena ed è sconfitta. Pièce premiata dal Presidente della Repubblica
Per la prima volta va in scena la malattia e viene sconfitta, scacciando paure e alimentando sentimenti di speranza e fiducia. Si manifesta attraverso uno specchio mediante il quale il malato, mettendo a nudo stati d’animo e timori, dialoga con il ‘nemico’ che deturpa il suo corpo e la serenità dei suoi cari. È quanto accade in ‘Melodia del Silenzio’, primo musical sulla ricerca, presentato ieri mattina al Fortino Sant’Antonio di Bari e patrocinato da Ail (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma) e istituzioni locali (Regione, Provincia e Comuni di Mola e Bari).
Tre gli spettacoli in programma: 21 e 22 novembre al Teatro Van Westerhout di Mola e 26 al Teatro Piccinni di Bari, con il ricavato interamente devoluto alla ricerca. L’intero progetto, ‘MusicAil’, premiato con una Medaglia dal Presidente della Repubblica, Napolitano, è sostenuto anche da artisti quali Valerio Scanu, Tosca Donati, Christian Ginepro e Saverio Marconi. “Scopo dell’iniziativa – fa sapere l’ideatore e responsabile, Pietro Sportelli – è sensibilizzare cittadini e società civile alla ricerca scientifica, unico appiglio di speranza per chi lotta quotidianamente contro la malattia. Infatti, oltre alla messa in scena del musical, il progetto coinvolge anche amministrazioni pubbliche, istituzioni scolastiche e attività commerciali in quanto, anche in periodi di crisi, non si può restare inermi di fronte a simili temi”.
“Melodia del Silenzio – spiega l’autore e regista del musical, Vito Rago – vuole stimolare gli interrogativi dello spettatore sul senso della vita, percorrendo attraverso il linguaggio multimediale (visivo, verbale, sonoro, musicale e canoro) gli stati d’animo di un malato grave e di coloro che vivono il suo stesso dramma, anche indirettamente”.
Presenti alla conferenza anche il sindaco di Mola, Nico Berlen, il consigliere del Comune di Bari, Marco Bronzini, e il presidente dell’Ail Bari, Giuseppina Belli D’Elia, la quale, benché restia a “facili entusiasmi” che il suo ruolo istituzionale e di responsabilità “impone di frenare”, si dichiara “ben lieta di constatare che nascano iniziative parallele spontanee, ancor di più quando a metterle in pratica sono i giovani”.
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