Rete ciclabile regionale, Loizzo striglia province e comuni

la Redazione

Gli enti locali sono in ritardo rispetto alla pianificazione della Regione Puglia

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Realizzare al più presto la rete ciclabile regionale. È quanto raccomandato dalla Regione Puglia a comuni e province pugliesi, i quali devono inserire nei Piani urbanistici regionali e dei Piani territoriali di coordinamento provinciali le reti ciclabili e pedonali di propria competenza. Ieri l’assessore ai trasporti Mario Loizzo ha infatti inviato una circolare quadro per sollecitare l’attuazione degli indirizzi regionali e delle norme nazionali in materia di mobilità ciclistica.

La costruzione dei percorsi per le due ruote e i pedoni è un’azione strategica prevista dalla legge regionale n. 16 del 2008 su “Principi e indirizzi relativi al Piano regionale dei Trasporti”, i cui itinerari principali sono stati individuati dal progetto CYRONMED (Cycle Route Network of the Mediterranean).

“Tale circolare si è resa necessaria per dare più forza ad una serie di interventi già avviati a livello di programmazione e pianificazione da parte della Regione Puglia”, ha scritto in una nota l’assessore ai trasporti, “affinché gli Enti locali riconsiderino il sistema di mobilità, dando centralità a quella ciclistica e ciclopedonale”.

Loizzo ha anche ricordato che, ai sensi della legge nazionale sulla mobilità ciclistica n. 366/98, “comuni e province devono dotarsi di piani della mobilità ciclistica utilizzando la propria viabilità, al fine di assicurare i collegamenti con scuole, ospedali, aree verdi, reti del trasporto pubblico, aree turistiche e da diporto”.

Un ultimo richiamo è stato fatto in merito al rispetto della norma del codice della strada, secondo cui “quando vengono realizzate nuove strade o assoggettate a lavori di manutenzione straordinaria quelle esistenti, occorre realizzare sempre piste ciclabili adiacenti”.

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Commenti

  • Levantino (utente non verificato)

    Fossi in Loizzo oltre a sollecitare la realizzazione delle piste ciclabili, solleciterei la realizzazione delle stesse in maniera adeguata. Ci sono comuni dove le “piste ciclabili” sono soltanto un “segno” di vernice (una linea segnata da un imbianchino ubriaco?) con il risultato opposto a quello prefissato (auto parcheggiate sulla fantomatica pista ciclabile). Soldi bubblici buttati al c…o!